Apollo che scortica Marsia d'Hippolito Andreasi.
Da quel Fauno arrogante
che d'emular pretende
con rauco suon di stridula cicuta
l'alta armonia de l'altrui cetra arguta,
indi ad un tronco appende
de le vicine piante,
spoglia del vincitor, la propria pelle,
apprenda, o novo Apelle,
gonfia a cozzar d'ambizione insana
con plettro signoril canna villana.