APPENDICE

By Giovan Battista Nicolucci

Amor, seco mirando

Dal ciel Madonna, quando

Vide il crin d'oro al Sol vincere il Sole,

Disse queste parole:

- O chiome al mondo sole,

In voi sole mi fido;

Non sara più mio nido

Pafo, o Citera, o Idalio, o Menfi, o Gnido. -

Poi, tacendo, discese,

E in mezo a lor si stese,

Et, per restarvi lungamente involto,

Intricò il nodo sciolto.

Ella, bagnando il volto

Et le vermiglie rose,

Et con voci dogliose,

L'ira e il ferro e la man dentro vi pose.

Misero crin, ch'oltraggio

Ti fe', colei ch'un raggio

di te faceva intorno al capo a l'hora

Che sorgeva l'aurora!

Più teco non dimora,

Misero crin diletto,

Più non t'allunghi al petto

Che solevi baciar senza rispetto.

In quell'impito atroce

Amor perdé la voce

Et volò su la fronte, e fu sì fiso

Ne l'angelico viso

Che poi, da sé diviso,

Non potè gridar forte:

- Donna - tu dai la morte

A tuo' capegli, al mondo, e a la mia sorte!-

Ma mentre e per la faccia

L'un piacer l'altro scaccia,

Sì ch'egli entrò ne' rugiadosi lumi

Ch'eran correnti fiumi,

Hor perché nol consumi

L'ardor, che sempre cresce

Et che col pianto n'esce,

Ne le lagrime l'ali abbatte e mesce.

Et, dapoi che legarne

Non ha potuto e farne

Quel con le treccie che s'havea preposto,

Ne gli occhi albergo ha posto,

Et saetta nascosto

Quantunque ognun si guardi,

Et son gli acuti dardi

Et l'arco suo le ciglia e i dolci sguardi.