CANTO NONO
C He non puo far dun cor c'hab bia suggetto
Questo crude le e traditore Amore?
Poi ch'ad Orlan do puo levar del petto
La tanta fe che debbe al suo Signore,
Gia savio, e pieno fu d'ogni rispetto:
E de la Santa Chiesa difensore:
Hor per un vano Amor poco del Zio:
E di se poco: e men cura di Dio.
Ma l'escuso io pur troppo, e mi rallegro
Nel mio difetto haver compagno tale,
Ch'anch'io sono al mio ben languido & egro
Sano e gagliardo a seguitare il male
Quel se ne va tutto vestito a negro,
Ne tanti amici abandonar gli cale:
E passa dove d'Africa e di Spagna
La gente era attendata alla campagna.
Anzi non attendata: perche sotto
Alberi e tetti l'ha sparsa la pioggia,
A dieci, a venti, a quattro, a sette: ad otto
Chi piu distante e chi piu pressoalloggia
Ogn'uno dorme travagliato e rotto
Chi steso in terra, e chi alla man s'appoggia
Dormano, e il Conte uccider ne puo assai
Ne perho stringeDurindana mai.
Di tanto core e il generoso Orlando
Che non degna ferir gente che dorma.
Hor questo e quando quel luogo cercando
Va per trovar de la sua donna l'orma,
Se truova alcun che veggi sospirando
Gli ne dipinge l'habito e la forma:
E poi lo priega che per cortesia
Gl'insegni andar in parte ove ella sia.
E poi che venne il di chiaro e lucente
Tutto cerco l'esercito Moresco,
E ben lo potea far sicuramente
Havendo in dosso l'habito Arabesco,
Et aiutollo in questo parimente
Che sapeva altro idioma che Francesco
E l'Affricano tanto havea espedito
Che parea nato a Tripoli e nutrito.
Quivi il tutto cerco, dove dimora
Fece tre giorni, e non per altro effetto,
Poi dentro alle cittadi e a borghi fuora
Non spio sol per Francia e suo distretto,
Ma per Uvernia e per Guascogna anchora
Rivide sin'all'ultimo Borghetto,
E cerco da Provenza alla Bretagna:
E da i Picardi a i termini di Spagna.
Tra il fin d'ottobre, e il capo di novembre
Ne la stagion che la frondosa vesta
Vede levarsi: e discoprir le membre
Trepida pianta fin che nuda resta,
van san gliaugelli a strette schiere insembre
Orlando entro ne l'amorosa inchiesta,
Ne tutto il verno appresso lascio quella
Ne la lascio ne la stagion novella.
Passando un giorno come havea costume
D'un paese in un altro: arrivo dove
Parte i Normandi da i Britoni un fiume,
E verso il vicin mar cheto si muove,
Ch'allhora gonfio e bianco gia di spume
Per nieve sciolta, e per montane piove,
E l'impeto de L'acqua havea disciolto
E tratto seco il ponte, e il passo tolto,
Con gli occhi cerca hor questo lato hor quello.
Lungo le ripe il, paladin:se vede
(Quando ne pesce egli non e ne augello
Come habbia a por ne l'altra ripail piede,
Et ecco a se venir vede un battello
Ne la cui poppe una donzella siede,
Che di voler a lui venir fa segno:
Ne lascia poi ch'arrivi in terra il legno.
Prora in terra non pon: che d'esser carca
Contra sua volonta forse sospetta,
Orlando priega lei che ne la barca
Seco lo tolga: & oltre il fiume il metta
Et ella lui: qui cavallier nonvarca
Ilqual su la sua fe non mi prometta
Di fare una battaglia a mia richiesta:
La piu giusta del mondo e la piu honesta
Si che s'havete cavallier desire
Di por per me ne l'a'ltraa ripa i passi,
Promettetemi prima che finire
Quest'altro mese prossimo si lassi,
Ch'al Re d'Hibernia v'anderete a unire
Appresso alqual la bella armata fassi,
Per distrugger quell'Isola d'Hebuda
Che di quante il mar cinge, e la piu cruda.
Voi dovete saper ch'oltre l'Irlanda
Fra molte che vi son l'Isola giace
Nomata Hebuda: che per legge manda
Rubando intorno il suo popul rapace,
E quante Donne puo pigliar: vivanda
Tutte destina a un'animal vorace.
Che viene ogni di al lito: e sempre nuova
Donna o donzella onde si pasca truova,
Che mercanti e corsar che vanno attorno
Ve ne fan copia, e piu delle piu belle,
Ben potete contare una per giorno
Quante morte vi sian donne e donzelle:
Ma se pietade in voi truova soggiorno
Se non sete d'Amor tutto ribelle:
Siate contento esser tra questi eletto
Che van per far si fruttuoso effetto.
Orlando volse a pena udire il tutto
Che giuro d'esser primo a quella impresa,
Come quel ch'alcun atto iniquo e brutto
Non puo sentire, e d'ascoltar gli pesa,
E fu a pensare, indi a temere indutto
Che quella gente Angelica habbia presa:
Poi che cercata l'ha per tanta via
Ne potutone anchor ritrovar spia
Questa imagination si gli confuse
E si gli tolse ogni primier disegno:
Che quanto in fretta piu potea: conchiuse
Di Navigare a quello iniquo regno,
Ne prima l'altro Sol nel mar si chiuse
Che presso a San Malo ritrovo un legno:
Nel qual si pose: e fatto alzar le vele
Passo la notte il monte San Michele,
Brehaco e Landriglier lascia a man manca
E va radendo il gran lito Britone,
E poi si drizza in ver l'arena bianca
Onde Ingleterra si nomo Albione,
Ma il vento ch'era da Meriggie manca,
E soffia tra il ponente e l'Aquilone
Con tanta forza che fa al basso porre
Tutte le vele, e se per poppa torre.
Quanto il navilio inanzi era venuto
In quattro giorni, in un ritorno in dietro,
Nel'alto mar dal buon nochier tenuto:
Che non dia in terra, e sembri un fragil vetro/
Il vento poi che furioso suto,
Fu quattro giorni, il quinto cangio metro:
Lascio senza contrasto il legno entrare
Dove il fiume d'Anversa ha foce inmare.
Tosto che ne la foce entro lo stanco
Nochier col legno afflitto, e il lito prese
Fuor d'una terra che sul destro fianco
Di quel fiume sedeva, unvecchio scese,
Di molta eta, per quanto il crine bianco
Ne dava indicio, ilqual tutto cortese
Dopo i saluti al conte rivoltosse,
Che capo giudico che di lor fosse.
E da parte il prego d'una donzella
Ch'alei venir non gli paresse grave,
Laqual ritroverebbe oltre che bella
Piu ch'altra al mondo affabile e soave,
O ver fosse contento aspettar ,ch'ella
Verrebbe a trovar lui fin'alla nave,
Ne piu restio volesse esser di quanti,
Quivi eran giunti cavallieri erranti.
Che nessun'altro cavallier ch'arriva
O per terra, o per mare a questa foce:
Di ragionar con la Donzella schiva:
Per consigliarla in un suo caso atroce,
Udito questo Orlando in su la riva:
Senza punto indugiarsi usci veloce,
E come humano e pien di cortesia:
Dove il vecchio il meno prese la via.
Fu ne la terra il Paladin condutto
Dentro un palazzo, ove al salir le scale
Una donna trovo piena di lutto,
Per quanto il viso ne facea segnale,
E i negri panni che coprian per tutto
E le loggie e le camere e le sale,
Laqual dopo accoglienza grata e honesta
Fattol seder: gli disse in voce mesta.
Io voglio che sappiate: che figliuola
Fui del Conte d'Olanda, a lui si grata
Quantunque prole io non gli fossi sola,
Ch'era da dui fratelli accompagnata:
Ch'a quanto io gli chiedea, da lui parola
Contraria non mi fu mai replicata,
Standomi lieta in questo stato: avenne,
Che ne la nostra terra un Duca venne .
Duca era di Selandia: e se ne giva
Verso Biscaglia a guerregiar co i mori,
La bellezza e l'eta ch'in lui fioriva
E li non piu da me sentiti amori:
Con poca guerra me gli fer captiva,
Tanto piu che per quel ch'apparea fuori
Io credea,e credo, e creder credoilvero
Ch'amassi & ami me con cor sincero.
Quei giorni che con noi contrario vento:
Contrario a glialtri: a me propitio,il tenne,
Ch'aglialtri fur quaranta, a me un momento/
Cosi al fuggire hebbon veloci penne,
Fummo piu volte insieme a parlamento
Dove che'l matrimonio con solenne
Rito, al ritorno suo saria tra nui
Mi promise egli, & io'l promisi a lui.
Bireno a pena era da noi partito
(Che cosi ha nome il mio fedele amante)
Che'l Re di Frisa laqual quanto il lito
Del mar divide il fiume: e a noi distante:
Disegnando il figliuol farmi marito:
Ch'unico al mondo havea nomato Arbante
Per li piu degni del suo stato manda
A domandarmi al mio padre in Olanda.
Io ch'all'amante mio di quella fede
Mancar non posso: che gli haveva data,
E anchor ch'io possa, Amor non mi conciede
Che potervoglia, e ch'io sia tanto ingrata:
Per ruinar la pratica ch'in piede
Era gagliarda, e presso al fin guidata,
Dico a mio padre che prima ch'in Frisa
Mi dia marito io voglio essere uccisa.
Il mio buon padre, alqual sol piacea quanto
A me piacea: ne mai turbar mi volse:
Per consolarmi, e far cessar il pianto
Ch'io ne facea, la pratica disciolse,
Di che il superbo Re di Frisa tanto
Isdegno prese, e a tanto odio si volse:
Ch'entro in Olanda, e comincio la guerra
Che tutto il sangue mio caccio sotterra.
O ltre che sia robusto, e si possente
Che pochi pari a nostra eta ritruova,
E si astuto in mal far, ch'altrui niente
La possanza, l'ardir, l'ingegno giova.
Porta alcun'arme che l'antica gente
Non vide mai, ne fuor ch'alui la nuova,
Un ferro bugio: lungo da dua braccia :
Dentro a cui polve & una palla caccia .
Col fuoco dietro, ove la canna e chiusa,
Tocca un spiraglio che si vede a pena,
A guisa che toccare il medico usa
Dove e bisogno d'allacciar la vena,
Onde vien con tal suon la palla esclusa,
Che si puo dir che tuona e che balena,
Ne men che soglia il fulmine ove passa,
Cio che tocca arde, abatte, apre, e fracassa
Pose due volte il nostro campo in rotta
Con questo inganno, e i miei fratelli uccise,
Nel primo assalto il primo: che la botta
Rotto l'usbergo in mezo il cor gli mise,
Ne l'altra zuffa a l'altro ilquale in frotta
Fuggia:dal corpo l'anima divise,
E lo feri lontan dietro la spalla:
E fuor del petto uscir fece la palla.
Difendendosi poi mio padre un giorno
Dentro un castel che sol gliera rimaso :
Che tutto il resto havea perduto intorno,
Lo fe con simil colpo ire all'occaso,
Che mentre andava, e che facea ritorno
Provedendo hor a questo hor a quel caso:
Dal traditor fu in mezo gli occhi colto,
Che l'havea di lontan di mira tolto.
Morto i fratelli e il padre: e rimasa io
De l'Isola d'Olanda unica herede,
Il Re di Frisa: perche havea disio
Di ben fermare in quello stato il piede,
Mi fa sapere: e cosi al popul mio:
Che pace e ch e riposo mi conciede,
Quando io vogli' hor quel che non volsi inante
Tor per marito il suo figliuolo Arbante.
Io per l'odio non si che grave porto
A lui e a tutta la sua iniqua schiatta:
Il qual m'ha dui fratelli e'l padre morto,
Saccheggiata la patria arsa e disfatta,
Come perche a colui non vo far torto
A cui gia la promessa haveva fatta:
Ch'altrhuomo non saria che mi sposasse
Fin che di Spagna a me non ritornasse.
Per un mal ch'io patisco ne vo cento
Patir ri spondo, e far di tutto il resto,
Esser morta, arsa viva, e che fia alvento.
La cener sparsa, inanzi che far questo,
Studia la gente mia di questo intento
Tormi: chi priega, e chi mi fa protesto,
Di dargli in mano me e la terra prima,
Che la mia ostination tutti ci opprima.
Cosi poi che i protesti e i prieghi in vano
Vider gittarsi: e che pur stava dura
Presero accordo col Frisone, e in mano
(Come havean detto) gli dier me e le mura
Quel senza farmi alcuno atto villano
De la vita e del regno m'assicura,
Pur ch'io indolcisca l'indurate voglie
E che d'Arbante suo mi faccia moglie.
Io che sforzar cosi mi veggio, voglio
Per uscrgli di man perder lavita,
Ma se pria non mi vendico: mi doglio
Piu che di quanta ingiuria habbia patita
Fo pensier molti, e veggio al mio cordoglio
Che solo il simular puo dare aita, ,
Fingo ch'io brami, non che non mi piaccia
Che mi perdoni, e sua nuora mi faccia.
Fra molti ch'al servitio erano stati
Gia di mio padre: io scelgo dui fratelli:
Di grande ingegno, e di gran cor dotati :
Ma piu di vera fede: come quelli
Che cresciutici in corte, & allevati
Si son con noi da teneri citelli,
E tanto miei: che poco lor parria
La vita por per la salute mia.
Communico con loro il mio disegno,
Essi prometton d'essermi in aiuto,
L'un viene in Fiandra, ev'apparecchia un legno
L'altro meco in Olanda ho ritenuto,
Hor mentre i forestieri e quei del regno,
S'invitano alle nozze: fu saputo
Che Bireno in Biscaglia haveauna armata
Per venire in Olanda apparecchiata.
Perho che fatta la prima battaglia
Dove fu rotto un mio fratello e ucciso
Spacciar tosto un corrier feci in Biscaglia
Che portassi a Bireno il tristo aviso,
Ilqual mentre che s'arma, e si travaglia:
Dal Re di Frisa il resto fu conquiso,
Bireno che di cio nulla sapea
Per darci aiuto i legni sciolti havea.
Di questo havuto aviso il Re Frisone
De le nozze al figliuol la cura lassa,
E con l'armata sua nel mar si pone,
Truova il Duca, lo rompe, arde, e fracassa
E come vuol Fortuna: il fa prigione,
Ma di cio anchor la nuova a noi non passa,
Mi sposa in tanto il giovene, e si vuole,
Meco corcar come si corchi il Sole.
Io dietro alle cortine havea nascoso
Quel mio fedele, ilqual nulla si mosse
Prima che a me venir vide lo sposo:
E non l'attese che corcato fosse
Ch'alzo un'accetta, e con si valoroso
Braccio dietro nel capo lo percosse,
Che gli levo la vita e la parola,
Io saltai presta, e gli segai la gola.
Come cadere il bue suole al macello,
Cade il mal nato giovene, in dispetto
DelRe Cimosco, il piu d'ogn'altro fello
(Che l'empio Re di Frisa e cosi detto)
Che morto l'uno e l'altro mio fratello
M'havea col padre: e per meglio suggetto
Farsi il mio stato, mi volea per nuora,
e forse un giornouccisa havria me anchora
Prima ch'altro disturbo vi si metta,
Tolto quel che piu vale e meno pesa,
Il mio compagno al mar mi cala in fretta
Da la finestra a un canape sospesa,
La dove attento il suo fratello aspetta
Sopra la barca c'havea in Fiandra presa,
Demmo le vele a i venti: e i remi all'acque
E tutti ci salvian come a Dio piacque.
Non so se'l Re di Frisa piu dolente
Del figliol morto, o se piu d'ira acceso
Fosse contra di me: che'l di seguente
Giunse la dove si trovo si offeso,
Superbo ritornava egli e sua gente
De la vittoria: e di Bireno preso:
E credendo venire a nozze e a festa
Ogni cosa trovo scura e funesta.
La pieta del figliuol, l'odio c'haveva
A me:ne di ne notte il lascia mai:
Ma perche il pianger morti non rileva
E la vendetta sfoga l'odio assai,
La parte del pensier ch'esser doveva
De la pietade in sospirare e in guai:
Vuol che con l'odio a investigare s'unisca
Come egli m'habbia in mano, e mi punisca
Quei tutti che sapeva egli era detto
Che mi fossino amici: o di quei miei
Che m'haveano aiutata a far l'effetto:
Uccise, o lor beni arse: o li fe rei,
Volse uccider Bireno in mio dispetto:
Che d'altro si doler non mi potrei:
Gli parve poi se vivo lo tenesse
Che per pigliarmi in man la rete havesse.
Ma gli propone una crudele e dura
Condition, gli fa termine un'anno,
Al fin del qual gli dara morte oscura
Se prima egli per forza o per inganno
Con amici e parenti non procura:
Con tutto cio che ponno e cio che sanno:
Di darmigli in prigion: si che la via
Di lui salvare e sol la morte mia.
Cio che si possa far per sua salute:
Fuor che perder me stessa, il tutto ho fatto,
Sei castella hebbi in fiandra, e l'hovendute,
E'l poco o'l molto prezzo ch'io n'ho tratto
Parte tentando per persone astute
I guardiani corrumpere, ho distratto,
E parte per far muovere alli danni
Di quell'empio, hor gl'Inglesi, hor gliAlamanni
I mezi, o che non habbiano potuto,
O che non habbian fatto il dover loro,
M'hanno dato parole e non aiuto:
E sprezzano hor che n'han cavato l'oro,
E presso al fine il termine e venuto,
Dopo ilqual, ne la forza ne'l thesoro
Potra giunger piu a tempo, si che morte
E stratio schivi al mio caro consorte.
Mio padre, e miei fratelli, mi son stati
Morti per lui, per lui toltomi il regno,
Per lui quei pochi beni che restati
M'eran del viver mio soli sostegno:
Per trarlo di prigione ho disipati:
Ne mi resta hora in che piu far disegno,
Se non d'andarmi io stessa in mano a porre
Di si crudel nimico, e lui disciorre,
Se dunque da far altro non mi resta,
Ne si truova al suo scampo altro riparo:
Che per lui por questa mia vita, questa
Mia vita per lui por mi sara caro:
Ma sola una paura mi molesta:
Che non sapro far patto cosi chiaro
Che m'assicuri, che non sia il tyranno
Poi ch'havuta m'havra:per fare inganno .
Io dubito che poi che m'havra in gabbia
E fatto havra di me tutti li stratii,
Ne Bireno per questo a lasciare habbia:
Si ch'esser per me sciolto mi ringratii,
Come periuro, e pien di tanta rabbia:
Che di me sola uccider non si satii:
E quel c'havra di me ne piu ne meno
Faccia dipoi del misero Bireno.
Hor la cagion che conferir con voi
Mi fa i miei casi, e ch'io li dico a quanti
Signori e cavallier vengono a noi,
E solo accio parlandone con tanti,
M'insegni alcun d'assicurar, che poi
Ch'a quel crudel mi sia condotta avanti ,
Non habbia a ritener Bireno anchora ,
Ne voglia morta me, ch'esso poi mora.
Pregato ho alcun guerrier che meco sia
Quando io mi daro in mano al Re di Frisa,
Ma mi prometta, e la sua fe mi dia:
Che questo cambio sara fatto in guisa
Ch'a un tempo io data:e liberato fia
Bireno: si che quando io saro uccisa
Morro contenta, poi che la mia morte
Havra dato la vita al mio consorte.
Ne fino a questo di truovo chi toglia
Sopra la fede sua d'assicurarmi,
Che quando io sia condotta: e che mi voglia
Haver quel Re: senza Bireno darmi,
Egli non lasciera contra mia voglia
Che presa io sia: si teme ognun quell'armi
Teme quell'armi acui par che non possa
Star piastra incontra, e sia quanto vuol grossa.
Hor s'invoi la virtu non e diforme
Dal fier sembiante, e dal'Herculeo aspetto,
E credete poter darmegli e torme
Ancho da lui: quando non vada retto,
Siate contento d'esser meco, a porme
Ne le man sue, ch'io non havro sospetto
Quando voi siate meco, se ben io
Poi ne morro che muora il Signor mio.
Qui la Donzella il suo parlar conchiuse
Che con pianto e sospir spesso interroppe
Orlando poi ch'ella la bocca chiuse:
Le cui voglie al ben far mai non fur zoppe
In parole con lei non si diffuse,
Che di natura non usava troppe,
Ma le promise, e la sua fe le diede,
Che faria piu di quel ch'ella gli chiede.
Non e sua intention ch'ella in man vada
Del suo nimico per salvar Bireno:
Ben salvera amendui se la sua spada
E l'usato valor non gli vien meno,
Il medesimo di piglian la strada:
Poi c'hanno il vento prospero e sereno,
Il Paladin s'affretta: che di gire
All'Isola del mostro havea desire. //
Hor volta all'una horvolta all'altra banda
Per gli alti stagni il buon nochier lavela,
Scuopre un'Isola e un'altra di Zilanda
Scuopreuna inanzi, eun'altra adietro cela
Orlando smonta il terzo di in Olanda,
Ma non smonta colei che si querela
Del re di Frisa: Orlando vuol che intenda
La morte di quel rio prima che scenda.
Nel lito armato il Paladino varca
Sopra un corsier di pel tra bigio e nero,
Nutrito in Fiandra, e nato in Danismarca,
Grande e possente assai piu che leggiero:
Perho c'havea, quando si messe in barca:
In Bretagna lasciato il suo destriero:
Quel Brigliador si bello e si gagliardo:
Che non ha paragon fuor che Baiardo,
GiungeOrlando a Dordreche: e quivi truova
Di molta gente armata in su la porta,
Si perche sempre: ma piu quando e nuova
Seco ogni Signoria sospetto porta,
Si perche dianzi giunta era una nuova
Che di Selandia con armata scorta
Di Navilii e di gente, un cugin viene
Di quel Signor che qui prigion si tiene
Orlando prega uno di lor che vada
E dica al Re: ch'un cavalliero errante
Disia con lui provarsi a lancia e a spada,
Ma chevuol che tra lor sia patto inante,
Che se'l Re fa che chi lo sfida cada
La donna habbia d'haver ch'uccise Arbante
Che'l cavallier l'ha in loco non lontano
Da poter sempre mai darglila in mano.
Et all'incontro vuol chel Re prometta:
Ch'ove egli vinto ne la pugna sia,
Bireno in liberta subito metta,
E che lo lasci andare alla sua via,
Il fante al Re fa l'imbasciata in fretta,
Ma quel che ne virtu ne cortesia
Conobbe mai: drizzo tutto il suo intento
Alla fraude, all'inganno:al tradimento.
Gli par c'havendo in mano il cavalliero
Havra la donna anchor che si l'ha offeso,
S'in possanza di lui la donna e vero
Che se ritruovi, e il fante ha ben inteso,
Trenta huomini pigliar fece sentiero
Diverso da la porta ov'era atteso:
Che dopo occulto & assai lungo giro
Dietro alle spalle al paladino usciro,
Il Traditore in tanto dar parole
Fatto glihavea sin che i cavalli e i fanti
Vede esser giunti al loco ove gli vuole
Da la porta esce poi con altretanti,
Come le fere e il bosco cinger suole
Perito cacciator da tutti i canti,
Come appresso a Volana i pesci e l'onda
Con lunga rete il pescator circonda,
Cosi per ogni via dal Re di Frisa:
Che quel guerrier non fugga: si provede
Vivo lo vuole e non in altra guisa:
E questo far si facilmente crede:
Che'l fulmine terrestre con che uccisa
Ha tanta e tanta gente: hora non chiede:
Che quivi non gli par che si convegna,
Dove pigliar: non far morir disegna.
Qual cauto ucellator che serba vivi
Intento a maggior preda i primi augelli
Accio in piu quantitade altri captivi
Faccia col giuoco,e col zimbel di quelli:
Tal'esser volse il ReCimosco quivi:
Ma gia non volse Orlando esser di quelli
Che si lascin pigliare al primo tratto:
E tosto roppe il cerchio c'havean fatto:
Il cavallier d'Anglante ove piu spesse
Vide le genti e l'arme: abbasso l'hasta.
Et uno in quella: e poscia un altro messe
Eun'altro eun'altro che sembrar di pasta,
E fin a sei ve n'infilzo, e li resse
Tutti una lancia, e perch'ella non basta
A piu capir, lascio il settimo fuore,
Ferito si che di quel colpo muore.
Non altrimente ne l'estrema arena
Veggian le Rane de canali e fosse,
Dal cauto arcier ne i fianchi e ne la schiena
L'una vicina all'altra esser percosse,
Ne da la freccia, fin che tutta piena
Non sia da un capo all'altro, esser rimosse
La grave lancia Orlando da se scaglia
E con la spada entro ne la battaglia.
Rotta la lancia quella spada strinse
Quella che mai non fu menata in fallo,
E ad ogni colpo o taglio, o punta: estinse
Quando huomo a piedi, e quando huomo a cavallo
Dove tocco sempre in vermiglio tinse
Lazurro, il verde, il bianco, il nero, il gial
Duolsi Cimosco che la canna e il fuoco
Seco hor non ha: quando v'havrian piu loco,
E con gran voce e con minaccie chiede
Che portati gli sian: ma poco e udito,
Che chi ha ritratto a salvamento il piede
Ne la citta: non e d'uscir piu ardito:
Il Re Frison che fuggir glialtri vede
D'esser salvo egli anchor piglia partito,
Corre alla porta, e vuole alzare il ponte ,
Ma troppo e presto ad arrivare il conte.
Il Re volta le spalle, e signor lassa
Del ponte Orlando, e d'amendue le porte:
E fugge, e inanzi a tutti glialtri passa:
Merce che'l suo destrier corre piu forte
Non mira Orlando a quella plebe bassa
Vuole il fellon non glialtri porre a morte
Ma il suo destrier si al corso poco vale
Che restio sembra, e chi fugge habbia l'ale
D'una in un'altra via si leva ratto
Di vista al paladin, ma indugia poco
Che torna con nuove armi: che s'ha fatto
Portare in tanto il cavo ferro e il fuoco,
E dietro un canto postosi di piatto:
L'attende come il cacciatore al loco
Co i cani armati e con lo spiedo attende
Il fier Cingial che ruinoso scende,
Che spezza i rami: e fa cadere i sassi,
E ovunque drizzi l'orgogliosa fronte:
Sembra a tanto rumor che si fracassi:
La selva intorno: e che si svella il monte,
Sta Cimosco alla posta: accio non passi
Senza pagargli il fio l'audace Conte:
Tosto ch'appare allo spiraglio tocca
Col fuoco il ferro, e quel subito scocca.
Dietro lampeggia a guisa di baleno:
Dinanzi scoppia, e manda in aria il tuono:
Trieman le mura, e sotto i pie il terreno:
Il ciel ribomba al paventoso suono:
L'ardente stral che spezza e venir meno
Fa cio ch'incontra, e da nessun perdono:
Sibila e stride: ma come e il desire
Di quel brutto assassin: non va a ferire.
O sia la fretta, o sia la troppa voglia
D'uccider quel baron ch'errar lo faccia.
O sia che il cor tremando come foglia
Faccia insieme tremare e mani e braccia,
O la bonta divina, che non voglia
Che'l suo fedel campion si tosto giaccia
Quel colpo al ventre del destrier si torse
Lo caccio in terra onde mai piu non sorse,
Cade a terra il cavallo e il cavalliero,
La preme l'un, la tocca l'altro apena:
Che si leva si destro, e si leggiero
Come cresciuto gli sia possa e lena:
Quale il Libico Antheo sempre piu fiero
Surger solea da la percossa arena,
Tal surger parve, e che la forza, quando
Tocco il terren, si radoppiasse a Orlando.
Chi vide mai dal ciel cadere il foco
Che con si horrendo suon Giove disserra?
E penetrare, ove un richiuso loco
Carbon con zolfo e con salnitro serra?
Ch'apena arriva, a pena tocca un poco:
Che par ch'avampi il ciel non che la terra:
Spezza le mura, e i gravi marmi svelle,
E fa i sassi volar sin'alle stelle.
S'imagini che tal poi che cadendo
Tocco la terra il Paladino fosse,
Con si fiero sembiante aspro & horrendo:
Da far tremar nel ciel Marte si mosse:
Di che smarito il Re Frison torcendo
La briglia in dietro per fuggir voltosse:
Ma gli fu dietro Orlando con piu fretta,
Che non esce da l'arco una saetta.
E quel che non havea potuto prima
Fare a cavallo, hor fara essendo a piede
Lo seguita si ratto, ch'ogni stima
Di chi nol vide ogni credenza eccede,
Lo giunse in poca strada, & alla cima
De l'elmo alza la spada, e si lo fiede,
Che gli parte la testa fin'al collo,
E in terra il manda a dar l'ultimo crollo.
Ecco levar ne la citta si sente
Nuovo rumor, nuovo menar di spade:
Che'l cugin di Bireno con la gente
C'havea condutta da le sue contrade:
Poi che la porta ritrovo patente:
Era venuto dentro alla cittade,
Dal paladino in tal timor ridutta,
Che senza intoppo la puo scorrer tutta.
Fugge il populo in rotta: che non scorge
Chi questa gente sia: ne che domandi:
Ma poi ch'uno & un altro pur s'accorge
All'habito e al parlar che son Selandi,
Chiede lor pace, e il foglio bianco porge
E dice al capitan che, gli comandi,
E dar gli vuol contra i Frisoni aiuto:
Che'l suo duca in prigion gliha ritenuto.
Quel popul sempre stato era nimico
Del Re di Frisa, e d'ogni suo seguace:
Perche morto gli havea il Signore antico:
Ma piu perch'era ingiustoempio e rapace,
Orlando s'interpose come amico
D'ambe le parti e fece lor far pace,
Lequali unite non lasciar Frisone,
Che non morisse, o non fosse prigione.
Le porte de le carcere gittate
A terra sono, e non si cerca chiave,
Bireno al conte con parole grate
Mostra conoscer l'obligo che gli have,
Indi insieme e con molte altre brigate,
Se ne vanno ove attende Olympia in nave,
(Cosi la donna: a cui di ragion spetta,
Il dominio de l'Isola era detta.)
Quella che quiviOrlando havea condutto.
Non con pensier che far dovesse tanto,
Che le parea bastar che posta in lutto
Sol lei: lo sposo havesse a trar di pianto,
Lei riverisce e honora il popul tutto,
Lungo sarebbe a ricontarvi quanto
Lei Bireno accarezzi, & ella lui:
Quai gratie alConte rendano ambidui,
Il popul la Donzella nel paterno
Seggio rimette: e fedelta le giura,
Ella a Bireno a cui con nodo eterno
La lego Amor d'una catena dura:
De lo stato e di se dona il governo:
Et egli tratto poi da un'altra cura
De le fortezze e di tutto il domino
De l'Isola guardian lascia il cugino.
Che tornare in Selandia havea disegno,
E menar seco la fedel consorte,
E dicea voler fare indi nel regno
Di Frisa,esperientia di sua sorte,
Perche di cio l'assicurava un pegno
Ch'egli havea in mano, e lo stimava forte
La figliuola del Re, che fra i captivi
Che vi fur molti havea trovata quivi.
E dice ch'eglivuol ch'un suo germano
Ch'era minor d'eta, l'habbia per moglie,
Quindi si parte il Senator Romano
Il di medesmo che Bireno scioglie,
Non volse porre ad altra cosa mano
Fra tante e tante guadagnate spoglie,
Se non a quel tormento c'habbian detto,
Ch'al fulmine assimiglia in ogni effetto.
L'intention non gia perche lo tolle
Fu per voglia d'usarlo in sua difesa,
Che sempre atto stimo d'animo molle
Gir con vantaggio in qual si voglia impresa,
Ma per gittarlo in parte,onde non volle,
Che mai potesse adhuom piu fare offesa
E la polve, e le palle, e tutto il resto:
Seco porto ch'apperteneva a questo.
E cosi poi che fuor de la Marea
Nel piu profondo mar si vide uscito,
Si che segno lontan non si vedea
Del destro piu ne del sinistro lito,
Lo tolse, e disse accio piu non istea
Mai cavallier per te d'essere ardito:
Ne quanto il buono val mai piu si vanti
Il rio per te valer: qui giu rimanti.
O maledetto o abominoso ordigno
Che fabricato nel Tartareo fondo
Fosti per man di Belzebu maligno,
Che ruinar per te disegno il mondo,
All'inferno onde uscisti ti rasigno,
Cosi dicendo lo gitto in profondo,
Il vento in tanto le gonfiate vele
Spinge alla via de l'Isola crudele.
Tanto desire il paladino preme
Di saper se la donna ivi si truova,
Ch'ama assai piu che tutto il mondo insieme
Ne un'hora senza lei viver gli giova,
Che s'in Hibernia mette il piede, teme
Di non dar tempo a qualche cosa nuova,
Si ch'abbia poi da dir in vano, ahi lasso:
Ch'al venir mio non affrettai piu il passo.
Ne scala in Inghelterra ne in Irlanda
Mai lascio far: ne sul contrario lito,
Ma lasciamolo andar dove lo manda
Il nudo arcier che l'ha nel cor ferito,
Prima che piu io ne parli, io vo in Olanda
Tornare e voi meco a tornarvi invito,
Che come a me: so spiacerebbe a voi:
Che quelle nozze fosson senza noi .
Le nozze belle e sontuose fanno:
Ma non si sontuose ne si belle,
Come in Selandia dicon che faranno,
Pur non disegno che vegnate a quelle,
Perche nuovi accidenti a nascere hanno
Per disturbarle: de quai le novelle
All'altro canto vi faro sentire
S'all'altro canto mi verrette a udire.