Canto decimo

By Ludovico Ariosto

qUantunque debil freno a mezo il corso

animoso caval spesso raccolga:

raro e perho che di ragione il morso

libidinosa furia a dietro volga

quando il piacere ha inpronto: a guisa dOrso

che dal mel non di facile si tolga

poi che gli ne venuto odore al naso

o qualche stilla ne gusto sul vaso

Qual ragion fia chel buon Ruggier raffrene

si che non voglia hora pigliar diletto

di Angelica gentil: che nuda tiene

nel solitario & commodo boschetto

di Bradamante piu non gli soviene

che tanto haver solea fissa nel petto

& se gli ne sovien: pur come prima

pazzo e se quella anchor non prezza et stima

Con cui non fora lostinato & crudo

Zenocrate di lui piu continente

gittato havea Ruggier la lancia: e il scudo

& si trahea laltre arme: impatiente

quando abbassando pel bel corpo ignudo

la donna gli occhi vergognosamente:

si vide in dito il pretioso annello

che gia le tolse ad Albraca Brunello

Questo e lannel ch ella porto gia in Francia

la prima volta che fe quel camino

col fratel suo: che v arreco la lancia

la qual fu poi d Astolfo paladino

con questo fe lincanti uscire in ciancia

di Malagigi al petron di Merlino

con questo Orlando: & altri: una matina

tolse di servitu di Dragontina

Con questo usci invisibil de la torre

dove lhavea rinchiusa un vecchio rio

a che voglio io tutte sue prove acorre?

se le sapete voi cosi come io?

Brunel sin nel giron lel venne a torre

che Agramante di haverlo hebbe disio

da indi in qua sempre fortuna asdegno

hebbe costei fin che le tolse il regno

Hor che sel vide: come ho detto: in mano

fu di stupore: & di allegrezza piena

& quasi dubbia di sognarsi in vano

a gliocchi alla man sua credette a pena

del dito se lo trasse: e amano a amano

sel chiuse in bocca: e in men che non balena

cosi da gliocchi di Ruggier si cela

come fa il Sol quando la nube il vela

Ruggier pur dognintorno riguardava

& saggirava a cerco: come un matto

ma poi che de lannel si ricordava

scornato vi rimase & stupefatto

& la sua inadvertenza biastemiava

& la donna accusava di quello atto

ingrato & discortese: che renduto

in ricompensa gliera del suo aiuto

Ingrata damigella: e questo quello

guiderdone (dicea) che tu mi rendi?

che piu presto involar vogli lannello

che haverlo in don: perche da me nol prendi?

che non pur quel: ma il scudo e il destrier snello

& me ti dono: e come vuoi mi spendi

sol chel bel viso tuo non mi nascondi

io so crudel che m odi & non rispondi

Cosi dicendo intorno alla fontana

brancolando ne andava come cieco

o quante volte abbraccio laria vana

sperando la donzella abbracciar sieco

quella che sera gia fatta lontana

mai non cesso dandar che giunse a un speco

che sotto un monte era capace: & grande

dove al bisogno suo trovo vivande

Quivi un vecchio pastor: che di cavalle

un grande armento havea: facea soggiorno

le iumente pascean giu per la valle:

letenere herbe: a freschi rivi intorno

di qua di la lantro erano stalle:

dove fuggiano il Sol del mezo giorno

Angelica quel di: lunga dimora

la dentro fe: ne fu veduta anchora

Et circa il vespro poi che rifrescossi:

& le fu a viso esser posata assai

in certi drappi rozi aviluppossi

dissimil troppo a portamenti gai

che verdi: gialli: persi: azurri: & rossi

hebbe: & di quante foggie furon mai

non le puo tor perho tanto humil gonna:

che bella non rassembri & nobil donna

Taccia chi loda Phyllide o Neera

o Amarylli: o Galatea fugace

che desse alcuna si bella non era

Tityro & Melibeo con vostra pace

la bella donna tol fuor de la schiera

de le iumente: una che piu le piace

allhora allhora se le fece inante

un pensier di tornarsene in Levante

Ruggiero in tanto: poi chebbe gran pezzo

indarno atteso sella si scopriva:

& che se avide del suo error da sezzo:

che non era vicina: & non lo udiva

dove lasciato havea il cavallo avezzo

in cielo e in terra: a rimontar veniva

& ritruovo che se havea tratto il morso

& salia in aria a piu libero corso

Fu grave & mala giunta all altro danno

vederse ancho restar senza laugello

questo non men chel feminil inganno

gli preme al cor: ma piu che questo: & quello

gli preme & fa sentir noioso affanno

lhaver perduto il pretioso annello

per le virtu non tanto che in lui sono

quanto che fu de la sua donna dono

Oltramodo dolente: se ripose

indosso larme: & col scudo alle spalle

dal mar slungosse: & per le piaggie herbose

prese el camin verso una lunga valle

dove per mezo allalte selve ombrose

vide il piu largo & piu segnato calle

non molto va: ch a destra ove piu folta

e quella selva: un gran strepito ascolta

Strepito ascolta & spaventevol suono

d arme percosse insieme: onde se affretta

tra pianta & pianta: & truova dui che sono

a gran battaglia: in poca piazza & stretta

non s hanno alcun riguardo: ne perdono

per far (non so di che) dura vendetta

luno e gigante alla sembianza fiero:

ardito laltro & franco cavalliero

Il cavallier col scudo & con la spada:

di qua di la saltando: si difende

perche la mazza sopra non gli cada

con che il Gigante a due man sempre offende:

giace morto il cavallo in su la strada

Ruggier si ferma e alla battaglia attende

e presto inchina lanimo: & disia

che vincitor il cavallier ne sia

Non che per questo gli dia alcuno aiuto

ma se tira da parte: & sta a vedere

ecco col baston grave il piu membruto

sopra lelmo a due man del minor fere

de la percossa e il cavallier caduto

laltro chel vide attonito giacere

per darli morte: lelmo gli dislaccia:

& fa si che Ruggier lo vede in faccia

Vede Ruggier de la sua dolce & bella

& carissima donna Bradamante

scoperto il viso: & lei vede esser quella

a chi dar morte vuol lempio Gigante

si che a battaglia subito lapella

& con la spada nuda si fa inante

ma quel che nuova pugna non attende

la donna tramortita in braccio prende

Et se larreca in spalla: & via la porta

come lupo talhor piccolo agnello

o lAquila portar ne lugna torta

suole o Colombo: o simile altro augello

vede Ruggier quanto il suo aiuto importa

& vien correndo a piu poter: ma quello

con tanta fretta i lunghi passi mena

che con gliocchi Ruggier lo segue a pena

Cosi correndo luno: et seguitando

laltro: per un sentier ombroso et fosco

che sempre si venia piu dilatando

in un gran prato uscir fuor di quel bosco

verso un palazzo: quel proprio ove Orlando

dianzi arrivo: se ben lo riconnosco

dentro alla porta il gran Gigante passa

dopo arrive Ruggier ne seguir lassa

Tosto che pon dentro alla soglia il piede

per la gran corte: et per le loggie mira

ne piu il gigante: ne la donna vede

et gliocchi in darno hor quinci hor quindi aggira

di su di giu va molte volte: et riede

ne gli succede mai quel che desira

ne si fa imaginar dove si tosto

con la donna il fellon si sia nascosto

Poi che cercato ha quattro volte & cinque

di su di giu camere & loggie & sale

pur di nuovo ritorna: & non relinque

cercar dal tetto fin sotto le scale

esce al fin per veder se in le propinque

selve la truovi: ma una voce: quale

richiamo Orlando: lui chiamo non manco

& nel palazzo il fe tornar ancho

Una voce medesma: una persona

ch al buono Orlando Angelica era parsa

parve a Ruggier la donna di Dordona

che gli ha damor lanima accesa & arsa

se con Gradasso: o con altrui ragiona

di quei signor di che la stanza e sparsa

a tutti par che quella cosa sia

che piu ciascun per se brama & disia

Questo era un nuovo & disusato incanto

chavea composto Athlante di Carna

perche Ruggier fusse occupato tanto

in quel travaglio: in quella dolce pena

chel mal influsso ne andasse da canto

linflusso che a morir giovene il mena

dopo il castel d acciar che nulla giova

& dopo Alcina: Athlante anchor fa pruova

Non pur costui: ma tutti glialtri anchora

che di valor in Francia han maggior fama

accio che di lor man Ruggier non mora

condurre Athlante in questo incanto trama

& mentre fa lor far quivi dimora

perche di cibo non patiscin brama

si ben fornito havean tutto il palagio

che donne: & cavallier vi stanno adagio

Ma torniamo ad Angelica che seco

havendo quello annel mirabl tanto

che quando e chiuso in bocca ogni occhio cieco

fa in veder lei: nel dito tol lincanto

& ritrovato nel montano speco

cibo havendo: & cavalla: & veste: & quanto

le fu bisogno: havea fatto disegno

in India ritornarsene al suo regno

Orlando volentieri o Sacripante

voluto havrebbe in compagnia: non ch ella

piu caro havesse lun: che laltro amante:

anzi di par fu a lor disii ribella

ma dovendo per girsene in Levante

passar tante citta: tante castella

havea di compagnia bisogno: & guida

ne potea haver con altri la piu fida

Hor luno hor laltro ando molto cercando

prima che indicio: ne trovasse o spia

quando in cittadi: & quando in ville: & quando

in alti boschi: & quando in altra via

Fortuna al fin: la dove il conte Orlando

Ferrau & Sacripante era: la invia

con Ruggier con Gradasso: & altri molti

che ve havea Athlante in strano intrico avolti

Quivi entra che veder non la puo il Mago

et cerca il tutto: ascosa dal suo annello:

& trova Orlando & Sacripante vago

di lei cercare in van per quello hostello

vede come fingendo la sua imago

Athlante usa gran fraude: e a questo e a quello

qual tor debbia di lor molto rivolve

nel suo pensier: ne ben se ne risolve

Non sa stimar chi sia per lei migliore

il conte Orlando: o il Re de li Circassi

Orlando la potra con piu valore

meglio salvar nei perigliosi passi

ma se sua guida il fa: lo fa signore

chella non vede come poi labbassi

qualunque volta: di lui satia: farlo

voglia minor: o in Francia rimandarlo

Ma il circasso depor quando le piaccia

potra: se ben lo havesse posto in cielo

questa sola ragion vuol ch ella il faccia

sua scorta: et mostri haverli fede et zelo

lannel trasse di bocca: et di sua faccia

levo da gliocchi a Sacripante il velo

credette a lui sol dimostrarsi: e avenne

ch Orlando et Ferrau le sopravenne

Le sopravenne Ferrau et Orlando:

che luno et laltro parimente giva

di su di giu dentro & di fuor cercando

del gran palazzo: lei ch era lor diva

corser di par tutti alla donna: quando

nessuno incantamento li impediva

perche lannel ch ella si pose in mano

fece dAthlante ogni disegno vano

Lusbergo indosso haveano: & lelmo in testa

dui di questi guerrier di chi vi canto

ne notte o di: dopo ch entraro in questa

stanza: lhaveano mai messo da canto

che facile a portar come la vesta

era lor: perche in uso lo havean tanto

Ferrau il terzo era ancho armato: excetto

ch non havea: ne volea haver elmetto

Fin che quel non havea: chel paladino

tolse Orlando al fratel del Re Troiano

ch allora lo giuro che lelmo fino

cerco del Argalia nel fiume in vano

& se ben quivi Orlando hebbe vicino

ne perho Ferrau pose in lui mano

avenne che connoscersi tra loro

non si poter: mentre la dentro foro

Era cosi incantato quello albergo

ch insieme riconnoscer non poteansi

ne notte mai ne di: spada ne usbergo

ne scudo pur dal braccio rimoveansi

li lor cavalli con la sella al tergo

pendendo i morsi dal arcion: pasceansi

in una stanza: che presso all uscita

dorzo: & di paglia sempre era fornita

Athlante riparar non sa: ne puote

che non montino in sella i tre guerrieri

per correr dietro ale vermiglie gote

all auree chiome: & a belli occhi neri

de la donzella: ch in fuga percuote

la sua iumenta: perche volentieri

non vede li tre amanti in compagnia

che forse tolti un dopo laltro havria

Et poi che dilungati dal palagio

li hebbe si che tener piu non dovea

che contra lor lo incantator malvagio

potesse oprar la sua fallacia rea

lannel che le schivo piu d un disagio

tra le rosate labra si chiudea

donde lor sparve subito da gliocchi

& li lascio come insensati & sciocchi

Tutto che havesse gia fatto disegno

di voler seco Orlando o Sacripante

ch a ritornar lhavessero nel regno

di Galaphrone in lultimo Levante

le vennero amendua subito a sdegno

& si muto di voglia in uno instante

& senza piu obligarsi o a questo: o a quello

penso bastar per amendua el suo annello

Volgon pel bosco hor quinci: hor quindi in fretta

quelli scherniti la stupida faccia

come il cane talhor se gli e intercetta

Lepore o volpe: a cui dava la caccia

che dimproviso in qualche tana stretta

o in folta macchia: o in un fosso si caccia

di lor si ride Angelica proterva

che non e vista: & lor progressi osserva

Per mezo il bosco appar sol una strada

credono i cavallier: che la donzella

inanzi allor per quella se ne vada

che non se ne puo andar se non per quella

Orlando corre & Ferrau non bada

ne Sacripante men sprona & puntella

Angelica la briglia piu ritiene

& dietro lor con minor fretta viene

Giunti che fur: correndo: ove i sentieri

a perder si venian ne la foresta

& cominciar per lherba i cavallieri

a riguardar se vi trovavan pesta

Ferrau che potea fra quanti altieri

mai fusser gir con la corona in testa

si volse con mal viso aglialtri dui

& grido lor dove venite vui?

Tornate a dietro: o pigliate altra via

se non volete rimaner qui morti

ne in amar: ne in seguir la donna mia

si creda alcun che compagnia comporti

disse Orlando al Circasso che potria

piu dir costui? s ambi ne havesse scorti

per due piu vili: & timide puttane

che da conocchie mai trahesser lane?

Poi volto a Ferrau disse: huom bestiale

s io non guardassi che senza elmo sei

di quel chai detto s hai ben detto: o male

senza altra indugia accorger ti farei

disse il Spagnol: di quel che ame non cale

perche pigliarne tu cura ti dei?

io sol contra ambedui per far son buono

quel che detto ho: senza elmo come sono

Deh (disse Orlando al Re di Circasia)

in mio servigio a costui lelmo presta

tanto che io gli habbia tratta la piazza

ch altra non vidi mai simile a questa

rispose il Re: chi piu pazzo saria?

ma se ti par pur la dimanda honesta

prestagli il tuo: chio non sero men atto

che tu sia forse: a castigare un matto

Suggiunse Ferrau sciocchi voi: quasi

che se mi fusse il portar elmo aggrado

voi senza non ne fusse gia rimasi

che tolti i vostri havrei vostro mal grado

ma per narrarvi in parte li miei casi

per voto cosi senza me ne vado

& andero fin ch io non ho quel fino

che porta in capo Orlando paladino

Dunque rispose sorridendo il Conte

ti pensi a capo nudo esser bastante

far ad Orlando quel che in Aspramonte

egli gia fece al figlio dAgolante?

anzi credo io se tel vedessi a fronte

ne tremeresti dal capo alle piante

non che volessi lelmo: ma daresti

laltre arme a lui di patto che tu vesti

El vantator Spagnol disse: gia molte

fiate & molte ho cosi Orlando astretto

che facilmente larme gli havrei tolte

quante indosso ne havea non che lelmetto

& s io nol feci: occorrono alle volte

pensier: che prima non shaveano in petto

non nhebbi: gia fu: voglia: hor lhaggio: & spero

che mi potra succeder di leggiero

Non pote haver piu patientia Orlando

& grido mentitor brutto Marrano

in che paese ti trovasti? & quando

a poter piu di me con larme in mano?

quel paladin: di che ti vai vantando

sono io: che tu pensavi esser lontano

hor vedi se tu puoi lelmo levarme

o s io son huom per torre a te laltre arme

Ne da te voglio un minimo vantaggio

cosi dicendo lelmo si disciolse

& lo suspese a un ramuscel di faggio

& quasi a un tempo Durindana tolse

Ferrau non perde di cio il coraggio

trasse la spada e in atto si raccolse

onde con essa & col levato scudo

potesse ricoprirsi il capo nudo

Cosi li duo guerrieri incominciaro

lor cavalli aggirando: a volteggiarsi

& dove larme si giungeano: & raro

era piu il ferro: col ferro a tentarsi

non era in tutto il mondo uno altro paro

che piu di questo havessi ad accoppiarsi

pari eran di vigor: pari di ardire

ne lun ne laltro si potea ferire

Chabbiate Signor mio gia inteso estimo

che Ferrau per tutto era fatato:

fuor che la dove: lalimento primo

piglia il fanciul nel ventre anchor serrato

& fin che del sepolchro il tetro limo

la faccia gli copri: quel luogo armato

uso portar: dove era il dubbio sempre

di sette piastre fatte a buone tempre

Era ugualmente il principe d Anglante

tutto fatato fuor che in una parte

ferito esser potea sotto le piante

ma le guardo con ogni studio & arte

duro era il resto lor piu che diamante

(se la fama dal ver non si diparte)

& luno & laltro gia piu per ornato:

che per bisogno in le sue imprese armato

Se incrudelisce e inaspra la battaglia

d horrore in vista: & di spavento piena

Ferrau quando punge: et quando taglia

ne mena botta che non vada piena

ogni colpo dOrlando: o piastra: o maglia

dischioda: rompe: et apre: e astraccio mena

Angelica invisibil lor pon mente

che sola a tal spettacolo e presente

In tanto il Re di Circassia: stimando

che Angelica dinanzi gli corresse

poi che attaccati Ferrau & Orlando

vide restar: per quella via si messe

che si credea: che la donzella: quando

da lor disparve: seguitata havesse

si che a quella battaglia: la figliuola

di Galafron: fu testimonia sola

Poi che: horribil come era & spaventosa:

lhebbe da parte ella mirata alquanto

& che le parve assai pericolosa

cosi da lun come da laltro canto

di veder novita voluntarosa

disegno lelmo tor: per mirar quanto

fariano i duo guerrier: vistosel tolto

ben con pensier di non tenerlo molto

Havea di darlo al conte intentione

ma di lui prima volea torse giuoco

viene: & tol lelmo: e in gremio se lo pone

& sta mirar i cavallier un poco

dopo si parte: & non fa semone

& lontana era un pezo da quel loco

prima che i cavallier vi havessin mente

si luno & laltro era nel ira ardente

Ma Ferrau che prima vi hebbe gliocchi

si ritrasse ad Orlando: & disse a lui

deh come n ha d a male accorti et sciocchi

trattati il cavallier che era con nui

che premio fia ch al vincitor piu tocchi

sel bel elmo involato n ha costui

ritrasi Orlando: & gliocchi al ramo gia

non vede lelmo: & tuto avampa in ira

E nel parer di Ferrau concorse

chel cavallier che dianzi era con loro

se lo portasse: onde la briglia torse

& fe sentire i sproni a Brigliadoro

Ferrau che del campo il vide torse

gli venne dietro: & poi che giunti foro

dove in lherba apparia lorma novella

chavea fatto il Circasso: & la donzella

El sentier prese alla sinistra il Conte

verso una valle: ove il Circasso era ito

si tenne Ferrau piu presso al monte

dove il sentiero Angelica havea trito

Angelica in quel mezo ad una fonte

giunta era: ombrosa & di giocondo sito

ch ognun che passa alle fresche ombre invita

ne senza ber mai lascia far partita

Angelica si ferma alle chiare onde

non pensando ch alcun le sopravegna

& per il sacro annel che la nasconde

non puo temer che caso rio le avegna

a prima giunta in su lherbose sponde

del rivo: lelmo a un ramuscel consegna

poi cerca ove nel bosco e miglior frasca

la iumenta legar: si che si pasca

Il cavallier di Spagna: che venuto

era per lorme: alla fontana giunge

non lha si presto Angelica veduto

che gli dispare: & la cavalla punge

lelmo che sopra lherba era caduto:

ritor non puo: che troppo resta lunge

come il pagan d Angelica saccorse

tosto ver lei pien di leticia corse

Gli sparve (come io dico) ella di nante

come fantasma al dipartir del sonno

cercando egli la va per quelle piante

ne i miseri occhi piu veder la ponno

biastemiando Macone & Trivigante

& di sua legge ogni maestro & donno

ritorno Ferrau verso la fonte

dove in lherba giacea lelmo del Conte

Lo riconnobbe tosto che mirollo

per lettere che havea scritte nel orlo

che dicean: dove Orlando guadagnollo

& come: & quando: & a chi fe deporlo

armossene il Pagano il capo: e il collo

che non lascio pel duol chavea: di torlo

pel duol chavea di quella che gli sparve

come sparir soglion notturne larve

Poi che allacciato s ha il buon elmo in testa

aviso glie che a contentarsi a pieno

sol ritrovare Angelica gli resta

che gli appar & dispar come baleno

per lei tutta cerco lalta foresta

& poi ch ogni speranza venne meno

di piu poterne ritrovar vestigi

torno al campo spagnol presso a Parigi

Temperando il dolor che gli ardea il petto

di non haver si gran disir sfogato

col refrigerio di portar lelmetto

che fu dOrlando : come havea giurato

dal Conte: poi chel certo gli fu detto

fu lungamente Ferrau cercato

ne fin quel di dal capo gli lo sciolse

che fra duo ponti la vita gli tolse

Angelica invisibile & soletta

via se ne va: ma con turbata fronte

che de lelmo le duol: che troppa fretta

le havea fatto lasciar presso alla fonte

per voler far quel che a me far non spetta

(tra se dicea) levato ho lelmo al Conte

questo pel primo merito: e assai buono

di quanto a lui pur ubligata sono

Con buona intentione (e sallo Idio)

(ben che diverso & tristo effetto segua)

io levai lelmo: & solo il pensier mio

fu di ridur quella battaglia a triegua

& non che per mio mezo il suo disio

questo brutto Spagnolo hoggi consegua

cosi di se sandava lamentando

d haver de lelmo suo privato Orlando

Sdegnata & mal contenta: la via prese

che le parea miglior verso Oriente

piu volte ascosa ando: talhor palese

secondo era oportuno infra la gente

dopo molto veder molto paese

giunse in un bosco: dove iniquamente

fra duo compagni morti: un giovinetto

trovo: che era ferito in mezo il petto

Ma non diro d Angelica piu inante

che molte cose ho da narrarvi prima

ne sono a Ferrau ne a Sacripante

sin a gran pezzo per donar piu rima

mi tol da tutti il principe d Anglante

che di se vuol che nanzi alli altri exprima

le fatiche: & li affanni che sostenne

nel gran disio di che a fin mai non venne

Alla prima citta ch egli ritruova

(perche dandare occulto havea gran cura)

si pone in capo una barbuta nuova

senza mirar sha debil tempra: o dura

sia qual si vol: poco gli nuoce o giova

tanto in la fatagion si rassicura

cosi coperto seguita la inchiesta

ne notte o di: ne pioggia: o Sol lo arresta

Era nel hora che trahea i cavalli

Phebo del mar con rudagioso pelo

et lAurora di fior vermigli & gialli

iva spargendo dognintorno il cielo

& lasciato le stelle haveano i balli

& per celarsi postosi gia il velo

quando appresso a Parigi un di passando

mostro di sua virtu gran segno Orlando

Vi s in contro due squadre: & Manilardo

ne reggea luna il saracin canuto

Re di Noritia gia fiero & gagliardo

hor miglior di consiglio che di aiuto

guidava laltra sotto il suo stendardo

el Re di Tremisen ch era tenuto

tra li Africani cavallier perfetto

Alzirdo fu (da chil connobbe) detto

Questi con laltro exercito pagano

quella invernata havean fatto soggiorno

chi presso alla citta: chi piu lontano

tutti in le ville: o in le castela intorno

chavendo speso il Re Agramante in vano

(per expugnar Parigi) piu dun giorno

volse tentar lassedio finalmente

poi che pigliar non lo potea altrimente

E per far questo: havea gente infinita

che oltra quella che con lui giunta era

& quella che di Spagna havea seguita

del re Marsilio la real bandiera

molta di Francia ne havea al soldo unita

che da Parigi insino alla rivera

dArli: con parte di Guascogna (excetto

alcune rocche) havea tutto suggetto

Hor cominciando i trepidi ruscelli

a sciorre il freddo giaccio in tepide onde

& prati di nuove herbe: & arbuscelli

a rivestirsi di tenera fronde

raguno il Re Agramante tutti quelli

che seguian le fortune sue seconde

per farse rassegnar larmata torma

indi alle cose sue dar miglior forma

A questo effetto il Re di Tremisenne

con quel de la Noritia ne venia

per la giungere a tempo: ove si tenne

poi conto dogni squadra o buona o ria

Orlando a caso ad incontrar si venne

(come io v ho detto) in questa compagnia

cercando pur colei come egli era uso

ch in la pregion dAmor lo tenea chiuso

Come Alzirdo appressar vide quel Conte

che di valor non havea par al mondo

in tal sembiante: in si superba fronte

chel Dio de larme a lui parea secondo

resto stupito alle fattezze conte

al fiero sguardo: al viso furibondo:

& lo stimo guerrier d alta prodezza

ma hebbe del provar troppa vaghezza

Era giovane Alzirdo: & arrogante

per molta forza: & per gran cor pregiato

per giostrar spinse il suo cavallo inante:

meglio per lui se fusse in schiera stato

perche nel scontro: il principe dAnglante

lo fe cader: per mezo il cor passato

giva in fuga il destrier: di timor pieno

che su non vera chi reggesse il freno

Levasi un grido subito & horrendo

che dognintorno nha laria ripiena

come si vede il giovene cadendo

spicciar il sangue di si larga vena

la turba verso il Conte vien fremendo

disordinata: & tagli & punte mena

ma quella e piu: che con pennuti dardi

da lungi infesta il fior de li gagliardi

Con quel rumor che la setosa frotta

correr da monti suole: o da campagne

sel Lupo uscito di nascosa grotta

o lOrso sceso alle minor montagne

un tener porco preso habbia talhotta

che con alto grugnir molto si lagne

il barbarico stuolo erasi mosso:

verso il Conte: gridando adosso adosso

Saette lance e mazze hebbe in lusbergo

mille ad un tempo & nel scudo altre tante

chi gli percuote con la spada il tergo

chi minaccia da lato & chi davante

ma quel ch al timor mai non diede albergo

estima la vil turba: & larme tante:

quel ch in la grassa mandra: a laer cupo

il numer de lagnelle extima il Lupo

Nuda havea in man quella fulminea spada

che posti ha tanti saracini a morte:

dunque chi vuol di quanta turba cada

tenere il conto: ha impresa dura & forte

rossa di sangue gia correa la strada

capace a pena a tante genti morte

perche ne targa ne capel difende

la fatal Durindana: ove discende

Ne vesta piena di cotone: o tele

che circondino il capo in mille volti

non pur per laria: gemiti: & querele

ma volan braccia & spalle & capi sciolti

pel campo errando va morte crudele

in molti varii: & tutti horribil volti

et tra se dice in man dOrlando valci

Duridana per cento de mie falci

Una percossa: a pena laltra aspetta

al fin gli cominciar nanzi a fuggire

& quando prima ne veniano in fretta

perche era sol: credeanselo inghiottire

non e chi per levarsi de la stretta

lamico aspetti e cerchi insieme gire

chi fugge a piedi in qua: chi cola sprona

nessun dimanda se la strada e buona

Virtude andava intorno con un speglio:

che fa veder nel anima ogni ruga

nessun vi si miro: se non un veglio

a cui il sangue leta non lardir sciuga

vide costui: quanto il morir sia meglio

che con suo dishonor mettersi in fuga

dico il Re di Noritia: onde la lancia

arresto contra il paladin di Francia

Lhasta si ruppe alla penna del scudo

del fiero Conte: che nulla si mosse

egli che havea alla po sta il brando nudo

Re Manilardo al trappassar percosse

fortuna lo aiuto ch el ferro crudo

in man dOrlando al venir giu voltosse

tirar i colpi a filo ognhor non lece

ma pue di sella tramazzar lo fece

Stordito de larcion quel Re tramazza

non si rivolge Orlando a rivederlo

che glialtri taglia: tronca: fende: amazza:

a tutti pare in su le spalle haverlo

come stornelli in ariosa piazza

fuggeno nanzi da Falcone o Smerlo

cosi di quella squadra homai disfatta

altri cade: altri fugge: altri sappiatta

Non cesso pria la sanguinosa spada

che fu di viva gente il campo voto

Orlando e in dubbio a ripigliar la strada

ben che gli sia tutto il paese noto

o da man destra: o da sinistra: vada

el pensier da landar sempre e remoto

teme che la sua donna in quella parte

si resti: onde esso errando piu si parte

El suo camin (di lei chiedendo spesso)

hor per li campi: hor per le selve tenne

et (si come era uscito di se stesso)

usci di strada: e a pie d un monte venne

dove la notte: fuor d un sasso fesso

vide un piccol splendor batter le penne

el Conte presto a quel sasso si accosta

sperando in esso Angelica reposta

Come nel bosco del humil Ginepre

o ne la stoppia alla campagna aperta

quando si cerca la paurosa Lepre

per traversati solchi & per via incerta

vassi ad ogni cespuglio: ad ogni vepre

se per ventura vi fusse coperta

cosi cercava Orlando con gran pena

la donna sua: dove speranza il mena

Verso quel raggio ando con fretta il conte

& giunse onde in la selva se diffonde

dal angusto spiraglio di quel monte

ch una capace grotta in se nasconde

& truova nanzi: ne la prima fronte

spini & virgulti come mura & sponde

per celar quei ch in la spelonca stanno

da chi cercasse lor: per lor far danno

Di giorno ritrovata non sarebbe

ma la facea di notte il lume aperta

Orlando pensa ben quel ch esser debbe

pur vuol saper la cosa ancho piu certa

poi che legato fuor Brigliadoro hebbe

tacito viene alla grotta coperta

& fra li spessi rami entra in la buca

senza chiamar di fuor chi lo introduca

Scende la tomba molti gradi al basso

in che la viva gente sta sepolta

era non poco spatioso il sasso

tagiato apunte di scarpelli involta

ne di luce diurna in tutto casso:

benche la intrata non ne dava molta

ma ve ne venia assai da una finestra

che sporgea in un pertugio da man destra

In mezo la spelonca presso a un fuoco

era una donna di giocondo viso

quindici anni passar dovea di poco

quanto fu al Conte al primo sguardo aviso

& era bella si: che facea il loco

salvatico parer un paradiso

ben che havea gliocchi di lachrime pregni

del cor dolente manifesti segni

Vi era una vecchia & facean gran contese

come uso feminil spesso esser suole

ma comme il conte ne la grotta scese

finiron le dispute & le parole

Orlando a salutarle fu cortese

(come con donne sempre esser si vuole)

& elle si levaro immantinente

& lui risalutar benignamente

E ver che si smarrito in faccia alquanto

come improviso udiron quella voce

& ad un tempo armato tutto quanto

videro intrar un huom tanto feroce

Orlando dimando qual fusse tanto

scortese in giusto barbaro & atroce

ch in la cavena tenesse sepolto

un si gentile & amoroso volto

La vergine a fatica gli rispose

interrotta da fervidi signiozzi

che da coralli et perle pretiose

faceano i dolci accenti venir mozzi

le lachrime scendean tra gigli e rose

la dove avien ch alcuna se ningozzi

piacciave in laltro canto udire il resto

signor: che tempo e homai di finir questo