ATTO I
Mia consorte, in questo giorno
Sento in me tanta allegria:
Esser teco in compagnia!
Non mi sento alcun frastorno.
Sposo, anch'io sento il mio cuore
Che conforta la mia vita:
Ritrovandomi a te unita,
Passo lieti giorni e l'ore.
Voglia il ciel che tal contento
Non ci venga a noi cambiato!
Se un bambino verrà nato,
Avrem più consolamento.
Taci! Parmi udir rumore...
Il mio udito ne rimbomba...
Sì, gli è suono di una tromba.
Sarà forse il servitore?...
Questo squillo il cuor mi serra:
Della guerra gli è segnale.
Sento alcun salire le scale.
Che sarà su questa terra?
Cosa accadde, mio guerriero?
Signor mio, la guerra, in piedi!
Se ai miei detti tu non credi,
Leggi il foglio e trovi il vero.
Apri pure il tal mandato:
Io sto intento ad ascoltare
Quanto il Re venne a inviare
Ciò che accade al nostro stato.
« Mando a te mio buon guerriero
Generale dello stato,
Questo annunzio improvvisato
Che sia armato il regno intero.
Si armi ognun di spada e lancia,
Il mio detto non si ignori:
Dei saper gli audaci mori
Hanno invaso Spagna e Francia.
Sono giunti sul confino
Tra il Fiammingo e la Baviera:
Dunque parti con la schiera,
Fai sollecito il cammino.
Se ritorni vincitore,
Alla fin delle battaglie
Sarà pieno di medaglie
Il tuo petto a gran valore... »
Tutto intendo e parti pure
E raduna ogni guerriero:
Con quest'ordine severo
Armi in pugno e bardature.
Eseguisci i miei comandi
Poi ne avrai la ricompenza
Dallo stato a mia presenza.
Giuro far cosa comandi.
Ci dovremmo separare?...
Amatissimo consorte?
Al comando della corte,
C'è pochissimo da fare.
Parti, sposa mia diletta,
Dai quest'ordine ai serventi:
L'arme sian pronte e lucenti
Perché il mio partir s'affretta.
Io partendo, qua mi resta
Tutto quanto abbandonato:
Golo l'uomo più fidato
Lasciar voglio alla mia testa.
Tu, mio fido, fai partenza
E dirai al custode Golo
Che da me ne venga a volo:
Mi abbisogna sua presenza.
Mio signore, ai cenni tuoi.
Ah!... Mio fido, ben venuto
Di cercare te ho creduto
Per servirmi, se tu vuoi.
Io farò quello che chiedi
E per te darei la vita...
Ho bisogno di tua aita,
Ritrovandomi in tai piedi.
Sai che devo far partenza,
Tutto debbo abbandonare:
Solo tu potresti fare,
Se tu stai alla mia obbedienza.
Sono pronto a fare tutto
Quel che a me vien comandato:
Il comando a me sia dato
O sia bello, oppur sia brutto.
Mi si levan tante doglie
Aver teco in mia fidanza...
E ti dò piena possanza
Tieni d'occhio anche mia moglie.
E se manca, scrivi pure
Non aver di lei temenza...
Mio signor farò obbedienza
Se accadran delle avventure.
Cara mia diletta Berta,
Sento in me tanto dolore...
Pregheremo il buon Signore
Che ne dia vittoria certa.
Dici il ver; ma non ci pensi
Ai disagi della guerra?!
Tra i viventi sulla terra
Chi fa ciò li ha persi i sensi.
Non dovrebbe esser confino
Né fra bianchi, né fra neri
Bensì amarci volentieri
Nell'alterno uman destino
Il tuo detto è veritiero;
Non facciam tal discussione
In tal giorno di passione...
Mia signora, dici il vero.
Ora andiam senza indugiare;
Prenderemo arme e bagaglio...
Prendi tutto e non far sbaglio,
A lui in man vo' consegnare.
Generale, i tuoi guerrieri
Sono già tutti inquadrati,
Tutti pronti e preparati,
E combatton volentieri.
L'ordin tuo stanno aspettando
Per far poi di qui partenza...
Un momento di pazienza
Darò subito il comando.
Vai, rivarca quelle soglie;
Giungerò subito anch'io:
Debbo dar l'ultimo addio
Alla mia diletta moglie.
Ecco le armi a te, consorte,
Ben lucenti, a taglio acuto;
Ti faranno esser temuto
Da chi tenta la tua morte.
Vai, difendi il nostro regno
Da quei barbari invasori!
Voglia Iddio che, pien d'onori,
Tu ritorni a mio convegno!
Genoveffa, non temere!
Io saprò ben vendicarmi;
Quando in pugno avrò queste armi,
Saprò fare il mio dovere.
E se tu più non ritorni?...
Non nutrir tristi pensieri!
Quando son coi miei guerrieri,
Caccio i mori come storni.
Se così volesse Iddio
Che finisse la mia vita,
In battaglia come in gita.
Ne potrei perir ben io.
Se alla luce verrà dato
Ciò che il seno tuo già serra
Pria che torni dalla guerra, ...
Non temer: sarai informato.
Per il resto prevedei:
Lascio Golo facitore
Che sorvegli a tutte le ore
Serve e servi e beni miei.
Credo l'uomo più fidato
Da poterlo incaricare:
Lui promise a me di fare
Quanto a lui vien comandato.
Dunque, addio! Fatti coraggio
Presto spero ritornare;
Stai contenta e non pensare...
Sigelfrido, buon viaggio!
« Vi rimetto e leggo il bando
Che a me il Conte mi ha lasciato;
Da me tutto sia guardato,
E sarete al mio comando.
Se volete informazione,
Ne verrete a mia presenza;
Fin che il Conte avrà l'assenza,
Io sarò come padrone.»
Noi farem come il passato
Il tuo detto non si ignora;
Tanto a te che alla signora
Gran rispetto sarà usato.
Dimmi, Golo, l'andamento:
Come vanno i dipendenti?
Tutti attivi e ben contenti
Del mio buono trattamento.
Tu, Signora, hai da dir niente?...
Parla pur senza temenza.
Anzi troppo all'obbedienza
Stanno a me sinceramente.
Se non hai altro da dire,
Io ritorno al mio lavoro.
Grazie tante! Te ne onoro
Verso me del bene agire.
Cara Berta...
O... Mia signora...
Son venuta un po' a passeggio
Per veder se meglio o peggio
Ne passavo qualche ora.
Che t'accadde,dimmi, o Berta?
Mi ritrovo un po' ammalata
Per pietà, stai riguardata.
Non andare all'aria aperta.
Sai che a volte poco male
Può venire assai copioso;
Perciò, vattene a riposo:
Io verrò al tuo capezzale.
O... Signora, mi è permesso
Di poterti palesare
Ciò che il cuor non sa occultare?.
Parla pure a me dappresso.
Come?! Tu non ti sei accorta
Di che debbo riferire?
Non capisco, fai capire,
Torna a dirlo un'altra volta.
Tu sentissi questo cuore
Come batte ardentemente!
Per calmarlo, certamente,
Ho bisogno del tuo amore.
Quell'amor che noi felici
Passeremo una mezz'ora
Non negarmelo, Signora;
Mi fai l'uom fra i più infelici.
Fuggi via da mia presenza;
Io non voglio più sentire
Ciò che a me venisti a dire:
Il tuo dir mi fa temenza.
Genoveffa, pensa bene;
Se non cedi al mio volere,
Sai che l'ho pieno potere;
Tu Potresti aver gran pene.
Io del Conte fui consorte,
Solo a lui giurai l'amore;
Pria di togliergli l'onore
La desidero la morte.
Via, non far tal resistenza!
Fai promessa a me di un bacio!
Vai, serpente, a te non tacio;
Vanne via da mia presenza.
Me ne vado; ma ricorda
Che l'amor che ti ho portato
Presto in odio vien cambiato.
Pria che cedere, alla corda!
Deh! Salvatemi, o Signore,
Da quel mostro inorridito:
Che ritorni mio marito
Per punir quel traditore!
Chi sa adesso il mal vivente
Cosa pensa a me di fare?!
Per potermi discolpare,
Scrivo al Conte la presente.
Mio carissimo consorte,
Golo è un uomo disonesto;
Dunque, tu farai ben presto
A decider la sua sorte.
Per saziar sue turpi voglie,
Volea togliermi l'onore;
Lo respinsi con furore.
Genoveffa, la tua moglie.
Caro Drago mi ritrovo
A una brutta condizione
Al mio dir presta attenzione
Di tal pelago a me nuovo.
Giuri a me non favellare
Ciò che a te ne vengo a dire?.
Anche a costo di morire,
Giuro a te di non parlare.
Vedi tu questo messaggio?
Al padron lo dei portare:
Proprio a lui da consegnare,
E fulmineo sia il viaggio.
Sai che Golo il disumano
Sul mio onore mi si scaglia?
Brutta perfida canaglia!
Per pietà, parla più piano.
Guai se lui potesse udire
Ciò che a te sto a favellare!
Mia signora, non tremare:
Penserò farlo fuggire.
Tu di lui non ti occupare:
Solo a me fai tal missione;
Poi vedrai che il tuo padrone
Pensa tutto a sistemare.
Il cavallo più veloce
Prendi e parti a spron battuto.
Pronto: dammi il contenuto,
Che nessun rischio a me nuoce.
Alto là! Vil traditore
Finalmente ti ho trovato;
Per mia man sarai ammazzato
Per punir sì tetro errore.
Qua correte nell'istante
Constatate questo fatto:
Li ho sorpresi entrambi all'atto
Lui rivale e lei l'amante.
Tu calunni un'innocente.
Pensa bene chi son io;
Ti saprà punire Iddio
Quando a lui sarai presente.
Tu ti sei resa infedele
Al tuo sposo, alla mia vista;
E per questo tu sei trista,
Donna perfida e crudele!
Lei sia presa e sia portata
Nella più scura prigione:
Poi se avrai qualche ragione,
Sarai dopo interrogata.
'Mio carissimo padrone,
Sono a darti triste nuova:
Tua consorte si ritrova,
Per mio ordine, in prigione.
La trovai con Drago stretta
Nella stanza tua adornata;
A lui in braccio si era data.
Di punirla a te ne spetta.
Al rivale la sua sorte
L'ho decisa da me stesso;
Anche senza il tuo permesso,
Lì sull'atto ebbe la morte.
Mi perdona il mio furore
Della vittima che feci;
Già ne avrei ammazzati dieci,
Per difendere il tuo onore.
Ora attendo la risposta
Per sentir la tua intenzione:
Se la deo tener prigione,
Oppur farne altra proposta.'