Canto quarantesimo

By Ludovico Ariosto

hOr se mi mostra la mia charta il vero

non è lontano a discoprirsi il porto

siche nel lito i voti scioglier spero

a chi nel mar per tanta via m ha scorto

dove o di non tornar col legno intiero

o sempre errar, già fui timido e smorto

ma mi par di veder, ma veggio certo

veggio la terra veggio il lito aperto

Sento venir per allegrezza un tuono

che fremer l aria e ribombar fa l onde

odo di squille odo di trombe un suono

che l alto popular grido confonde

hor comincio a discernere chi sono

questi che empion del porto ambe le sponde

par che tutti s allegrino ch io sia

venuto a fin di così lunga via

O di che belle e gentil donne veggio

o di che cavallieri il lito adorno

o di che amici a chi in eterno deggio

per la letitia chan del mio ritorno

la bella Mamma e l altre da Coreggio

veggio del molo in su l estremo corno

quella che scende con Ginevra al mare

Veronica da Gambara mi pare

Iulia e unaltra Ginevra pur uscita

del medesimo sangue mi par seco

veggio Hippolyta Sforza, e la notrita

Trivulcia da le muse al sacro speco

veggio te Aemilia pia, te Margherita

ch Angiola Borgia e Gratiosa hai teco

con Ricciarda da Este ecco le belle

Diana e Bianca e l altre sue sorelle

Del mio signor di Bozolo la moglie

la matre, le sorelle, e le cugine

Gonzaghe, con Torelle, e Bentivoglie

e le Visconte, e le Palavicine

o la bella compagnia che mi raccoglie

Issabette, Lucie, Lucretie, Ursine,

Catherine, Leonore, Alda, Alexandra,

Thadea, Nicola, Hippolyta, e Cassandra

Le Ferrarese mie qui sono, e quelle

de la corte d Urbino, e riconnosco

quelle di Mantua, e quante donne belle

ha Lombardia, quante il paese Tosco

il cavallier che tra lor veggio, che elle

honoran sì, mi par se non è losco

l occhio del mirar fiso in sì bei volti

il gran lume Aretin l unico accolti

Mario Equicolo é quel che gli è piu appresso

che stringe i labri e manda in su le ciglia

e fa con man di tutti i detti d esso

di stupor segno e d alta maraviglia

el mio Valerio è quel che là s è messo

fuor de le donne, e forse si consiglia

col Barignan chà seco, come offeso

sempre da lor, non ne sia sempre acceso

Ecco Alexandro il mio signor Farnese

o dotta compagnia che seco mena

Phedro, Capella, Porcio, il Bolognese

Philippo, il Volterano, il Madalena

Pierio, Blosio, il Bosso Cremonese

d alta facondia inexsiccabil vena

e Lascari, e Mussurro, e Navagero

Andrea Marone, il Monacho Severo

Veggio sublimi e soprahumani ingegni

di sangue e d amor giunti il Pico e il Pio

colui che con lor viene, e da piu degni

ha tanto honor, mai piu non connobbi io

ma se me ne fur dati veri segni

è l huom che di veder tanto disio

Iacopo Sanazar che alle Camene

lasciar fa i monti et habitar l arene

Ecco Antonio Furgoso, ecco Latino

Iuvenale, e Pistophilo con lui

i veggio altri Alexandri, uno Guarino,

uno Horologi, e venir veggio dui

Hieronymi con loro, il cittadino

e quel di verità, sacri ambidui

a Phebo, e veggio al Leonico al lato

Dresino, Floriano, e Panizato

I veggio al Sasso al mio Hannibal far festa

di rivedermi, et a cento altri e cento

veggio le donne e li huomini di questa

mia ritornata ognun parer contento

dunque a finir la breve via che resta

non sia piu indugio hor chò propicio il vento

tornando a dir de la compagna bella

chavea il santo Eremita alla sua cella

Spesso in poveri alberghi et piccol tetti

ne le calamitadi et ne disagi

meglio si giungon d amicitia i petti

ch in le ricchezze invidiose et agi

de le piene d insidie et di suspetti

corti regali et splendidi palagi

dove la charitade é in tutto extinta

ne si vede amicitia se non finta

Quindi avien che de principi e signori

patti e convention sono sí frali

fan lega hoggi Re, Papi, e Imperatori

diman seran nemici capitali

perche qual l apparenze exteriori

non han i cor non han li animi tali

che non mirando al torto piu ch al dritto

attendon solamente allor profitto

Questi quantunque d amicitia poco

sieno capaci, perche non sta quella

ove per cose gravi ove per giuoco

mai senza fittion non si favella

pur se talhor li ha tratti in humil luoco

insieme una fortuna acerba e fella

in poco tempo vengono a notitia

quel che in molto non fer de l amicitia

El santo Vecchio in l humile sua stanza

giunger li hospiti suoi con nodo forte

ad amor vero meglio hebbe possanza

ch altri non havria fatto in real corte

fu questo poi di tal perseveranza

che non si sciolse mai sin alla morte

il Vecchio li trovò tutti benigni

candidi piu nel cor che di fuor Cygni

Trovolli tutti amabili e cortesi

non de la iniquità ch io v hò dipinta

di quei che mai non escono palesi

ma sempre van con apparenza finta

di quanto s eran per a drieto offesi

ogni memoria fu tra lor extinta

e se d un ventre fussero e d un seme

non si potriano amar piu tutti insieme

Sopra li altri il signor di Montalbano

accarezzava et reveria Ruggiero

si perche già l havea con l arme in mano

provato quanto era ottimo guerriero

si per trovarlo affabile et humano

piu che mai fusse al mondo cavalliero

ma molto piu che da diverse bande

si connoscea d haverli obligo grande

Sapea che di gravissimo periglio

egli havea liberato Ricciardetto

quando l huom che mandato havea Marsiglio

lo ritrovò con Fiordispina in letto

e chavea tratto l un e l altro figlio

de duca Bouc (com io v hò già detto)

de man de saracini, e de i malvagi

ch eran col Maganzese Bertolagi

Questo debito a lui parea di sorte

ch ad amar lo stringeano e ad honorarlo

et gli ne dolse e gli ne increbbe forte

che già piu di non fu opportuno a farlo

quando l un stava in l Aphricana corte

e l altro a gli servigii era di Carlo

hor che fatto christian quivi lo truova

quel che non fece prima hor far gli giova

Proferte senza fine honore, e festa

fece a Ruggiero il paladin cortese,

il prudente Eremita, come questa

benivolentia vide, adito prese

entrò dicendo a far altro non resta

(e lo spero ottener senza contese)

che come l amicitia è tra voi fatta

tra voi sia anchora affinità contratta

Acciò che de le due progenie illustri

che non han par di nobiltade al mondo

nasca un lignaggio che piu chiaro lustri

ch el chiaro Sol per quanto gira a tondo

e come andran piu inanzi et anni e lustri

serà piu bello, e durerá, secondo

che Dio m inspira, acciò che a voi nol celi

fin che terran l usato corso i cieli

E seguitando il suo parlar piu inante

fa l santo Vecchio sì, che persuade

che Rinaldo a Ruggier dia Bradamante

benche pregar ne l un ne l altro accade

questo Oliviero e l principe d Anglante

commenda assai, e come in lor contrade

tornati sien, speran ch Amone e Carlo

debbiano e tutta Francia commendarlo

Quel dì e la notte e del seguente giorno

steron gran parte col Monacho saggio

quasi obliando al legno far ritorno

benche spirasse il vento allor viaggio

ma li nocchieri a cui tanto soggiorno

increscea hormai, mandar piu d un messaggio

che sì li stimular de la partita

ch a forza li spiccar da l Eremita

Ruggier che stato era in exilio tanto

e rilegato in sì stretto confine

tolse licentia dal maestro santo

che l havea instrutto in sacre discipline

la spada Orlando gli rimette a canto

e gli fa dar Frontino e l arme fine

si per mostrar del suo amor segno expresso

si per saper che dianzi erano d esso

E ben chavesse in la spada incantata

assai miglior ragione il paladino

che con pena e travaglio già levata

l havea dal formidabile giardino

che non havea Ruggier, a cui donata

dal ladro fu che gli diè anchor Frontino

pur non men volentier che l altro arnese

alla prima dimanda gli la rese

Fur benedetti dal Vecchio devoto

e sul naviglio al fin si ritornaro

li remi a l acqua, e der le vele al Noto

e sì gli fu sereno il tempo e chiaro

che non gli bisognò priego ne voto

fin che nel porto di Marsiglia intraro

ma qui si stiano tanto ch io conduca

a loro Astolfo il glorioso Duca

Astolfo, poi che la vittoria intese

ch Orlando havea de li nemici havuta

connoscendo hoggimai che da l offese

d Aphrica Francia esser potrebbe tuta

pensò di rimandar in suo paese

la negra gente dietro a lui venuta

per la strada medesima che tenne

quando contra Biserta se ne venne

L armata ch Agramante ruppe in l onde

Dudone havea già rimandata a drieto

e con miracol grande prore e sponde

tosto ch uscito ne fu il popul lieto

furon vedute riformarsi in fronde

quali ne rami lor fur per adrieto

poi venne il vento e come cosa lieve

le levò in aria e fe sparire in breve

Chi a piedi e chi caval tutte partita

d Aphrica fer le Nubiane schiere

ma prima Astolfo si chiamò infinita

gratia al Senapo et immortal havere

che gli venne in persona a dar aita

con ogni sforzo et ogni suo potere

diè loro Astolfo in l uterino Claustro

da portar seco il fiero e turbido Austro

Dico che in l utri gli diè il vento chiuso

ch uscir di Mezodì suol con tal rabbia

che muove a guisa d onde e lieva in suso

e ruota sino al ciel l arrida sabbia

acciò se lo portassero allor uso

che per camin far lor danno non habbia

ilqual poi giunto in la lor regione

havessero a lasciar fuor di pregione

Scrive Turpin, che come furo a i passi

de l alto Atlante li cavalli loro

tutti in un tempo diventaron sassi

siche pedoni in Nubia ritornoro

ma tempo è homai ch Astolfo in Francia passi

e così poi che del paese Moro

hebbe provisto a i luochi principali

a l Hippogrypho suo fe spiegar lali

Vola in Sardigna in un batter di penne

e di Sardigna andò nel lito Corso

e quindi sopra l mar la strada tenne

torcendo alquanto a man sinistra il morso

ne le maremme a l ultimo ritenne

de la Greca Marsiglia el leggier corso

dove exequì del Hippogrypho, quanto

gli disse già l Evangelista santo

Hagli commesso il santo Evangelista

che come torni al lito di Provenza

poi che lasciata havrà l Aphrica trista

all Hippogrypho suo doni licenza

era in l ultimo ciel, che sempre acquista

de nostri danni, già rimaso senza

virtù il suo corno, che divenne roco

tosto che si trovò nel divin luoco

Venne Astolfo a Marsiglia e venne a punto

il dì che v era Orlando et Oliviero

e il cavallier da Montalbano giunto

col buon Sobrino e col miglior Ruggiero

la memoria del Socio lor defunto

vietò che i paladini non potero

insieme così a punto rallegrarsi

come in tanta vittoria devea farsi

Carlo havea di Sicilia havuto aviso

de dui Re morti, e di Sobrino preso

e ch era stato Brandimarte ucciso

poi di Ruggiero havea non men inteso

e ne stava col cor lieto e col viso

parendogli d haver gettato un peso

che si sentì su li homeri si grieve

che gli par ch anchor ben non si rilieve

Per honorar costor ch eran sostegno

del santo Imperio e la maggior colonna

Carlo mandò la nobiltá del regno

ad incontrarli sin in ripa a Sonna

l uscì poi loro con lo drapel piu degno

de li Re incontra, e con la propria donna

piu d una lega, in compagnia di belle

e bene ornate e nobili donzelle

L Imperator con chiara e lieta fronte

e poi l Imperatrice e tutto il resto

del gaudio interno fa vedere al Conte

et a compagni, segno manifesto

gridar s ode Mongrana e Chiaramonte

li abbracciamenti non finir sí presto

Rinaldo Orlando insieme et Oliviero

al Signor loro appresentar Ruggiero

E gli narrar che di Ruggier di Risa

era figliuol, di virtù ugual al padre

se sia animoso et forte, et a che guisa

sappia ferir, san dir le nostre squadre

con Bradamante in questo vien Marphisa

le due compagne nobili et leggiadre

ad abbracciar Ruggier vien la Sorella

con piu rispetto stà l altra Donzella

L Imperator, Ruggier fa risalire

ch era per reverentia sceso a piede

e lo fa a par a par seco venire

e di ciò ch a honorarlo si richiede

un punto sol non lascia preterire

ben sapea che tornato era alla Fede

che immantinente che fu Orlando al sciutto

certificato Carlo havea del tutto

Con pompa triomphal con festa grande

tornano insieme dentro alla cittade

che di fronde verdeggia e di ghirlande

coperte a panni son tutte le strade

nembo de lieti fior d alto si spande

e sopra e intorto a vincitori cade

che da veroni e da finestre amene

donne e donzelle gettano a man piene

Al voltar de li canti in varii luochi

truovan archi e trophei subito fatti

che di Biserta le ruine e i fuochi

tengon depinti, e li altri degni fatti

altrove palchi con diversi giuochi

e spettacoli e mimmi e scenici atti

et è scritto per tutto il titul vero

alli liberatori de l Impero

Fra suon di argute trombe e di canore

piffare, e d ogni musica harmonia

fra grido e plauso iubilo e favore

del populo ch a pena vi capia

smontò al palazzo il magno Imperatore

dove piu giorni quella compagnia

con torniamenti e personaggi e farse

danze e convivi attese a dilettarse

Rinaldo intanto havea fatto sapere

al padre Amone, a tutto il suo lignaggio

et prima a Carlo, senza il cui parere

non seria stato a far tal cosa saggio

chavea a Ruggier se ad essi era piacere

Bradamante promessa in maritaggio

consentì ognuno, ognun laudó la cosa

così fu Bradamante a Ruggier sposa

Mongrana si rallegra e Chiaramonte

di nuovo groppo i dui rami raggiunti

altrotanto s attrista il fellon Conte

Gan di Maganza, e tutti i suoi congiunti

ma difingendo van sotto altra fronte

li animi lor di grande invidia punti

e come volpe che la lepre aspetta

occasione aspettan di vendetta

Oltra che già Rinaldo e Orlando ucciso

havea in piu volte assai di lor malvagi

benche sedate havea con saggio aviso

Carlo l ingiurie e li commun disagi

di nuovo loro havea levato il riso

l ucciso Pinabello e Bertolagi

ma la lor fellonia tenean coperta

dissimulando haver la cosa certa

Fansi le nozze splendide e reali

convenienti a chi cura ne piglia

Carlo ne piglia cura, e le fa quali

farebbe maritando una sua figlia

li merti de la Donna erano tali

oltra quelli di tutta sua famiglia

ch a quel Signor non parea uscir del segno

spender per lei ciò che proviene al regno

Libera corte fa bandir intorno

dove sicuro ognun possa venire

e campo franco sin al nono giorno

conciede a chi contese han da partire

fe alla campagna l apparato adorno

di rami intesti e frondi e fiori ordire

d oro e di seta poi tanto giocondo

che piu bel luoco mai non fu nel mondo

Dentro a Parigi non seriano state

le innumerabil genti peregrine

povere, e ricche, e d ogni qualitade,

che v eran Greche, Barbare, et Latine

tanti signor e ambasciarie mandate

di tutto il mondo non haveano fine

erano in padiglion tende e frascati

con gran commodità tutti alloggiati

Con excellente e singular ornato

la notte inanzi havea Melissa maga

il marital albergo apparecchiato

di che era stata già gran tempo vaga

havea gran tempo inanzi ella bramato

giunger questi dui amanti, che presaga

de le cose avenir, sapea di quanta

bontà, frutto usciria, de lor pianta

Posto havea il genial letto fecondo

in mezo un padiglione amplo e capace,

il piu ricco, il piu ornato, il piu giocondo

che già mai fusse o per guerra o per pace

o prima o dopo teso in tutto il mondo

et Melissa l havea dal lito Thrace

di sopra l capo a Constantin levato

ch a diporto sul mar s era attendato

Di sopra a Constantin chavea l Impero

di Grecia lo levò da mezo giorno

con le chorde. e col fusto, e con l intero

guarnimento, chavea dentro e d intorno

se lo portó per l aria, e di Ruggiero

quivi lo fece alloggiamento adorno

poi finite le nozze, ancho tornollo

miraculosamente onde levollo

Eran de li anni appresso che duomilia

che fu quel ricco padiglion trappunto

una donzella de la terra d Ilia

chavea il furor prophetico congiunto

con studio di gran tempo e con vigilia

lo fece di sua man di tutto punto

Cassandra fu nomata, et al fratello

inclyto Hettor fece un bel don di quello

Il piu cortese cavallier, che mai

devea del ceppo uscir del suo germano

benche sapea da la radice assai

che quel per molti rami era lontano

ritratto havea ne li riccami gai

d oro e di varia seta di sua mano

l hebbe mentre che visse Hettorre in pregio

e per ch il fece e pel lavoro egregio

Ma poi ch a tradimento hebbe la morte

e fu popul Troian da Greci afflitto

che Sinon falso aperse lor le porte

e peggio seguitò che non è scritto

Menelao hebbe il padiglione in sorte

col quale a capitar venne in Egytto

dove al Re Proteo lo lasciò, se volse

la moglie haver che quel tyran gli tolse

Helena nominata era colei

per cui lo padiglion a Proteo diede

che poi successe in man de Ptolomei

tanto che Cleopatra ne fu herede

da le genti d Agrippa tolto a lei

nel mar Leucadio fu con altre prede

in man d Augusto e di Tyberio venne

e n Roma sin a Constantin si tenne

Quel Constantin di cui doler si debbe

la bella Italia fin che giri il cielo

Constantin poi ch el Tevero glincrebbe

portò in Byzantio il pretioso velo

com io v hò detto indi Melissa l hebbe

d oro le chorde havea, d avorio il stelo

tutto trappunto era a figure belle

piu che mai con pennel facesse Apelle

Quivi le Gratie in habito giocondo

una Regina aiutavano al parto

si bello infante n apparia, ch el mondo

non hebbe un tal dal secol primo al quarto

vedeassi Iove e Mercurio facondo

Venere e Marte, che l haveano sparto

a man piene e spargean d eterei fiori

di dolce Ambrosia e di celesti odori

Hippolyto diceva una scrittura

sopra le fasce in lettere minute

in età poi piu ferma la ventura

l havea per mano, e nanzi era virtute

indi ritratte eran con molta cura

l ambasciarie de l Ungaro, venute

a dimandar da parte di Corvino

al padre Hercole il tenero bambino

Da Hercole partirsi reverente

si vede, et da la matre Leonora

si vede passar l alpe, et che la gente

corre a vederlo, e come un dio l adora

vedesi il Re de li Ungari prudente

ch el maturo sapere ammira et honora

in immatura età tenera e molle

e degnamente a grande imprese extolle

V è che ne l infantili e teneri anni

il scettro di Strigonia in man gli pone

il fanciul sempre se gli vede a panni

sia nel palagio sia nel padiglione

o contra Turchi o contra l Alemanni

quel Re possente faccia expeditione

Hippolyto gli è appresso, e fiso attende

a magnanimi gesti et virtù apprende

Quivi si vede come il fior dispensi

de li primi anni in disciplina et arte

Fusco gli è appresso che li occulti sensi

chiari gli expone de l antiche charte

questo schivar, questo seguir conviensi

s in mortal brami e glorioso farte

par che gli dica, così havea ben finti

li gesti lor chi già li havea dipinti

Poi Cardinal appar, ma giovinetto

seder in Vaticano a consistoro

e con facondia aprir l alto intelletto

e far di se stupir tutto quel choro

qual fia dunque costui d età perfetto?

(parean con maraviglia dir tra loro)

o se di Petro mai gli tocca il manto

che fortunata età, che secol santo

In altra parte i liberali spassi

erano e i giuochi del giovene illustre

hor li orsi affronta su li alpini sassi

hor e cingiali in valle ima e palustre

hor s un ginetto par ch el vento passi

seguendo o caprio o cerva moltilustre

che giunta par che bipartita cada

in parti uguali a un sol colpo di spada

Qua con molt arte e con piu forza lotta

e con robusti gioveni s afferra

par ch abbattuti già n habbia una frotta

e s apparecchi a poner l altri in terra

là par chegli habbia piu d un hasta rotta

armato in simulacro d aspra guerra

a piè e a cavallo con ogni arma destro

di tutti li altri e principe e maestro

Altrove di philosophi et poeti

si vede in mezo una honorata squadra

quel gli dipinge il corso de pianeti

questo la terra, quel il ciel gli squadra

questo meste elegie, quel versi lieti,

quel cantan heroici, o qualche oda liggiadra

musici ascolta et varii suoni altrove

ne senza summa gratia un passo muove

In questa prima parte era dipinta

del sublime garzon la pueritia

Cassandra l altra havea tutta distinta

de gesti, di prudentia, e di iustitia

di modestia, e fortezza, e de la quinta

che da lor nasce e tien seco amicitia

dico de la virtù che dona e spende

che parimente in tutti irraggia e splende

In questa parte il giovene si vede

col sfortunato Duca de l Insubri

hora in pace a consiglio con lui siede

hora armato con lui spiega i colubri

e sempre par d una medesma fede

o ne felici tempi o ne lugubri

gli è compagno in la fuga e ne l exiglio

nel duol conforto, e scorta nel periglio

Si vede altrove a gran pensier intento

per salute d Alfonso e di Ferrara

che va rimando per strano argumento

e truova e fa veder per cosa chiara

al giustissimo frate il tradimento

che gli usa la famiglia sua piu cara

e per questo si fa del nome herede

che Roma a Ciceron libera diede

Vedesi altrove in arme relucente

ch ad aiutar la Chiesa in fretta corre

e con tumultuaria e poca gente

a un exercito instrutto si va opporre

e solo il ritrovarsi egli presente

tanto alli ecclesiastici soccorre

che prima il fuoco tol ch arder comince

sì che può dir che vene, et vede, et vince

Vedesi altrove da la patria riva

pugnar in contra la piu forte armata

che contra Turchi o contra gente Argiva

da Venetiani mai fusse mandata

la rompe et vince, et al fratel captiva

la dà con ogni preda, ne servata

si vede ch altra cosa habbia per lui

che lhonor sol, che non può darlo altrui

Vedesi altrove che non pur conserva

Ferrara, ma l dominio le proroga

absente Alfonso, e quando la proterva

barbarie intorno ogni città soggiuoga

franca la tien fra tutta Italia serva

ma quante armato e quante volte in toga

Hippolyto si veggia a fatti degni

lungo fora a cercar per tutti i segni

Le donne e cavallier mirano fisi

senza trarne construtto le figure

perche appresso non han chi loro avisi

che tutte quelle sien cose future

prendon piacere a riguardare i visi

belle e ben fatti, e legger le scritture

sol Bradamante da Melissa instrutta

gode tra se che sa l historia tutta

Ruggier anchor ch a par di Bradamante

non ne sia dotto, pur gli torna a mente

che fra i nipoti suoi gli solea Atlante

commendar questo Hippolyto sovente

chi potrà in versi a pieno dir le tante

cortesie, che fa Carlo ad ogni gente

di varii giuochi è sempre festa grande

e la mensa ognhor piena di vivande

Vedesi quivi chi è buon cavalliero

che vi son mille lancie il giorno rotte

fansi battaglie a piedi et a destriero

altre accoppiate, altre confuse in frotte

piu de li altri valor mostra Ruggiero

che vince sempre, e giostra el dì e la notte

e così in danza in lotta, et in ogni opra

sempre con molto honor resta disopra

L ultimo dì ne l hora ch el solenne

convivio era a gran festa incominciato

che Carlo a man sinistra Ruggier tenne

et Bradamante havea dal destro lato

di verso la campagna in fretta venne

nanzi alle mense un cavallier armato

tutto coperto egli e il caval a nero

di gran persona e di sembiante altiero

Senza smontar, senza chinar la testa,

e senza segno alcun di reverentia

mostrò Carlo sprezzar con la sua gesta

e de tanti Signor l alta presentia

maraviglioso e attonito ognun resta

che si pigli costui tanta licentia

lasciano i cibi e lascian le parole

per ascoltar ciò ch el guerrier dir vuole

Poi che fu a Carlo et a Ruggier a fronte

con alta voce et orgoglioso grido

son disse il Re di Sarza Rodomonte

che te Ruggiero alla battaglia sfido

et vuò provarti prima che tramonte

questo sol d hoggi, che rebelle e in fido

al tuo Signor sei stato e traditore

ne questo mertì ne alcun altro honore

Ben che tua fellonia si veggia aperta

ch essendo hor tu christian non poi negarla

acciò si possa ancho saper piu certa

in questo campo vengoti a provarla

e se persona hai qui, che faccia offerta

di combatter per te, voglio accettarla

s una non basta accetto quattro e sei

provando lor che traditor tu sei

Ruggier a quel parlar ritto levosse

e con licentia rispose di Carlo

che mentiva egli, et qualunqualtro fosse

che traditor volesse nominarlo

e che col Signor suo sempre portosse

in modo ch a ragion non può biasmarlo

e ch era apparecchiato sostenere

d haver in questo fatto il suo devere

E ch a difender la sua causa era atto

senza torre in aiuto suo veruno

e che sperava di mostrargli in fatto

che assai n havrebbe e forse troppo duno

quivi Rinaldo, e quivi Orlando tratto

s era, e Marphisa, et Oliviero, e alcuno

altro guerrier, che contra il Pagan fiero

volean tor la difesa di Ruggiero

Mostrando ch essendo egli nuovo sposo

non devea conturbar le proprie nozze

Ruggier rispose lor state in riposo

che per me foran queste scuse sozze,

l arme che tolse al Tartaro famoso

vennero, e fur tutte l indugie mozze

Rinaldo e Orlando i sproni a Ruggier strinse

e Carlo alfianco la spada gli cinse

Bradamante e Marphisa la corazza

posta gli haveano e tutto l altro arnese

tenne Astolfo il caval di buona razza

tenne la staffa il figlio del Danese

fece d intorno far subito piazza

il duca Namo et Olivier Marchese

cacciaro in fretta ognun fuor del steccato

a tal bisogni sempre apparecchiato

Donne e donzelle con pallida faccia

timide a guisa di colombe stanno

che da granosi paschi a i nidi caccia

rabbia de venti che per l aria vanno

con tuoni e lampi e l scur aer minaccia

grandine e pioggia, e a campi strage e danno

timide stanno per Ruggier, che male

a quel fiero Pagan lor parea uguale

Così a tutta la plebe, e alla piu parte

de cavallieri e principi parea,

che di memoria anchor lor non si parte

quel che in Parigi il Pagan fatto havea

che sol a ferro e a fuoco una gran parte

n havea distrutta, e anchor vi rimanea

e rimarrà per molti giorni il segno

ne maggior danno altronde hebbe quel regno

Tremava piu ch a tutti li altri il core

a Bradamante, non ch ella credesse

ch el Saracin di forza e del valore

che vien dal cor, piu di Ruggier potesse

ne che ragion, che spesso dà l honore

a chi l ha seco, Rodomonte havesse

pur star non puote senza gran suspetto

che di temere amando ha degno effetto

O quanto volentier sopra se tolta

la cura havria di quella pugna incerta

anchor che rimaner di vita sciolta

per quella fusse stata piu che certa

havria eletto a morir piu d una volta

se può piu d una morte esser sofferta

piu presto che patir ch el suo consorte

si ponesse al pericol de la morte

Ma non sa ritrovar priego che vaglia

perche Ruggiero a lei l impresa lassi

a riguardar adunque la battaglia

con mesto viso e cor trepido stassi

quinci Ruggier quindi il Pagan si scaglia

et vengonsi a trovar coi ferri bassi

le lancie al scontro parvero di gelo

li tronchi augelli a salir verso il cielo

La lancia del Pagan, che venne a corre

a mezo il scudo, fe debile effetto

perch era il scudo del famoso Hettorre

chavea fatto Vulcan tanto perfetto

Ruggier la lancia parimente a porre

gli venne al scudo, e gli lo passò netto

tutto che fusse appresso un palmo grosso

dentro e di fuor d acciaro e in mezo d osso

E se non che la lancia non sostenne

l horribil scontro, e mancò al primo assalto,

e rotta in scheggie e tronchi haver le penne

parve per l aria, tanto voló in alto

l usbergo havria (sì furiosa venne)

se fusse stato adamantino smalto

passato anchor, ma nel piu bel si roppe

posero in terra ambi i destrier le groppe

Con briglia e sproni i cavallier instando

risalir feron subito i destrieri

e donde gettar l haste preso il brando

si tornaro a ferir crudel e fieri

di qua e di là con maestria girando

li animosi cavalli atti e liggieri

con le pungenti spade incominciaro

a tentar dove il ferro era piu raro

Non si trovava il scoglio di serpente

(che fu sì duro) al petto Rodomonte

ne di Nembrotte la spada tagliente

nel solito elmo havea quel dí alla fronte

che l usate arme quando fu perdente

contra la donna di Dordona al ponte

lasciato havea suspeso a i sacri marmi

come disopra udiste in questi carmi

Egli havea unaltra assai buona armatura

non come quella a gran pezzo perfetta

ma ne questa, ne quella, ne piu dura

a Balisarda si sarebbe retta

a cui non osta incanto, ne fatura

ne finezza d acciar, ne tempra eletta

Ruggier di qua e di lá sí ben lavora

ch al Pagan l arme in piu d un luoco fora

Quando si vide in tante parti rosse

il Pagan l arme, e non poter schivare

che la piu parte di quelle percosse

non gli andasse la carne a ritrovare

a maggior rabbia a piu furor si mosse

ch a mezo il verno il tempestoso mare

via getta il scudo, e a tutto suo potere

su l elmo di Ruggier a due man fere

Con quella forza che su i grossi travi

ch en fondo al Pò si cacciano, percuote

la machina che posta in su due navi

mover veggian con huomini e con ruote

con ambe due le man valide e gravi

ferí il Pagan Ruggier quanto piu puote

giovò l elmo incantato, che senza esso

lui col cavallo havria in un colpo fesso

Ruggier andò due volte a testa china

e per cader, e braccia e gambe aperse

di nuovo il colpo il Saracin declina

che non vuol chabbia tempo a rihaverse

poi vien col terzo, ma la spada fina

sì lungo martellar piu non sofferse

che volò in pezzi, et al crudel Pagano

disarmata lasciò di se la mano

Rodomonte per questo non s arresta

ma s aventa a Ruggier che nulla sente

in tal modo intornata havea la testa

in tal modo offuscata havea la mente

ma ben dal sonno il Saracin lo desta

nel collo il prende il Saracin possente

lo prende in guisa e con tal nodo afferra

che de l arcion lo svelle e caccia in terra

Non fu sì presto in terra che risorse

via piu che d ira di vergogna pieno

perhò ch a Bradamante li occhi torse

e turbar vide il bel viso sereno

ella al cader di lui rimase inforse

de la sua vita, e fu per venir meno

Ruggier per emendar presto quell onta

stringe la spada e col Pagan s affronta

Quel gli urta il caval contra ma Ruggiero

lo cansa accortamente, e se ritira

e nel passar al fren piglia il destriero

con la man manca, e intorno lo raggira

e con la destra in tanto al cavalliero

ferire il fianco, o il ventre, o il petto mira

e di due punte fe sentirgli angoscia

l una nel fianco e l altra ne la coscia

Rodomonte che in mano anchor tenea

il pome e l elsa de la spada rotta

Ruggier su l elmo in guisa percotea

che lo potea stordir a l altra botta

ma Ruggier ch a ragion vincer devea

gli prese il braccio, e tirò tanto alhotta

aggiungendo alla destra l altra mano

che fuor di sella al fin trasse il Pagano

Sua sorte o sua destrezza vuol che cada

in guisa ch a Ruggier rimanga al paro

vuó dir che cadde in piè, che per la spada

Ruggier haverne il meglio giudicaro

Ruggier cerca il Pagan tenere a bada

lungi da se, ne d accostarsi ha caro

per lui non fa lasciar venirse adosso

un corpo così grande e così grosso

E tuttavolta sanguinargli il fianco

vede e la coscia, e l altre sue ferite

spera che vegna a poco a poco manco

siche alfin gli habbia a dar vinta la lite

l elsa e il pome havea in mano il Pagan anche

e con tutte le forze insieme unite

da se scagliollo, e sì Ruggier percosse

che stordito ne fu piu che mai fosse

Ne la guancia de l elmo e ne la spalla

fu Ruggier colto, e sì quel colpo sente

che tutto ne vacilla e ne traballa

e ritto se sostien difficilmente

el Pagan vuol intrar, ma il pié gli falla

che per la coscia offesa era impotente

e il volersi affrettar piu del potere

con un genocchio in terra il fe cadere

Ruggier non perde tempo, e di grande urto

lo percuote nel petto e ne la faccia

e sopra gli martella, e sì tien curto

che con la mano in terra ancho lo caccia

ma tanto fa il Pagan chegli è risurto

si stringe con Ruggier siche l abbraccia

l uno e l altro s aggira e scuote preme

arte aggiungendo alle lor forze estreme

Di forza a Rodomonte una gran parte

la coscia e il fianco aperto haveano tolto

Ruggier havea destrezza havea grande arte

era alla lotta exercitato molto

vede il vantaggio suo ne se ne parte

mette piu da quel lato ove piu sciolto

di Rodomonte il sangue correr vede

le braccia il petto e l uno e l altro piede,

Rodomonte pien d ira e di dispetto

Ruggier nel collo e ne le spalle prende

hor lo tira, hor lo spinge, hor sopra il petto

sullevato da terra lo suspende

quinci e quindi lo ruota e lo tien stretto

e per farlo cader molto contende

Ruggier stà in se raccolto e mette in opra

senno e valor per rimaner disopra

Tanto le prese andò mutando il franco

el buon Ruggier, che Rodomonte cinse

calcogli il petto sul sinistro fianco

e con tutta sua forza a mezo il strinse

la gamba destra a un tempo inanzi al manco

ginocchio e l altro attraversollo e spinse

e da la terra in alto sulevollo

e con la testa in giu steso tornollo

Del capo e de le schiene Rodomonte

la terra impresse, e tal fu la percossa

che da le piaghe sue come da fonte

lungi ando il sangue a far la terra rossa

Ruggier cha la Fortuna per la fronte

perche levarsi il Saracin non possa

luna man col pugnal gliha sopra li occhi

l altra alla gola, al ventre gli ha i genocchi

Come tal volta ove si cava l oro

la tra pannoni o n le fodine Hibere

se improvisa ruina su coloro

che vi condusse empia avaritia fere

ne restano sì oppressi, che può il loro

spirto a pena onde uscire adito havere

così non men fu l Saracino oppresso

dal vincitor tosto ch in terra messo

Alla vista de l elmo gli appresenta

la punta del pugnal chavea già tratto

et che si renda minacciando tenta

e di lasciarlo vivo gli fa patto

ma quel che di morir manco paventa

che mostrar di viltade un minimo atto

si torce e scuote, et per por lui disotto

mette ogni suo vigor, ne gli fa motto

Come lupo o mastin ch el fier alano

ne la ringiosa canna azannato habbia

molto s affanna e si dibbatte invano

con occhi ardenti, e con spumose labbia

e non può uscir al predator di mano

che vince di vigor non già di rabbia

così falla al Pagano ogni pensiero

d uscir di sotto al vincitor Ruggiero

Pur si torce e dibbatte sì che viene

ad expedirsi col braccio migliore

e con la destra man ch el pugnal tiene

che trasse anch egli in quel contrasto fuore

tenta ferir Ruggier sotto le rene

ma il giovene s accorse de l errore

in che potea cader per differire

di far quel empio Saracin morire

E due e tre volte in la terribil fronte

(alzando quanto alzar piu puote il braccio)

il ferro del pugnale a Rodomonte

tutto nascose, e si levó d impaccio

alle squalide ripe d Acheronte

lasciando il corpo piu freddo che giaccio

biastemmiando fuggì l alma sdegnosa

che fu sì altiera al mondo e sì orgogliosa,