ATTO IV
Come va la tua salute
Per riguardo alla ferita?
Quella è quasi risarcita
Altre son cose accadute.
Che ti accadde? Svela pure,
Se tu puoi a me palesare...
Venni a morte a condannare
Due appressanti creature.
E chi son questi vassalli?
La mia moglie e il mio bambino.
Ah! Crudele e rio destino...
Che commisero di falli?
Una lettera chiarita
Fu da Golo a me inviata
Che con Drago l'ha trovata:
Golo a lui levò la vita.
L'infedele mia consorte
Fu nell'atto imprigionata
Perché adultera trovata:
Ordinai le desse morte.
E del figlio appena nato
Quale fu il commesso errore?
Perché nacque in disonore,
L'ebbi a morte condannato.
Cosa hai fatto... mio signore?
La tua sposa ell'è innocente:
A me resta chiaramente
Che sia Golo il traditore.
Io ferito gravemente
Mi trovai sotto la tenda:
Quando seppi tal faccenda,
Condannai spietatamente.
Fai di loro altro disegno,
Se fai in tempo, mio signore!
Vuolf, mi hai commosso il cuore...
Esser teco al mio convegno.
Non punire con la ciancia
Di un sì reo calunniatore;
Che gli è Golo traditore
A me pende la bilancia.
Tu, mio caro, mi hai convinto;
Vo' eseguire il tuo consiglio:
La mia sposa ed il mio figlio
Salverò se non estinto.
Tu, mio fido, fai partenza
Col miglior dei miei cavalli;
Se fai in tempo di salvarli
Hai da me riconoscenza.
« Caro Golo, avrai pazienza!
Ora vengo a rismentire
Quel che pria ti venni a dire
Contro i miei, cruda sentenza.
Lei terrai nella sua stanza,
Fin ch'io torni, ben nutrita,
Non dar pena alla sua vita:
Sigelfrido dà ordinanza.»
Son fra il dubbio e la certezza
Che mia moglie sia innocente:
Rispecchiando la mia mente,
Golo è reo con sicurezza.
Voglia il Ciel che il messaggero
L'abbia ancor trovata in vita:
Per chiarir questa partita
Chi di lor sarà sincero?
Mio signore, arriva il messo...
E non viene a mia presenza?
Sì, non abbia alcun temenza,
Da cavallo scende adesso.
Quale nuova stai portando
Di mia moglie e mio bambino?
Fu eseguito il suo destino
Che propose il tuo comando.
Quando là giunsi da Golo,
Domandai della Contessa;
Disse: il figlio unito ad essa
Da cinque anni giace al suolo.
Presa fu da due scherani
E portata alla balìa
Con tuo figlio in compagnia
A morir per quelle mani.
Mi si spezza il cuore in petto
Nel sentir la triste sorte...
Se innocente è tua consorte,
Vendicarla ti prometto.
Caro Vuolf, in questo giorno
Al comando siam chiamati:
Noi saremo congedati,
Al castel farem ritorno.
Nel mio cuor sento letizia
Ritornar a nostra terra...
Tanto ormai vinta è la guerra...
È venuta la notizia.