Camillo Querno, Arcipoeta.
Quell'io, strenuo Beone,
ch'a le mense Papali
del mio chiaro e magnanimo Leone
composi versi, ed asciugai boccali,
qui spiro ombra dipinta.
Non ebbi, mentre vissi, altro da fare,
se non bere, e pisciare.
E ben di lauri cinta,
non di cavoli avrei la mia corona,
se correa Greco il fonte d'Helicona.