APRILE

By Emilio Praga

Creso pagò con lucciole

ed Elena ha sorriso:

la terra e il paradiso

favellano d'amor.

La timida lucertola,

che lambe i muri infranti

si arresta a udir dei canti

e a contemplar i fior.

Le nuvole sorvolano

tutte color di rosa,

e la gleba pietosa

geme di voluttà!

Ecco dagli olmi e i frassini

la vetustà sparita;

la selva ha nuova vita,

le foglie... eccole là!

E colle foglie i nidi. — O fanciulletti

l'albero rispettate e le sue culle!

S'oggi rapite i poveri augelletti,

doman potrete rapir le fanciulle.

Deh! serbatele al vol le molli ale...

il volo è l'Ideale!

Credo che i morti stesi nella fossa

sentano anch'essi il risveglio d'Amore,

che nude, infrante, gelide quell'ossa,

l'april vi innesti un ignorato fiore.

— Povero padre! il sole è così bello

e tu sei nell'avello!

Laghi, cime diafane,

cerule lontananze,

dove arcadiche stanze

sogna il poeta ancor!...

Dove dell'arpa eolia

vibra tuttor la corda,

dove sospira il giovine

e il vecchio si ricorda;

del sempiterno artefice

note, poemi e tele!...

Come il vento alle vele

oh! date il volo ai cor!

April! — dal verno pallido

l'uomo esce mesto e stanco!...

Pongli all'occhiello il giglio,

dagli una donna al fianco!