Antonio Araldo a Giovanni di Maffeo

By Giovanni di Maffeo da Barberino

Giovanni, i' mi parti' non meno offeso

che tu dalla tuo propia passïone,

dubitando poterne esser cagione,

per volerne piacer, disagio preso.

E per in parte alleviar tuo peso,

che tutto a tôrlo via non t'è cagione,

rimbrotti, bizarrie, mugghi e quistione

sien teco sempre, e nel guarire acceso,

esser di tutte cose impazïente,

far traboccare all'appitito il sacco,

viver sempre lascivo e 'ncontenente;

aceto, agresto, agrumi e frutte a sbacco

in ogni cibo e continuamente

nondimen non lasciar l'uso di Cacco.

Seguir Venere e Bacco

t'ingegna, quando se' dal duol più afflitto,

con trincar malvagìa e chiavar ritto.