Canto trentacinquesimo

By Ludovico Ariosto

uN non sò che, ch io non sò ben, se rio

nominar debbio, o pur honesto, e buono

e sè timor d infamia, o se disio

di gloria il fa, non meno in dubbio sono

extima alcun che di quel vase uscio

chall incauto Epimetheo fu mal dono

e fra le pesti lo racconta e mali

che turban la quiete de mortali,

Questo o rispetto, o debito che sia,

ch io non sò apunto ritrovargli il nome

dal voler proprio spesso l huom devia

e al voler d altri il tira per le chiome

servo lo fa che libero seria,

et io non sò bene explicarvi come,

ch in tanti casi in tanti varii modi

avinge l huom d inextricabil nodi,

In voi porrò donne l exempio prima

che vi guastate mille bei piaceri

che se di questo non facesse stima,

come non fanno molte havreste intieri,

se fate bene o male altri l exprima

vi sò ben dir, che appresso l Indi neri

le donne che non han tanti rispetti,

vivon piu liete in lor communi letti

Questa, che forse seria meglio detta

opinion, che debito, o virtute

per minima cagion fa, che negletta

hà l huom sovente la propria salute

affinitade, et amicitia stretta

hà violate, e in poco conto havute

et a servigio e soldo de tyranni

hà fatto a cari amici oltraggi e danni,

Lascio li antiqui exempli di soldati

di Cesar, di Pompeo, d Antonio, e Bruto

ch a lor patria, a lor sangue erano ingrati

dando a lor capi in le mal opre aiuto

quanti n havete o gloriosi nati

d Hercole invitto, a questi dì veduto

che vi son stati, e son di cor amici

e ne li effetti poi come nemici,

L essere o con Vinegia, o col Pastore,

o con altra potentia a voi nemica

par lor, per questo universale errore

ch oblighi piu, che l amicitia antica

di farvi danno a tutti scoppia il core,

e pur lo fanno, ovunque lor lo dica

questo, che far il debito vien detto

che non si lascia inanzi altro rispetto,

Ma voi chavete cognition del strano

stilo ch al mondo o ben o mal che s usi

ben chavea il luoco il cardinal Thoscano

che usar mal seppe quel de li Alidusi

ne lui perhò ne il suo fratel Giugliano

da l amicitia vostra havete exclusi

li dui rampolli del ben nato lauro

che fe mentre fu verde, il secul d auro

Se fu il Duca d Urbino ubidiente

al Zio nel guerreggiarvi, non gli tolle

che del mal vostro, come buon parente

non habbia havuto il cor di pietá molle

ne voi manco l amate, onde sovente

con quelle maggior laudi che s extolle

huom di valor, vi sento l opre belle

de suoi verdi anni alzar fin alle stelle

Io potrei ricordare altri infiniti

che son stati e anchor sono amici vostri

ben che per tai rispetti habbian seguiti

a nostri danni li aversarii nostri

discorrendo vi vò per questi riti

acciò che di Ruggiero vi dimostri

ch esser può che Rinaldo honori et ami

e che a battaglia tutta volta il chiami,

Poi che tra lor feriti hebbeno i patti

che i Re fer prima e i cavallier poi

e giuramenti e cerimonie et atti

ciascun secondo i modi e riti suoi

fu dato il segno di venire a fatti

e quinci e quindi i gloriosi Heroi

con lungo passo e maestrevol giro

a far le piastre risuonar, veniro,

Hora inanzi col calce, hor col martello

accennan quando al capo e quando al piede

con tal destrezza e con modo sì snello

ch ogni credenza il raccontarlo excede

Ruggier che combattea contra il fratello

di quella, che gli ha tolto e gli possiede

il cor e l alma, havea tanto riguardo

che stimato ne fu manco gagliardo

Era a parar piu che a ferir intento

e non sapea egli stesso il suo desire

spenger Rinaldo saria mal contento

ne vorria volentier egli morire

ragion non vede o fortuito evento

che de dui casi non debbia un seguire

et è tra sè sì incerto e d error pieno

ch eleggere non sapria che voler meno,

Rinaldo che non hà simil pensiero

e in tutti i modi alla vittoria aspira

menando l Azza dispettoso e fiero

quando alle braccia, e quando ad altro mira

volteggiando con l hasta il buon Ruggiero

ribatte il colpo, e quinci e quindi gira

e se percuote pur disegna luoco

dove possa a Rinaldo nuocer poco,

Alla piu parte de signor pagani

parea che disugual fusse la zuffa

che Ruggier pigro era a menar le mani

e che Rinaldo lui sì ben rabuffa

smarrito in faccia il re de li Aphricani

mira l assalto, e ne suspira e sbuffa

et accusa Sobrin, da cui procede

tutto l error ch el mal consiglio diede,

Melissa in questo tempo che era fonte

di quanto sappia incantatore o mago

havea cangiata la feminil fronte

e del gran re d Algier presa l imago

sembrava al viso e ai gesti Rodomonte

e parea armata di pelle di drago

e tale il scudo, e tal la spada al fianco

havea, qual usava egli, e nulla manco,

Nanzi Agramante e nanzi al Re Marsiglio

spinge il demonio in forma di cavallo

e con gran voce e con turbato ciglio

disse signor questo è pur troppo fallo

ch un giovene inexperto a far periglio

contra un sì forte e si famoso Gallo

habbiate eletto, e in cosa di tal sorte

chel regno e l honor d Aphrica ne importe

Non si lassi seguir questa battaglia

che ne sarebbe in troppo detrimento

su Rodomonte sia, ne ve ne caglia,

l haver il patto rotto e il giuramento

dimostri ognun come sua spada taglia

inanzi inanzi ognun diamo lor drento

puote questo parlar sì in Agramante

che senza piu pensar si cacciò inante

Il ritrovarsi appresso il Re d Algieri

fece che si curò poco del patto

e non havria di mille cavallieri

giunti in suo aiuto, sì gran stima fatto

per ciò lancie abbassar spronar destrieri

di qua e di là veduto fu in un tratto

Melissa, poi che con sue finte larve

la battaglia attaccò, subito sparve,

Li dui campion che videro turbarsi

contra ogni accordo contra ogni promessa

fuor de la turba subito ritrarsi

havendosi ogni ingiuria già rimessa

e datosi la fe non impacciarsi

ne qua ne là, fin che la colpa expressa

non fusse lor, che rotto il patto inante

havesse o il Re di Francia o il Re Agramante

E replicar con nuovi giuramenti

d esser nemici a chi mancò di fede

sozopra se ne van tutte le genti

chi nanzi e chi ritorna a dietro il piede

chi sia fra i vili, e chi tra i piu valenti

in un atto medesimo si vede

son tutti parimente al correr presti

ma quei corrono inanzi, e in drieto questi,

Qual levorer che disboscata fera

correre intorno et aggirar si mira

ne può con li compagni andar in schiera

ch el cacciator lo tien con sdegno et ira

si corruccia, s afflige, e si dispera

sgiatisce indarno, e se dibatte e tira

tutto quel giorno in tal modo in tal guisa

stè Bradamante e l inclyta Marphisa,

S haveano inanzi sin allhor vedute

le genti saracine in sì bel piano

e che fusser dal patto ritenute

di non poter in esse poner mano

ramaricate serano e dolute

e n havean molto suspirato invano

hor che i patti e le tregue vider rotte

liete saltaro in l Aphricane frotte

Marphisa cacciò l hasta per il petto

al primo che scontrò due braccia a dietro

poi trasse l brando, e in men che non l hò detto

spezzo quattro elmi che sembrar di vetro

Bradamante non fe minor effetto

con l hasta d or, ma con diverso metro

tutti quei che toccò per terra mise

che fur duotanti, ma nessuno uccise,

Questo sì presso l una al altra fero

che testimonie se ne fur tra loro

poi si scostaro, et a ferir si diero

dove le trasse l ira il popul Moro

chi potrà conto haver d ogni guerriero

che a terra mandi quella lancia d oro?

o d ogni testa che tronca e divisa

sia dala horribil spada di Marphisa?

Come al spirar de piu benigni venti

quando Apennin scopre l herbose spalle

movonsi a par dui turbidi torrenti

che nel cader fan poi diverso calle

svellono i sassi e li arbori eminenti

da l alte ripe, e portan ne la valle

le biade e i campi, e come a gara fanno

a chi far può nel suo camin piu danno,

Cosí le due magnanime guerriere

scorrendo il campo per diversa strada

fanno gran strage in l Aphricane schiere

l una con l hasta, e l altra con la spada

tiene Agramante a pena alle bandiere

la gente sua, che in fuga non ne vada

in van dimanda in van volge la fronte

ne può saper che sia di Rodomonte,

A suasion di lui rotto havea il patto

(cosí credea) che fu solennemente

li dei chiamando in testimonio, fatto

poi s era dileguato sì repente

ne Sobrin vede anchor, Sobrin ritratto

s era in la terra, e dettosi innocente

di quel pergiuro, di che aspra vendetta

sopra Agramante il dì medesmo aspetta

Marsiglio anchor fuggito era in la terra

sí la religion gli preme al core

per ciò male Agramante il passo serra

a quei che mena Carlo imperatore

d Italia di Lamagna et Inghilterra

che tutte sono genti di valore

et hanno i paladin sparsi tra loro

come le gemme in un riccamo d oro

Et con li paladini alcun perfetto

quanto esser possa al mondo cavalliero

Guidon selvaggio l intrepido petto

i dui famosi figli d Oliviero

io non voglio ridir ch io l hò già detto

di quel par di donzelle ardito e fiero

questi occidean di genti saracine

tanto che non v è numero ne fine,

Ma differendo questa pugna alquanto

io vuò passar senza naviglio il mare

non hò con quei di Francia da far tanto

ch io non mi debbia Astolfo ricordare

la gratia che li diè l Apostol santo

io v hò già detto, e detto haver mi pare

ch el re Branzardo, e il re de l Algazera

per irli incontra armasse ogni sua schiera,

Furon di quei che haver si puote infretta

le schiere di tutta Aphrica raccolte

così d inferma etá come perfetta

quasi che anchor le femine fur tolte

Agramante ostinato alla vendetta

havea già vuota l Aphrica due volte

poche genti rimase erano, e quelle

exercito facean timido, e imbelle

Ben lo mostrar che li nemici a pena

vider lontan, che se n andaron rotti

Astolfo come pecore li mena

dinanzi ai suoi di guerreggiar piu dotti

e fe restarne la campagna piena

pochi a Biserta se ne son ridotti

prigion rimase Bucifar gagliardo

salvossi ne la terra il Re Branzardo

Via piu dolente sol di Bucifaro

che se tutto perduto havesse il resto

Biserta è grande, e farle gran riparo

bisogna, e senza lui mal puó far questo

poterlo riscattar molto havria caro

mentre vi pensa, e ne stà afflitto e mesto

gli vien in mente come tien prigione,

già molti mesi il paladin Dudone,

Lo prese sotto a Monacho in rivera

il Re di Sarza nel primo passaggio

da indi in qua prigion sempre stato era

Dudon, che del Danese fu lignaggio

mutar costui col Re de l Algazera

pensò Branzardo, e ne mandó messaggio

al Capitan de Nubi, perche intese

per vera spia ch egli era Astolfo inglese,

Essendo Astolfo paladin, comprende

che haver dè caro un paladin disciorre

il gentil Duca come il caso intende

col Re Branzardo in un voler concorre

liberato Dudon gratie ne rende

al Duca, e seco si mette a disporre

le cose che appartengono alla guerra

così quelle da mar come da terra,

Havendo Astolfo exercito infinito

da non gli far sette Aphriche difesa

e ramentando come fu ammonito

dal santo Vecchio che gli dié l impresa

di tor Provenza, e d Acquamorta il lito

di man di saracin che l havean presa

d una gran turba fece nuova eletta

quella che al mar gli parve manco inetta

Et havendosi piene ambe le palme

quanto potean capir, di varie fronde

di cedri, e lauri, e myrti, olive e palme

venne sul mare e quelle sparse in l onde

o felici e dal ciel ben dilette alme

gratia che Dio raro a mortali infonde

o stupendo miracolo che nacque

di quelle frondi, come furo in l acque,

Crebbero in quantità fuor d ogni stima

se feron curve e grosse e lunghe e gravi

le vene ch attraverso haveano prima

mutaro in dure spranghe, e grossi travi

e rimanendo acute in ver la cima

tutte in un tratto diventaro navi

di differenti qualitadi e tante

quante raccolte fur da varie piante,

Miracol fu veder le fronde sparte

produr fuste, galee, navi da gabbia

fu miracol anchor che vele e sarte

e remi havean quanto alcun legno n habbia

non mancò al Duca poi, chi havesse l arte

di governarsi alla ventosa rabbia

che di Sardi e di Corsi non remoti

nocchier, padron, pennesi hebbe, e piloti

Quelli che intraro in mar contati furo

ventiseimila, e gente d ogni sorte

Dudon andò per capitano loro

cavallier saggio, e in terra, e in acqua forte

stava l armata anchora al lito Moro

miglior vento aspettando che l aporte

quando un naviglio sorse a quella riva

che di presi guerrier carco veniva,

Portava quei che al periglioso ponte

dove alle giostre il campo era sì stretto

pigliato havea l audace Rodomonte

come piu volte v hò di sopra detto

il cognato tra questi era del Conte

col fedel Brandimarte, e Sansonetto

et altri anchor che dir non mi bisogna

d Alemagna, e d Italia, e di Guascogna,

Quivi il nocchier che anchor non s era accorto

de li inimici, intrò con la galea

lasciando molte miglia a dietro il porto

d Algier, dove calar prima volea

per un vento gagliardo ch era sorto

e spinto oltra il dever la poppa havea

venir tra suoi credette, e in luoco fido

come vien Progne al suo loquace nido,

Ma come poi l Imperial augello

i Gigli d oro, e i Pardi vide appresso

restò pallido in faccia, come quello

ch el piede incauto d improviso hà messo

sopra il serpente venenoso e fello

dal pigro sonno in mezo l herbe oppresso

che spaventato e smorto si ritira

fuggendo quel ch è pien di tosco e d ira,

Quindi fuggir non puote giá il nocchiero

ne tener seppe i prigion suoi di piatto

con Brandimarte fu con Oliviero

con Sansonetto, e con molt altri tratto

dove il bon Duca, e il bon figliol d Ugiero

poi che lieta accoglienza hebbeno fatto

alloro amici, lui che li condusse

vollon che condennato al remo fusse

Com io vi dico dal figliuol d Othone

li cavallier christian furon ben visti

e di mensa honorati al padiglione

d arme, e di ciò che bisognò provisti

per amor d essi differì Dudone

l andata sua, che non minori acquisti

con costor ragionando far si stima

che se fusse ito uno o dui giorni prima

In che stato, in che termine, si trove

la Francia, e Carlo, instruttion vera hebbe

et informossi, navigando, dove

per far miglior effetto, calar debbe

mentre da lor viene intendendo nuove

s udì un rumor che tuttavia piu crebbe

e un dar all arme ne seguì sì fiero

che fece a tutti far piu d un pensiero,

Il duca Astolfo, e la compagna bella

che ragionando insieme si trovaro

in un momento armati furo, e in sella,

e verso il maggior grido infretta andaro

di qua e di là cercando haver novella

di quel alto rumore, e capitaro,

dove videro un huom tanto feroce,

che nudo, e solo, a tutto il campo nuoce,

Menava un suo baston di legno involta

che era sì duro sì grave, e sì fermo

che declinando quel, facea ogni volta

cader in terra un huom peggio che infermo

già a piu di cento havea la vita tolta

ne piu se gli facea riparo o schermo

se non tirando di lontan saette

d appresso non è alcun già che l aspette

Dudone, Astolfo, Brandimarte, essendo

corsi infretta al rumore, et Oliviero

de la gran forza e del valor stupendo

stavan maravigliosi di quel fiero

quando venir s un palafren correndo

videro una Donzella in vestir nero

che corse a Brandimarte, e salutollo

e gli alzò a un tempo ambe le braccia al collo

Questa era Fiordiligi, che sì acceso

havea d amor per Brandimarte il core

che quando al stretto ponte il lasciò preso

vicina ad impazzar fu di dolore

passato havea di là dal mare, inteso

havendo dal Pagan che ne fu authore

che mandato con molti cavallieri

era prigion ne la città d Algieri

Quando fu per passare, havea a Marsiglia

una nave trovata di Levante

ove era un cavallier de la famiglia

del Re di Damogir Re Monodante

ch era venuto un gran numer di miglia

quando per mar quando per terra errante

cercando Brandimarte, che tra via

udito havea ch in Francia troveria

Et ella connosciuto che Bardino

era costui, Bardino che rapito

al padre Brandimarte piccolino

et a Rocca Silvana havea notrito

e intesone la causa del camino

seco fatto lh avea scioglier dal lito

havendogli narrato in che maniera

Brandimarte passato in Aphrica era

Tosto che furo a terra udir le nuove

ch assediata d Astolfo era Biserta

che seco Brandimarte si ritrove

udito havean, ma non per cosa certa

hor Fiordiligi in tal fretta si muove

come lo vede, che ben mostra aperta

quella allegrazza ch i precessi guai

le fenno la maggior chavesse mai

El gentil cavallier non men giocondo

di veder la diletta e fida moglie

chamava piu di cosa altra del mondo

l abbraccia e bacia e dolcemente accoglie

ne per satiar al primo n al secondo

n al terzo bacio era l accese voglie

se non ch alzando li occhi hebbe veduto

Bardin che con la donna era venuto

Porse le mane et abbracciar lo volle

e insieme dimandar perche venia

ma di poterlo far tempo gli tolle

il campo ch in disordine fuggia

dinanzi a quel baston ch el nudo folle

menava intorno, e gli facea dar via

Fiordiligi mirò quel nudo in fronte

e gridò a Brandimarte eccovi il Conte

Astolfo tutto a un tempo ch era quivi

che questo Orlando fusse hebbe palese

per alcun segni che da i vecchi divi

su nel terrestre Paradiso intese

altrimente restavan tutti privi

di notitia di lui che tanto offese

Orlando il disprezzarsi, e l esser stolto

che piu di fera havea, che d homo il volto,

Astolfo per pietà che gli traffisse

el petto, e il cor, si volse lachrymando

et a Dudon (che gli era appresso) disse

et indi ad Olivier, eccovi Orlando

e quelli li occhi e le palpebre fisse

tenendo in lui l andar raffigurando

e il ritrovarlo in tal calamitade

li empì di maraviglia e di pietade,

Piangean quelli signor per la piu parte

sì lor ne dolse, e lor n encrebbe tanto

tempo è (lor disse Astolfo) trovar arte

di risanarlo, e non da farli il pianto

e saltò a piedi e così Brandimarte

Sansonetto, Oliviero, e Dudon santo

e s aventaro al nipote di Carlo

tutti in un tempo, che volean pigliarlo,

Orlando che si vide fare il cerchio

menò il baston da disperato e folle

et a Dudon che si facea coperchio

del scudo al capo, e ch intrar sotto volle

fe sentir ch era grave di soperchio

e fè non ch Olivier col brando tolle

parte dil colpo, havria il baston ingiusto

rottogli il scudo, l elmo, il capo, e il busto

Il scudo roppe sol, et su l elmetto

tempestò sì, che Dudon cadde in terra

menò la spada a un tempo Sansonetto,

et del baston piu di dua braccia afferra

con valor tal, che tutto il taglia netto

Brandimarte ch adosso se gli serra

gli cinge i fianchi quanto può con ambe

le braccie, e Astolfo il piglia ne le gambe

Scuotesi Orlando, e lunge dieci passi

da se l Inglese fa cader riverso

non fa perhó, che Brandimarte il lassi

che con piu forza l hà preso a traverso

ad Olivier che troppo inanzi fassi

menó un pugno sí duro e sì perverso

che lo fe cader pallido et exangue

e dal naso e da li occhi uscir il sangue,

E se non era l elmo piu che buono

chavea Olivier, l havria quel pugno occiso

cadde perhò, come se fatto dono

havesse già del spirto al paradiso

Dudone, e Astolfo, che levati sono

ben che Dudon habbia gonfiato il viso

e Sansonetto ch el bel colpo ha fatto,

adosso a Orlando son tutti in un tratto

Dudon con gran vigor drieto l abbraccia

pur tentando col piè farlo cadere

Astolfo e l altri gli han prese le braccia

ne lo puon tutti insieme ancho tenere

chà visto Toro, a cui si dia la caccia

e che all orecchie habbia le Zanne fiere,

correr muggendo, e trarre ovunque corre

li cani seco, e non potersi sciorre

Imagini ch Orlando fusse tale

che tutti quei guerrier si trahea drieto

in quel tempo Olivier di terra sale

dove lo stese il pugno mal discreto

e connoscendo che i compagni, male

potranno far che stia quel pazzo cheto

si pensò un modo, et ad effetto il messe,

di far cader Orlando, e gli successe,

Si fe quivi arrecar piu d una fune

e con nodi correnti adattar presto

et alle gambe, et alle braccia, alcune

fe porre a Orlando, et a traverso il resto

la turba intorno poi, non lasciò immune

che diede i capi in mano a quello e a questo

per quella via che maniscalco atterra

cavallo o bue, fu tratto Orlando in terra

Come egli è in terra, gli son tutti adosso

e legangli piu forte, e piedi, e mani

assai di quà e di là s è Orlando scosso

ma li risforzi suoi son tutti vani

commanda Astolfo che sia quindi mosso

che dice voler far che se risani

Dudon ch è grande, il lieva in su le schiene

e porta al mar, sopra l estreme arene,

Lo fa lavar Astolfo sette volte,

e sette volte sotto acqua l attuffa

siche dal viso e da le membra stolte

lieva la brutta rugine e la muffa

poi con cert herbe a questo effetto colte

la bocca chiuder fa che soffia e buffa

che non volea che havesse altro meato

donde spirar, che per il naso, il fiato

Haveasi Astolfo apparecchiato il vaso,

in che il senno d Orlando era rinchiuso

e quel in modo appropinquolli al naso

che nel tirar che fece il fiato in suso,

tutto il vuotò, maraviglioso caso

che ritornò la mente al primier uso

et a suoi bei discorsi, e l intelletto

rivenne piu che mai lucido e netto,

Come chi da noioso e grave sonno,

dove o vedere abominevol forme,

de mostri, che non son, ne ch esser ponno

o gli par cosa far strana et enorme

anchor se maraviglia, poi che donno

è fatto de suoi sensi e che non dorme

così, poi che fu Orlando di error tratto

restò maraviglioso e stupefatto,

E Brandimarte, e il fratel d Aldabella,

e quel ch el senno in capo gli redusse

pur pensando riguarda, e non favella

come e quando con lor quì si condusse,

girava li occhi in questa parte e in quella

ne sapea imaginar dove si fusse

si maraviglia che nudo si vede

e tante funi hà da le spalle al piede

Poi disse, come già disse Sileno

a quei che lo legar nel cavo speco

solvite me, con viso sì sereno

con sguardo sì men del usato bieco

che fu slegato, e di panni chavieno

fatti arrecar, participaron seco

consolandolo tutti del dolore

che lo premea de lo passato errore

Poi che fu all esser primo ritornato

Orlando, piu che mai saggio e virile

d amor si trovò insieme liberato

siche colei che sì bella e gentile

gli parve dianzi, e che havea tanto amato

non stima piu se non per cosa vile

ogni suo studio, ogni disio converse,

per racquistar, quanto in amor già perse,

Narrò Bardino intanto a Brandimarte

che morto era il suo padre Monodante

e ch a chiamarlo al regno egli da parte

prima venia del frate suo Gigliante

poi de le genti, chabitan le sparte

isole in mare et ultime in Levante

di che non era un altro regno al mondo

sì ricco e populoso o sì giocondo

Disse molte ragion che devea farlo

che dolce cosa era la patria, e quando

si disponesse di voler gustarlo

havria poi sempre in odio andare errando

Brandimarte rispose, voler Carlo

servir per tutta questa guerra, e Orlando

e se potea vederne il fin, che poi

penseria meglio sopra i casi suoi

Orlando con Astolfo si ristrinse

e poi ch el stato de la guerra intese

verso Provenza con l armata spinse

(come ordine era) il figlio del Danese

tutta Biserta poi d assedio cinse

dando perhò l honore al duca Inglese

d ogni vittoria, ma quel Duca, il tutto

facea, come dal Conte venia instrutto

Ch ordine habbian tra lor, come se assaglia

la gran Biserta, e da che lato, e quando

come sia presa alla prima battaglia,

e che habbia in l honor parte con Orlando

s io non vi seguito hora non vi caglia

ch io non me ne vò molto dilungando

in questo mezo di saper vi piaccia

come da i Franchi i Mori hanno la caccia,

Fu quasi il Re Agramante abbandonato

nel pericol maggior di quella guerra

che con molti pagani era tornato

Marsiglio, e il re Sobrin dentro alla terra

poi su l armata é questo e quel montato

che dubbio havean di non salvarsi in terra

e duci e cavallier del popul Moro

molti seguito havean l exempio loro

Agramante che fuor la pugna tenne

con troppo ardir, fin che tenner la puote

con li altri in fuga al ultimo ne venne

verso le porte non troppo remote

Rabican drieto par chabbia le penne

che Bradamante il stimola e percuote

era occider quel Re cupida molto

che tante volte il suo Ruggier l há tolto,

Il medesmo desir Marphisa havea

per far del padre suo tarda vendetta

e con li sproni quanto piu potea

facea al caval sentir ch ella havea fretta

ma ne l una ne l altra vi giungea

perhò sì a tempo che fusse intercetta

al Re la fuga, e che non si salvasse

dietro alli altri nel mar dove si trasse,

Come due belle e generose parde

che de le lasse sien di pari uscite

poi che o li cervi, o le capre gagliarde

indarno haver si veggiono seguite

vergognandosi quasi che fur tarde,

sdegnose se ne tornano e pentite

così tornar le due Donzelle, quando

videro il Pagan salvo suspirando,

Non perhò si fermar, ma ne la frotta

de li altri che fuggivano cacciarsi

facendo quinci e quindi ad ogni botta

molti cader, senza mai piu levarsi

a mal partito era la gente rotta,

che per fuggir non potea anchor salvarsi

che Agramante havea fatto per suo scampo

chiuder la porta che uscia verso il campo

E fatto sopra il Rodano tagliare

tutti li ponti, ah sfortunata plebe

che dove del tyranno utile appare

fu sempre in conto di pecore e zebe

chi s affoga nel fiume, e chi nel mare

chi sanguinose fa di se le glebe

molti perir, pochi restar prigioni

che pochi (a farsi taglia) erano buoni

De la gran moltitudine che occisa

fu da ogni parte in questa ultima guerra

ben che la cosa non fu ugual divisa

ch assai piu andaro saracin sotterra

per man di Bradamante e di Marphisa

se ne vede anchor segno in quella terra

che presso ad Arli ove il Rodano stagna

pien di sepolchri è tutta la campagna

Fatto havea intanto il re Agramante sciorre

e ritirar in alto i legni gravi

lasciando alcuni e i piu liggieri, a torre

quei che potean fuggir sin alle navi

vi stette dui dì sorto, per raccorre

le sue reliquie, e perche venti pravi

spiravano, e contrarii al suo ritorno

slegossi, e fe far vela il terzo giorno,

Il re Marsiglio che stà in gran paura

ch alla sua Spagna, il fio pagar non tocche

e la tempesta horribilmente oscura

ne li suoi campi all ultimo non scocche

si fe porre a Valenza, e con gran cura

cominciò a riparar castella e rocche

e preparar la guerra, che fu poi

la sua ruina, e de sudditi suoi,

Verso Aphrica Agramante alzò le vele

de legni mal armati, e vuoti quasi

d huomini vuoti, e pieni di querele,

ch in Francia li tre quarti eran rimasi

chi chiama il Re superbo, chi crudele

chi stolto, e come aviene in simil casi

tutti gli voglion mal, ne lor secreti

ma timor n hanno, e stan per forza cheti

Pur dui talhora o tre schiudon le labbia

che amici sono, e che tra lor s han fede

e sfuogano la cholera, e la rabbia

e il misero Agramante extima, e crede

ch ognun gli porti amor, e pietà gli habbia

e questo glintervien perche non vede

mai visi se non finti, e mai non ode

fuor che adulation, menzogne, e frode,

Erasi consigliato il Re Aphricano

non venire a smontar nanzi a Biserta

perhò chavea del popul Nubiano

che quel lito tenea, novella certa

ma tenersi di sopra, si lontano

che non gli fusse difficile et erta

la scesa in terra, e tornar quindi al dritto

a dar soccorso al suo popul afflitto,

Ma suo fiero destin, che non risponde

a quella intention provida e saggia

vuol che l armata che nacque di fronde

miracolosamente ne la spiaggia,

e vien solcando in verso Francia l onde,

con questa ad incontrar di notte s haggia

a nubiloso tempo, oscuro, e tristo,

perche sia in piu disordine e sprovisto,

Non hà havuto Agramante anchora spia

che Astolfo mandi una armata sì grossa

ne creduto ancho (a chi l dicesse) havria

che cento navi un ramuscel far possa

e vien senza temer, che intorno sia

che contra lui s ardisca di far mossa

ne pone guardie, ne vedetta in gabbia,

che di ciò che si scuopre, avisar habbia

Siche i navigli, che da Astolfo havuto

havea Didon, di buona gente armati

e che havean questi la sera veduto

et alla volta lor s eran drizzati

trovaron l inimico sproveduto

e l assalir gettando i ferri hamati

poi ch al parlar, certificati foro

ch erano Mori, e li nemici loro,

Nel arrivar che i gran navigli fenno

(spirando il vento a lor desir secondo)

ne i saracin con tal impeto denno,

che molti legni necacciaro al fondo

poi cominciaro oprar le mani, e il senno

e ferro, e fuoco, e sassi di gran pondo

tirar con tanta e sí fiera tempesta

che mai non hebbe il mar simile a questa,

Quei di Dudone a cui possanza e ardire

piu del solito è lor dato di sopra

(che venuto era il tempo di punire

li saracin di piu d una mal opra)

sanno appresso e lontan sì ben ferire

che non truova Agramante ove si copra

gli cade sopra un nembo di saette

da lato ha spade, e graffi, e pichi, e cette,

D alto cader sente gran sassi e gravi

da machine cacciati e da tormenti

e prore e poppe fraccassar de navi

et aprir usci al mar larghi e patenti

el maggior danno è de l incendii pravi

a nascer presti ad amorzarsi lenti

la sfortunata ciurma si vuol torre

del gran periglio e via piu ognhor vi corre

Altri ch el ferro e l inimico caccia

nel mar si getta e vi s affoga e resta

altri che muove a tempo piedi e braccia

va per salvarsi o in quella barca o in questa

ma quella grave oltra il dever, lo scaccia

e la man per salir troppo molesta

fa restar attaccata ne la sponda

ritorna il resto a far sanguigna l onda

Altri che spera in mar salvar la vita

o perderlavi al men con minor pena

poi che nuotando non ritruova aita

e mancar sente l animo e la lena

alla vorace fiamma ch a fuggita

la tema d annegarsi ancho rimena

s abbraccia a un legno ch arde e per timore

cha di due morti in l una e in l altra muore

Altri per tema di spiedo o di cetta

che vede appresso, al mar ricorre in vano

perche drieto gli vien pietra o saetta

che non lo lascia andar troppo lontano

ma seria forse, mentre che diletta

il mio cantar, consiglio utile e sano

finirlo qui piu presto che seguire

tanto che v annoiasse il troppo dire