Angelo di Costanzo.
Se d'ANGELICA cura
ufficio fia chiamar nel giorno estremo
con suon celeste al tribunal supremo
chi giace in sepoltura,
qual meraviglia, s'io, ch'oltre natura
al nome, al canto, a l'ale
son ANGELO immortale,
posso in virtù di mia canora tromba
render vivi i mortali, e trar di tomba?