AVVISO AGLI AMICI
Voi che leggete tante poësie,
Né le leggete sol, ma le comprate,
Spero che comprerete anche le mie
Quando le avrò in un tomo ristampate,
E in un sesto piccin come il presente,
Onde v'entrino in tasca facilmente.
Sì: se i fati non sono a me sinistri,
Spero che nell'april metterò fuori
In Pisa, presso Sebastiano Nistri,
E con licenza de' Superïori,
Metterò fuori il NASO, indi la CODA,
D'AMOR LA PENNA, ed il COLOR DI MODA;
LE-ROY, qualche DEDICA e SONETTO,
TUTTE LE DONNE SON DI MIO PIACERE,
MUSICA e AMORE, l'ABITO, il CADETTO,
Del CRISTAL la ROTTURA e del BICCHIERE,
La CIARLA, i BAFFI, la BEFANA, il BUE,
E tutto questo per fiorini due.
Intendiamoci! dico due fiorini,
Ma son pronto a pigliar dagli Associati
Testoni, lire, paoli, madonnini,
Purché non sien bucati né tosati,
Ma sieno intatti, e del valor perfetto
Di due fiorini, come sopra ho detto.
E affinché siate a favorirmi dediti,
A questi Scherzi già stampati e vecchi,
Tre ne unirò nuovi di zecca e inediti;
Cercherò poi che il libro non vi secchi,
E questo facilmente l'otterrò
Collo scriver men versi che potrò.
Veramente mi dà dell'inquietudine
Il timor, che chi ha prese una alla volta
Le Cose mie, m'ascriva a ingratitudine
Il lasciare a metà la sua Raccolta
Per rifarne una nuova, e in altro sesto,
Con correzioni e aggiunte; ma protesto.
Che vicino a finir quel tempo è omai
Per cui provvida legge mi protesse
Dall'ugne de' tipografi e librai;
Or, chi mi dice che per suo interesse
Qualcun non mi ristampi? e far degg'io
L'altrui vantaggio, e trascurare il mio?
Dirò di più: gli stampator moderni
Non son Aldi Manuzj; e a far moneta
Badan più che a correggere i quinterni
Che affida loro un povero poeta;
Quindi ne avvien, come più volte ho scorto,
Che un verso o è troppo lungo, o è troppo corto.
Ma sotto gli occhi miei sarà rivista
La mia Ristampa, onde non manchi un' ette:
Per opra quindi di valente Artista
Corredata sarà di sei vignette;
Perché quando ci son le figurine,
S'ha più coraggio d'arrivare al fine.
Al momento però che le persone
Riprodotti vedran gli Scherzi miei,
Sarà chiusa ad ognun l'associazione,
E la Raccolta varrà päoli sei. -
Chi mi può dieci firme procurare,
Una copia ne avrà senza pagare.
Per tutta Italia ove si porta il passo,
S'ode qua e là gridare ad ogn'istante:
Il signor N. N. è un altro Tasso!
Il signor N. N. è un nuovo Dante!
L'Ariosto nel tale alfin risorse!
Il tal altro è un Petrarca senza forse!
Io non dirò d'essere un cima-d'-uomo,
D'essere un autorone di cartello;
Ma neppur s'ha da dir che stampo un tomo
Di cose utili a nulla; e me ne appello
A voi, Donne: Voi dite francamente
Se sia, o no, la mia roba utile a niente.
Io son utile in primis ai lettori,
Perché, leggendo, non istanno in ozio;
Io son utile quindi ai stampatori,
Ché fanno alle mie spalle il lor negozio;
In fin guadagno, e son utile a me;
Dunque vedete ben che l'util c'è.
E così essendo, col presente Avviso
Che a me gioviate di pregarvi ardisco,
Una man lava l'altra, ed ambe il viso:
Mi; raccomando, Amici: e qui finisco;
Ché quanto più di versi il foglio è pieno,
E tante firme c'entrano di meno.