ARMONIA DELLE COSE

By Niccolò Tommaseo

Quanto tratto di ciel, quanto, o diletta,

vincea d'acque e di terre impedimento

l'aura che reca a me della tua schietta

voce il concento?

Di che pianeta, o di che fonte arcana

move, e per quanti error' balza e si frange

il raggio ch'entro una pupilla umana

sorride o piange?

E il calor ch'esce di due alme unite

in un amplesso generoso e pio,

in quant'aria si fuse, in quante vite

corse e svanìo?

Quanti moti un solo moto, e quanti adduce

una sola cagion diversi effetti!

piena di preghi è l'armonia, la luce

piena d'affetti.

Una materia in varii modi ordita

voi, zefiri, produsse, e voi, ruscelli:

spira da un solo amor la vostra vita,

fiori ed uccelli.

E tutto vive; e quel che morte al mondo

appare, è sogno de' nostr'occhi infermi.

Un sereno, instancabile, profondo

spirto i suoi germi

sparge nel giro delle sfere ardenti,

posa nel seno delle tombe oscure.

E nulla cosa è vil; tutte possenti,

tutte son pure.

Fervid'acqua di stagno in alta neve

biancheggia: umida terra è fior gentile;

cenere e terra, o giovanetta, è 'l breve

tuo casto aprile.

Forse quest'aura, che le smorte foglie

lieve baciando erra su me, rapìo

alcun de' germi che fûr già le spoglie

del padre mio.

L'aura notturna all'esule mendico

porta i sospiri che la madre pia,

o la diletta memore, o l'amico

fido gl'invia.

Nell'aria stessa erran confusi insieme,

qual di suoni o di rai pieno concento,

e l'inno di chi spera, e di chi geme

l'umil lamento;

e il respir de' nemici e degli amanti,

e de' servi le grida e de' tiranni,

che, insieme miste, van sulle sonanti

ale degli anni,

e armonia d'ineffabile mistero

nelle lontane età diffonderanno,

e dall'odio l'amor, dal falso il vero

educheranno.

L'una nell'altra essenza si rinfonde,

e più s'innova quanto più si mesce;

cigno che più si tuffa, e più dall'onde

bianco riesce.

Entro la vita del mio stanco frale

altre s'accendon vite a cento a cento;

e ad altri spirti il mio velo mortale

forse è strumento.

Morte ed Amor de' tuoi mister', Natura,

de' tuoi misteri, o Fede, apron le porte;

allevan l'alma con materna cura

Amore e Morte.

La terra e il ciel con grande amor feconda

di piccol fiore un delicato stelo:

con gran desio si specchia in picciol'onda

la terra e il cielo.

In ogn'istante è un'infinita ampiezza

d'anni: ogni spazio è l'universo intero.

Il buio è luce, è l'umiltade altezza:

tutto è mistero.