Banchetto in un giardino di Cornelio Fiamingo.
Questi, che 'n vaghe forme e fonti, e fiumi,
e colli, e piani in campo angusto accoglie,
e di frutti, e di fiori, e fronde, e foglie
veste l'ignude tele, e d'ombre, e lumi,
sovra l'uman saver, sovra i costumi
al pennel di Natura il pregio toglie:
tanto, mortal ingegno, alzi le voglie,
tanto, terreno stile, oltra presumi!
O splendor di Cotron, che spesso désti
sembianze veracissime ai colori,
certo qui l'arte tua minor diresti.
Tu gli augelletti al finto cibo, e questi,
con dolci inganni, e con eterni onori,
l'umane menti tragge, e le celesti.