ATTO I

By Giulio Filippi

Mia consorte, in questo giorno

Sento in me tanta allegria:

Esser teco in compagnia!

Non mi sento alcun frastorno.

Sposo, anch'io sento il mio cuore

Che conforta la mia vita:

Ritrovandomi a te unita,

Passo lieti giorni e l'ore.

Voglia il ciel che tal contento

Non ci venga a noi cambiato!

Se un bambino verrà nato,

Avrem più consolamento.

Taci! Parmi udir rumore...

Il mio udito ne rimbomba...

Sì, gli è suono di una tromba.

Sarà forse il servitore?...

Questo squillo il cuor mi serra:

Della guerra gli è segnale.

Sento alcun salire le scale.

Che sarà su questa terra?

Cosa accadde, mio guerriero?

Signor mio, la guerra, in piedi!

Se ai miei detti tu non credi,

Leggi il foglio e trovi il vero.

Apri pure il tal mandato:

Io sto intento ad ascoltare

Quanto il Re venne a inviare

Ciò che accade al nostro stato.

« Mando a te mio buon guerriero

Generale dello stato,

Questo annunzio improvvisato

Che sia armato il regno intero.

Si armi ognun di spada e lancia,

Il mio detto non si ignori:

Dei saper gli audaci mori

Hanno invaso Spagna e Francia.

Sono giunti sul confino

Tra il Fiammingo e la Baviera:

Dunque parti con la schiera,

Fai sollecito il cammino.

Se ritorni vincitore,

Alla fin delle battaglie

Sarà pieno di medaglie

Il tuo petto a gran valore... »

Tutto intendo e parti pure

E raduna ogni guerriero:

Con quest'ordine severo

Armi in pugno e bardature.

Eseguisci i miei comandi

Poi ne avrai la ricompenza

Dallo stato a mia presenza.

Giuro far cosa comandi.

Ci dovremmo separare?...

Amatissimo consorte?

Al comando della corte,

C'è pochissimo da fare.

Parti, sposa mia diletta,

Dai quest'ordine ai serventi:

L'arme sian pronte e lucenti

Perché il mio partir s'affretta.

Io partendo, qua mi resta

Tutto quanto abbandonato:

Golo l'uomo più fidato

Lasciar voglio alla mia testa.

Tu, mio fido, fai partenza

E dirai al custode Golo

Che da me ne venga a volo:

Mi abbisogna sua presenza.

Mio signore, ai cenni tuoi.

Ah!... Mio fido, ben venuto

Di cercare te ho creduto

Per servirmi, se tu vuoi.

Io farò quello che chiedi

E per te darei la vita...

Ho bisogno di tua aita,

Ritrovandomi in tai piedi.

Sai che devo far partenza,

Tutto debbo abbandonare:

Solo tu potresti fare,

Se tu stai alla mia obbedienza.

Sono pronto a fare tutto

Quel che a me vien comandato:

Il comando a me sia dato

O sia bello, oppur sia brutto.

Mi si levan tante doglie

Aver teco in mia fidanza...

E ti dò piena possanza

Tieni d'occhio anche mia moglie.

E se manca, scrivi pure

Non aver di lei temenza...

Mio signor farò obbedienza

Se accadran delle avventure.

Cara mia diletta Berta,

Sento in me tanto dolore...

Pregheremo il buon Signore

Che ne dia vittoria certa.

Dici il ver; ma non ci pensi

Ai disagi della guerra?!

Tra i viventi sulla terra

Chi fa ciò li ha persi i sensi.

Non dovrebbe esser confino

Né fra bianchi, né fra neri

Bensì amarci volentieri

Nell'alterno uman destino

Il tuo detto è veritiero;

Non facciam tal discussione

In tal giorno di passione...

Mia signora, dici il vero.

Ora andiam senza indugiare;

Prenderemo arme e bagaglio...

Prendi tutto e non far sbaglio,

A lui in man vo' consegnare.

Generale, i tuoi guerrieri

Sono già tutti inquadrati,

Tutti pronti e preparati,

E combatton volentieri.

L'ordin tuo stanno aspettando

Per far poi di qui partenza...

Un momento di pazienza

Darò subito il comando.

Vai, rivarca quelle soglie;

Giungerò subito anch'io:

Debbo dar l'ultimo addio

Alla mia diletta moglie.

Ecco le armi a te, consorte,

Ben lucenti, a taglio acuto;

Ti faranno esser temuto

Da chi tenta la tua morte.

Vai, difendi il nostro regno

Da quei barbari invasori!

Voglia Iddio che, pien d'onori,

Tu ritorni a mio convegno!

Genoveffa, non temere!

Io saprò ben vendicarmi;

Quando in pugno avrò queste armi,

Saprò fare il mio dovere.

E se tu più non ritorni?...

Non nutrir tristi pensieri!

Quando son coi miei guerrieri,

Caccio i mori come storni.

Se così volesse Iddio

Che finisse la mia vita,

In battaglia come in gita.

Ne potrei perir ben io.

Se alla luce verrà dato

Ciò che il seno tuo già serra

Pria che torni dalla guerra, ...

Non temer: sarai informato.

Per il resto prevedei:

Lascio Golo facitore

Che sorvegli a tutte le ore

Serve e servi e beni miei.

Credo l'uomo più fidato

Da poterlo incaricare:

Lui promise a me di fare

Quanto a lui vien comandato.

Dunque, addio! Fatti coraggio

Presto spero ritornare;

Stai contenta e non pensare...

Sigelfrido, buon viaggio!

« Vi rimetto e leggo il bando

Che a me il Conte mi ha lasciato;

Da me tutto sia guardato,

E sarete al mio comando.

Se volete informazione,

Ne verrete a mia presenza;

Fin che il Conte avrà l'assenza,

Io sarò come padrone.»

Noi farem come il passato

Il tuo detto non si ignora;

Tanto a te che alla signora

Gran rispetto sarà usato.

Dimmi, Golo, l'andamento:

Come vanno i dipendenti?

Tutti attivi e ben contenti

Del mio buono trattamento.

Tu, Signora, hai da dir niente?...

Parla pur senza temenza.

Anzi troppo all'obbedienza

Stanno a me sinceramente.

Se non hai altro da dire,

Io ritorno al mio lavoro.

Grazie tante! Te ne onoro

Verso me del bene agire.

Cara Berta...

O... Mia signora...

Son venuta un po' a passeggio

Per veder se meglio o peggio

Ne passavo qualche ora.

Che t'accadde,dimmi, o Berta?

Mi ritrovo un po' ammalata

Per pietà, stai riguardata.

Non andare all'aria aperta.

Sai che a volte poco male

Può venire assai copioso;

Perciò, vattene a riposo:

Io verrò al tuo capezzale.

O... Signora, mi è permesso

Di poterti palesare

Ciò che il cuor non sa occultare?.

Parla pure a me dappresso.

Come?! Tu non ti sei accorta

Di che debbo riferire?

Non capisco, fai capire,

Torna a dirlo un'altra volta.

Tu sentissi questo cuore

Come batte ardentemente!

Per calmarlo, certamente,

Ho bisogno del tuo amore.

Quell'amor che noi felici

Passeremo una mezz'ora

Non negarmelo, Signora;

Mi fai l'uom fra i più infelici.

Fuggi via da mia presenza;

Io non voglio più sentire

Ciò che a me venisti a dire:

Il tuo dir mi fa temenza.

Genoveffa, pensa bene;

Se non cedi al mio volere,

Sai che l'ho pieno potere;

Tu Potresti aver gran pene.

Io del Conte fui consorte,

Solo a lui giurai l'amore;

Pria di togliergli l'onore

La desidero la morte.

Via, non far tal resistenza!

Fai promessa a me di un bacio!

Vai, serpente, a te non tacio;

Vanne via da mia presenza.

Me ne vado; ma ricorda

Che l'amor che ti ho portato

Presto in odio vien cambiato.

Pria che cedere, alla corda!

Deh! Salvatemi, o Signore,

Da quel mostro inorridito:

Che ritorni mio marito

Per punir quel traditore!

Chi sa adesso il mal vivente

Cosa pensa a me di fare?!

Per potermi discolpare,

Scrivo al Conte la presente.

Mio carissimo consorte,

Golo è un uomo disonesto;

Dunque, tu farai ben presto

A decider la sua sorte.

Per saziar sue turpi voglie,

Volea togliermi l'onore;

Lo respinsi con furore.

Genoveffa, la tua moglie.

Caro Drago mi ritrovo

A una brutta condizione

Al mio dir presta attenzione

Di tal pelago a me nuovo.

Giuri a me non favellare

Ciò che a te ne vengo a dire?.

Anche a costo di morire,

Giuro a te di non parlare.

Vedi tu questo messaggio?

Al padron lo dei portare:

Proprio a lui da consegnare,

E fulmineo sia il viaggio.

Sai che Golo il disumano

Sul mio onore mi si scaglia?

Brutta perfida canaglia!

Per pietà, parla più piano.

Guai se lui potesse udire

Ciò che a te sto a favellare!

Mia signora, non tremare:

Penserò farlo fuggire.

Tu di lui non ti occupare:

Solo a me fai tal missione;

Poi vedrai che il tuo padrone

Pensa tutto a sistemare.

Il cavallo più veloce

Prendi e parti a spron battuto.

Pronto: dammi il contenuto,

Che nessun rischio a me nuoce.

Alto là! Vil traditore

Finalmente ti ho trovato;

Per mia man sarai ammazzato

Per punir sì tetro errore.

Qua correte nell'istante

Constatate questo fatto:

Li ho sorpresi entrambi all'atto

Lui rivale e lei l'amante.

Tu calunni un'innocente.

Pensa bene chi son io;

Ti saprà punire Iddio

Quando a lui sarai presente.

Tu ti sei resa infedele

Al tuo sposo, alla mia vista;

E per questo tu sei trista,

Donna perfida e crudele!

Lei sia presa e sia portata

Nella più scura prigione:

Poi se avrai qualche ragione,

Sarai dopo interrogata.

'Mio carissimo padrone,

Sono a darti triste nuova:

Tua consorte si ritrova,

Per mio ordine, in prigione.

La trovai con Drago stretta

Nella stanza tua adornata;

A lui in braccio si era data.

Di punirla a te ne spetta.

Al rivale la sua sorte

L'ho decisa da me stesso;

Anche senza il tuo permesso,

Lì sull'atto ebbe la morte.

Mi perdona il mio furore

Della vittima che feci;

Già ne avrei ammazzati dieci,

Per difendere il tuo onore.

Ora attendo la risposta

Per sentir la tua intenzione:

Se la deo tener prigione,

Oppur farne altra proposta.'