Cantillena ellegantissima incipit: lege foeliciter.
Qual nympha in fonte, o qual in ciel mai dea
Fu simil di beltà quanto tu sei?
Io credo ben ch'i dei
Unicti fosse in sieme a fabricarti.
Io non potre' giamai tanto laudarti
Che più non fusse il tuo pollito viso,
Ben par che 'n paradiso
Stata sie sempre nella eterna gloria.
O triumphal belleccia, alta memoria,
Per cui rinova i mie' caldi sospiri;
Haimè! quando me miri
Parmi esser giunto su nel novo cielo.
O immense gentileççe, o sacro velo,
Del cui bel nome convirà ch'io scriva,
Acciò che sempre viva
Eterna fama subdita nel mondo.
O spirto modesto, alto e jocondo,
O dea Dïana, nympha sacra e bella,
O sol lucente stella
Sciesa de l'alto segio qui fra noi,
Volgi ver' mi qui sacri lumi toi,
Che posto m'ha d'amor in tal affanno.
Haymè! che presto vanno
I gionti piacer nostri, se ben pensi!
Perhò al bel piacer poni compensi,
E non fugir il dolce tempo, il quale
Ch'anchor ti farà male
Ne l'ultima età di toa vechieçça.
Godi per fin che poi toa gioveneçça;
Ché se nol fai, anchor serai pentuta.
Tu sa' ch'ogn'hom refiuta
Ste vane vecchie piene de heresia.
Perhò te priegho, cara signora mia,
Che gusti el bel piacer e segui amore,
Dapoi che sei sul fiore,
Sulla più frescha età del tuo bel tempo.
Tu sai che tardi val dire: io me pento;
Chi questo ben trappassa senza giolglia
Sempre ad eterna dolglia
Va biastimando il tempo e fortuna amara.
Donque procura al piacer, o stella chiara,
E prendi il buon conselglio ch'io t'ò dato.
Amor m'ha servo facto
Ad te mio bene, o sacrata angioletta.
Tu savia, sei honesta giovenetta,
Discesa di gran sangue, alto e gentile;
Per dio, non esser vile
A dar socchorso a chi con fede t'ama.
Se ciò farai, una perpetua fama
Girò scrivendo di te in versi e in rima;
Ma veder volglio prima
Se verso mi puncto serai pietosa.
Mostrami il volto tuo, candida rosa,
Quel sacro aspecto reverente e humile,
Che al cuor mille faville
M'ha posto amor di te sola pensando.
Mercè, per dio, mercè a ti dimando,
Sola mia dea, unico thesoro:
Haimè! tapin, ch'io moro,
Se non socchorri alla mia accesa guerra.
Vedi che ingenochiato a capo in terra
Mi son qui posto con le brazze in croce,
Chiamando ad alta voce:
Non più, crudele, miserere mei!
Io priegho amore, e li sacrati dei,
El dolce fonte dove nasce amore
Che lo tuo nobil core
Se volgha per pietade a' prieghi mei;
Poi che di me sola regina sei.