ATTO IV

By Giulio Filippi

Come va la tua salute

Per riguardo alla ferita?

Quella è quasi risarcita

Altre son cose accadute.

Che ti accadde? Svela pure,

Se tu puoi a me palesare...

Venni a morte a condannare

Due appressanti creature.

E chi son questi vassalli?

La mia moglie e il mio bambino.

Ah! Crudele e rio destino...

Che commisero di falli?

Una lettera chiarita

Fu da Golo a me inviata

Che con Drago l'ha trovata:

Golo a lui levò la vita.

L'infedele mia consorte

Fu nell'atto imprigionata

Perché adultera trovata:

Ordinai le desse morte.

E del figlio appena nato

Quale fu il commesso errore?

Perché nacque in disonore,

L'ebbi a morte condannato.

Cosa hai fatto... mio signore?

La tua sposa ell'è innocente:

A me resta chiaramente

Che sia Golo il traditore.

Io ferito gravemente

Mi trovai sotto la tenda:

Quando seppi tal faccenda,

Condannai spietatamente.

Fai di loro altro disegno,

Se fai in tempo, mio signore!

Vuolf, mi hai commosso il cuore...

Esser teco al mio convegno.

Non punire con la ciancia

Di un sì reo calunniatore;

Che gli è Golo traditore

A me pende la bilancia.

Tu, mio caro, mi hai convinto;

Vo' eseguire il tuo consiglio:

La mia sposa ed il mio figlio

Salverò se non estinto.

Tu, mio fido, fai partenza

Col miglior dei miei cavalli;

Se fai in tempo di salvarli

Hai da me riconoscenza.

« Caro Golo, avrai pazienza!

Ora vengo a rismentire

Quel che pria ti venni a dire

Contro i miei, cruda sentenza.

Lei terrai nella sua stanza,

Fin ch'io torni, ben nutrita,

Non dar pena alla sua vita:

Sigelfrido dà ordinanza.»

Son fra il dubbio e la certezza

Che mia moglie sia innocente:

Rispecchiando la mia mente,

Golo è reo con sicurezza.

Voglia il Ciel che il messaggero

L'abbia ancor trovata in vita:

Per chiarir questa partita

Chi di lor sarà sincero?

Mio signore, arriva il messo...

E non viene a mia presenza?

Sì, non abbia alcun temenza,

Da cavallo scende adesso.

Quale nuova stai portando

Di mia moglie e mio bambino?

Fu eseguito il suo destino

Che propose il tuo comando.

Quando là giunsi da Golo,

Domandai della Contessa;

Disse: il figlio unito ad essa

Da cinque anni giace al suolo.

Presa fu da due scherani

E portata alla balìa

Con tuo figlio in compagnia

A morir per quelle mani.

Mi si spezza il cuore in petto

Nel sentir la triste sorte...

Se innocente è tua consorte,

Vendicarla ti prometto.

Caro Vuolf, in questo giorno

Al comando siam chiamati:

Noi saremo congedati,

Al castel farem ritorno.

Nel mio cuor sento letizia

Ritornar a nostra terra...

Tanto ormai vinta è la guerra...

È venuta la notizia.