Canto XIII

By Giovanni Boccaccio

Ella non dubitò, ma l'arco aperse

e quel ne' fianchi ferì sì profondo,

che le sue forze tutte gli disperse,

ed allo primo stral giunto il secondo,

che dandoli nel petto toccò il core,

onde morì: e li can, cerchio tondo

fatto gli avean, faccendo romore

li s'appressaro e preser, con costei

oltre correndo, mostrando valore.

Ma Biancola Carafa innanzi a lei,

coronata di fior (tant'è piacente

quanto alcun'altra che fosse con lei),

giva correndo sì velocemente

dietro ad un daino ch'avanti li giva,

che parea che volasse veramente;

e con lei insieme alcun can lo seguiva,

ma non perciò che giunger si potesse,

tanto era presto que' che si fuggiva.

O che lui ramo o altro ritenesse,

non so; ma ella il giunse e lui ferio

d'un dardo nella gola, donde spesse

guizzate diede e poi pur si morio

davanti a lei, che altro non parea

ch'ella attendesse con tutto 'l disio.

Alto nel bosco al mio parer vedea

due leggiadre e belle giovinette,

le qua' ciascuna assai ben conoscea,

inghirlandate di due ghirlandette

di rose rosse, tanto relucenti,

che a veder parean due fiammette,

vestite strette, sì belle e piacenti,

che facean rider tututto quel loco,

dond'elle andavan con li passi lenti.

Le quali, andando sì a poco a poco,

d'archi e di saette bene armate,

fra sé cantando e faccendosi gioco,

vider discender della stremitate

del monte una pantera; onde Cobella

Embriaca sonò molte fiate

il corno, e 'l somigliante fé Tanzella,

chiamando i cani, li qua', po' venuti

fur, si drizzaro ver la fiera snella.

Covella corse avanti e con tre aguti

istrali ferì quella nella fronte,

e sì v'entrar, ch'a pena eran veduti

fuor che le penne; laonde le pronte

gambe della pantera non potero

portarne lei, ma cadde a piè del monte.

Diece can, credo, o più ve l'assagliero,

ed a Covella, che già là giunta era,

in terra morta e vinta la rendero.

Ma a Tanzella più usata fiera

apparve avante, andando per atare

Iacopella nel loco dov'ell'era:

ch'un piccol fosso volendo passare

si attraversò un furioso toro,

rompendole la via nel suo andare;

ond'ella fé per quel quivi dimoro.