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By Giovanni Prati

Coronato di fior, pallidi o gai,

e come piace ai numi, o bianco o bruno,

dietro la porta ha il suo folletto ognuno,

e né notte né dì lo lascia mai.

Dell´alba al lume o della luna a´ rai,

callido fabro d´ironie quest´uno,

girando gli occhi, come serpe in pruno,

gli fa dolci lusinghe, e il pone in guai.

Sparge il démone in danza a noi d´intorno

falsi amor, false glorie e falsi affanni;

e dell´imperio suo l´anima è priva.

L´uom riposo non ha notte né giorno

da questo sogno; e così volan gli anni,

come augelli migranti a ignota riva.