CANTO XLV.
Q Uanto piu su l'in stabil ruota ve di
Di Fortuna ire in alto il miser' huomo:
Tanto piu tosto hai da veder/ gli i piedi
Ove hora ha il capo, e far cadendo il tomo,
Di questo esempio e Policrate: e il Re di/
Lidia, e Dionigi, & altri ch'io non nomo,
Che ruinati son da la suprema
Gloria: in un di ne la miseria estrema.
Cosi all'incontro quanto piu depresso
Quanto e piu l'huom di questa ruota al fondo
Tanto a quel punto piu si trova appresso
C'ha da salir se de girarsi in tondo,
Alcun su'l ceppo quasi il capo ha messo
Che l'altro giorno ha dato legge al mondo,
Servio e Mario, e Ventidio l'hanno mostro
Al tempo antico, e il Re Luigi al nostro.
Il Re luigi suocero del figlio
Del Duca mio, che rotto a Santo Albino
E giunto al suo nimico ne l'artiglio
A restar senza capo fu vicino,
Scorse di questo ancho maggior periglio
Non molto inanzi il gran Mathia Corvino:
Poi l'un de Franchi passato quel punto,
L'altro al Regno de gli Ungari fu assunto
Si vede per gli essempii: di che piene
Sono l'antiche e le moderne historie,
Che'l benva dietro al male, e'l male al bene
E fin son l'un de l'altro, e biasmi e glorie,
E che fidarsi a l'huom non si conviene
In suo thesor: suo regno,e sue vittorie,
Ne disperarsi per Fortuna avversa
Che sempre la sua ruota in giro versa.
Ruggier per la vittoria c'havea havuto
Di Leone, e del padre Imperatore,
In tanta confidentia era venuto
Di sua fortuna, e di suo gran valore,
Che senza compagnia senz'altro aiuto
Di poter egli sol gli dava il core
Fra cento a pie e a cavallo armate squadre
Uccider di sua mano il figlio e il padre.
Ma quella, che non vuol che si prometta
Alcun di lei: gli mostro in pochi giorni
Come tosto alzi, e tosto al basso metta
E tosto avversa, e tosto amica torni,
Lo fe conoscer quivi da chi in fretta
A proccacciargli ando disagi e scorni,
Dal cavallier che ne la pugna fiera
Di man fuggito a gran fatica gli era.
Costui fece ad Ungiardo saper come
Quivi il Guerrier: c'havea le genti rotte
Di Costantino, e per molt'anni dome:
Stato era il giorno e vi staria la notte:
E che Fortuna presa per le chiome
Senza che piu travagli, o che piu lotte
Dara al suo Re, se fa costui prigione:
Ch'a Bulgari lui preso: il giogo pone.
Ungiardo da la gente che fuggita
De la battaglia a lui s'era ridutta:
(Ch'a parte a parte v'arrivo infinita
Perch'al ponte passar non potea tutta:)
Sapea come la strage era seguita
Che la meta de Greci havea distrutta,
E come un Cavallier solo era stato
Ch'un campo rotto: e l'altro havea salvato.
E che sia da se stesso senza caccia
Venuto a dar del capo ne la rete,
Si maraviglia: e mostra che gli piaccia
Con viso e gesti e con parole liete,
Aspetta che Ruggier dormendo giaccia
Poi manda le sue gente chete chete,
E fa il buon cavallier ch'alcun sospetto
Di questo non havea: prender nel letto.
Accusato Ruggier dal proprio scudo
Ne la Citta di Novengrado resta
Prigion d'Ungiardo, il piud'ognialtro crudo:
Che fa di cio maravigliosa festa,
E che puo far Ruggier poi che glie nudo?
Et e legato gia quando si desta?
Ungiardoun suo corrier spaccia a staffetta
A dar la nuova a Costantino in fretta
Havea levato Costantin la notte
Da le ripe di Sava ogni sua schiera,
E seco a Beleticche havea ridotte
Che Citta del Cognato Androphilo era,
Padre di quello a cui forate e rotte
(Come se state fossino di cera)
Al primo incontro l'arme havea il gagliardo
Cavallier'hor prigion del fiero Unghiardo.
Quivi fortificar facea le mura
L'Imperatore, e riparar le porte,
Che de Bulgari ben non s'assicura
Che con la guida d'un guerrier si forte
Non gli faccino peggio che paura,
E'l resto ponghin di sua gente a morte,
Hor che l'ode prigion ne quelli teme
Ne se con lor sia il mondo tutto insieme.
L'Imperator nuota in un mar di latte
Ne per letitia sa quel che si faccia:
Ben son le genti Bulgare disfatte
Dice con lieta e con sicura faccia,
Come de la vittoria chi combatte
Se troncasse al nimico ambe le braccia
Certo saria: cosi n'e certo e gode
L'Imperator, poi che'l guerrier preso ode.
Non ha minor cagion di rallegrarsi
Del patre il figlio, ch'oltre che si spera
Di racquistar Belgrado, e soggiugarsi
Ogni contrada che de Bulgari era,
Disegna ancho il Guerriero amico farsi
Con benefici, e seco haverlo in schiera,
Ne Rinaldo ne Orlando a Carlo Magno
Ha da invidiar: se gli e costui compagno.
Da questa voglia e ben diversa quella
Di Theodora: a chi'l figliuolo uccise
Ruggier: con l'hasta che da la mammella
Passo alle spalle: e un palmo fuor si mise,
A Costantin del quale era sorella
Costei si gitto a piedi: e gli conquise
E intenerigli il cor d'alta pietade
Col largo pianto che nel sen le cade.
Io non mi levero da questi piedi
(Diss'ella) Signor mio se del fellone
Ch'uccise il mio figliuol, non mi conciedi
Di vendicare, hor che l'habbian prigione,
Oltre che stato t'e nipote, vedi
Quanto t'amo: vedi quant'opre buone
Ha per te fatto, e vedi s'havrai torto
Di non lo vendicar, di chi l'ha morto.
Vedi che per pieta del nostro duolo
Ha Dio fatto levar da la campagna
Questo crudele: e come augello a volo
A dar ce l'ha condotto ne la ragna,
Accio in ripa di Styge il mio figliuolo
Molto senza vendetta non rimagna ,
Dammi costui Signore: e sii contento
Ch'io disacerbi il mio col suo tormento.
Cosi ben piange: e cosi ben si duole:
E cosi bene & efficace parla,
Ne da i piedi levar mai se gli vuole
(Ben che tre volte e quattro per levarla
Usasse Costantino atti e parole)
Ch'egli e forzato al fin di contentarla,
E cosi comando che si facesse
Colui condurre: e in man di lei si desse.
E per non fare in cio Iunga dimora
Condotto hanno il Guerrier del Liocorno
E dato in mano alla crudel Theodora,
Che non vi fu intervallo piu d'un giorno,
Il far che sia squartato vivo, e muora
Publicamente con obbrobrio e scorno,
Poca pena le pare, e studia e pensa
Altra trovarne inusitata e immensa.
La femina crudel lo fece porre
Inchatenato e mani e piedi e collo
Nel tenebroso fondo d'una torre,
Ove mai non entro raggio d'Apollo:
Fuor ch'un poco di pan muffato: torre
Gli fe ogni cibo: e senza anchor lassollo
Duo di tal'hora, e lo die in guardia a tale
Ch'era di lei piu pronto a fargli male.
O se d'Amon la valorosa e bella
Figlia, o se la magnanima Marphisa
Havesse havuto di Ruggier novella
Ch'in prigion tormentasse a questa guisa:
Per liberarlo saria questa e quella
Postasi al rischio di restarne uccisa,
Ne Bradamante havria per dargli aiuto
A Beatrice o Amon rispetto havuto.
Re Carlo intanto havendo la promessa
A costei fatta in mente: che consorte
Dar non le lasciera che sia men d'essa
Al paragon de l'arme ardito e forte,
Questa sua volunta con trombe espressa
Non solamente fe nela sua corte,
Ma in ogni terra al suo Imperio soggetta:
Onde la fama ando pel mondo in fretta.
Questa condition contiene il bando
Chi la figlia d'Amon per moglie vuole
Star con lei debba a paragon del brando
Dal'apparire al tramontar del Sole,
E fin'a questo termine durando
E non sia vinto: senz'altre parole
La Donna da lui vinta esser s'intenda:
Ne possa ella negar che non lo prenda.
E che l'eletta ella de l'arme dona
Senza mirar chi sia di lor che chiede,
E lo potea ben far, perch'era buona:
Con tutte l'arme o sia a cavallo o a piede,
Amon che contrastar con la Corona
Non puo ne vuole: al fin sforzato cede,
E ritornare aCorte si consiglia
Dopo molti discorsi: egli e la figlia.
Anchor che sdegno e cholera la madre
Contra la figlia havea, pur per suo honore
Vesti le fece far ricche e leggiadre
A varie foggie, e di piu d'un colore,
Bradamante alla Corte ando col padre
E quando quivi non trovo il suo amore
Piu non le parve quella Corte quella
Che le solea parer gia cosi bella.
Come chi visto habbia l'Aprile o il Maggio
Giardin di frondi, e di bei fiori adorno
E lo rivegga poi che'l Sol'il raggio
All'Austro inchina: e lascia breve il giorno
Lo trova deserto horrido e selvaggio,
Cosi pare alla Donna al suo ritorno
Che da Ruggier la Corte abandonata
Quella non sia c'havea al partir lasciata.
Domandar non ardisce che ne sia
Accio di se non dia maggior sospetto,
Ma pon l'orecchia, e cerca tuttavia
Che senza domandar le ne sia detto,
Si fa ch'egli e partito, ma che via
Pres'habbia non fa alcun vero concetto:
Perche partendo ad altri non fe motto
Ch'allo scudier che seco havea condotto.
O come ella sospira, o come teme
Sentendo che se n'e come fuggito.
O come sopra ogni timor le preme
Che per porla in oblio se ne sia gito,
Che vistosi Amon contra, & ogni speme
Perduta, mai piu d'esserle marito
Si sia fatto da lei lontano forse
Cosi sperando dal suo amor disciorse.
E che fatt'habbia anchor qualche disegno
Per piu tosto levarsela dal core
D'andar cercando d'uno in altro regno
Donna per cui si scordi il primo amore:
Come si dice che si suol d'un legno
Tal'hor chiodo con chiodo cacciar fuore
Nuovo pensier, ch'a questo poi succede
Le dipinge Ruggier pieno di fede.
E lei che dato orecchie habbia riprende
A tanta iniqua suspitione e stolta:
E cosi l'un pensier Ruggier difende:
L'altro l'accusa: & ella amenduo ascolta,
E quando a questo e quando a quel s'aprende
Ne risoluta a questo o a quel si volta,
Pur'all'opinion. piu tosto corre
Che piu le giova: e la contraria abhorre.
E talhor'ancho che le torna a mente
Quel che piu volte il suo Ruggier le hadetto
Come di grave error si duole e pente ,
C'havuto n'habbia gelosia e sospetto,
E come fosse al suo Ruggier presente
Chiamasi in colpa, e sene batte il petto,
Ho fatto error (dice ella) e me n'aveggio
Ma chi n'e causa e causa anchor di peggio
Amor n'e causa: che nel cor m'ha impresso
La forma tua, cosi leggiadra e bella,
E posto ci ha l'ardir: l'ingegno appresso:
E la virtu di che ciascun favella,
Ch'impossibil mi par ch'ove concesso
Ne sia il veder, ch'ogni donna e donzella
Non ne sia accesa, e che non usi ogni arte
Di sciorti dal mio amore, e al suo legarte.
Deh havesse Amor cosi ne i pensier miei
Il tuo pensier: come ci ha il viso sculto,
Io son ben certa che lo troverei
Palese tal: qual'io lo stimo occulto,
E che si fuor di gelosia sarei
Ch'adhoradhor, non mi farebbe insulto
E dove a pena hor'e da me respinta
Rimarria morta: non che rotta e vinta,
Son simile all'Avar c'ha il cor si intento
Al suo thesoro, e si ve l'ha sepolto,
Che non ne puo lontan viver contento
Ne non sempre temer gli sia tolto,
Ruggiero hor puo, ch'io non tiveggo e sento
In me piu de la speme il timor molto,
Ilqual benche bugiardo e vano io creda
Non posso far di non mi dargli in preda.
Ma non apparira il lume si tosto
A gliocchi miei del tuo viso giocondo:
Contra ogni mia credenza a me nascosto
Non so in qual parte (o Ruggier mio) del mondo:
Come il falso timor sara deposto
Da la vera speranza: e messo al fondo:
Deh torna a me Ruggier, torna e conforta
La speme che'l timor quasi m'ha morta.
Come al partir del Sol si fa maggiore
L'ombra: onde nasce poi vana paura
E come all'apparir del suo splendore
Vien meno l'ombra: e'l timido assicura,
Cosi senza Ruggier sento timore
Se Ruggier veggo in me timor non dura,
Deh torna a me Ruggier, deh torna prima
Che'l timor la speranza in tutto opprima,
Come la notte ogni fiammella e viva
E riman spenta subito ch'aggiorna:
Cosi quando il mio Sol di se mi priva
Mi leva incontra il rio timor le corna,
Ma non si tosto all'Orizonte arriva
Che'l timor fugge, e la speranza torna,
Deh torna a me: deh torna o caro lume
E scaccia il rio timor che mi consume.
Se'l Sol si scosta e lascia i giorni brevi
Quanto di bello havea la terra asconde:
Fremono i venti, e portan ghiacci e nievi
Non canta augel, ne fior si vede o fronde,
Cosi qualhora avvien, che da me levi
O mio bel Sol, le tue luci gioconde
Mille timori e tutti iniqui fanno
Un'aspro verno in me piu volte l'anno.
Deh torna a me mio Sol, torna e rimena
La desiata dolce Primavera,
Sgombra i ghiacci e le nievi, e rasserena
La mente mia si nubilosa e nera,
Qual Progne si lamenta o Philomena
Ch'acercar esca a i figliolini ita era
E trova il nido voto, o qual si lagna
Turture c'ha perduto la compagna.
Tal Bradamante si dolea, che tolto
Le fosse stato il suo Ruggier temea:
Di lachryme bagnando spesso il volto
Ma piu celatamente che potea:
O quanto quanto si dorria piu molto
S'ella sapesse quel che non sapea:
Che con pena e con stratio il suo consorte
Era in prigion dannato a crudel morte,
La crudelta ch'usa l'iniqua vecchia
Contra il buon Cavallier che preso tiene
E che di dargli morte s'apparecchia
Con nuovi stratii e non usate pene,
La superna bonta fa ch'all'orecchia
Del cortese figliuol di Cesar viene:
E che gli mette in cor come l'aiute
E non lasci perir tanta virtute.
Il cortese Leon che Ruggiero ama:
Non che sappi perho che Ruggier sia,
Mosso da quel valor ch'unico chiama
E che gli par che soprhumano sia
Molto fra se discorre ordisce e trama
E di salvarlo al fin trova la via:
In guisa che da lui la Zia crudele
Offesa non si tenga e si querele.
Parlo in secreto a chi tenea la chiave
De la prigione, e che volea gli disse
Vedere il Cavallier: pria che si grave
Sententia contra lui data seguisse,
Giunta la notte: un suo fedel seco have
Audace e forte, & atto a zuffe e a risse,
E fa che'l Castellan senz'altrui dire
Ch'egli fosse Leon, gli viene aprire.
Il castellan, senza ch'alcun de sui
Seco habbia: occultamente Leon mena
Col compagno alla torre ove ha colui
Che si serba all'estrema d'ogni pena,
Giunti la dentro gettano amendui
Al Castellan che volge lor la schena
Per aprir lo sportello: al collo un laccio
E subito gli dan l'ultimo spaccio.
Apron la cataratta: onde sospeso
Al canape, ivi a tal bisogno posto,
Leon si cala, e in mano ha un torchio acceso
La dove era Ruggier dal Sol nascosto,
Tutto legato e s'una grata steso
Lo trova, all'acque un palmo e men discosto
L'havria in un mese, e in termine piu corto
Per se: senz'altro aiuto il luogo morto,
Leon Ruggiercon gran pietade abbraccia,
E dice Cavallier la tua virtute
Indissolubilmente a te m'allaccia
Di voluntaria eterna servitute.
E vuol che piu il tuo ben, che'l mio mi piaccia
Ne curi per la tua la mia salute,
E che la tua amicitia: al padre e a quanti
Parenti io m'habbia al mondo io metta inanti
Io son Leone: accio tu intenda: figlio
Di Costantin: che vengo a darti aiuto
Come vedi in persona: con periglio
Se mai dal Padre mio sara saputo
D'esser cacciato, o con turbato ciglio
Perpetuamente esser da lui veduto:
Che per la gente laqual rotta e morta
Da te gli fu a Belgrado, odio ti porta.
E seguito piu cose altre dicendo
Da farlo ritornar da morte a vita:
E lo vien tutta volta disciogliendo:
Ruggier gli dice io v'ho gratia infinita:
E questa vita c'hor mi date: intendo
Che sempremai vi sia restituita
Che la vogliate rihavere: & ogni/
Volta che pervoi spenderla bisogni.
Ruggier fu tratto di quel loco oscuro
E in vece sua morto il Guardian rimase,
Ne conosciuto egli ne glialtri furo,
Leon meno Ruggiero alle sue case,
Ove a star seco tacito e sicuro
Per quattro o per sei di gli persuase,
Che rihaver l'arme e'l destrier gagliardo
Gli faria intanto: che gli tolse Ungiardo.
Ruggier fuggito il suo guardian strozzato
Si trova il giorno: e aperta la prigione,
Chi quel, chi questo pensa che sia stato,
Ne parla ogn'un: ne perho alcun s'appone,
Ben di tutti glialtri huomini pensato
Piu tosto si saria che di Leone,
Che pare a molti c'havria causa havuto
Di farne stratio, e non di dargli aiuto.
Riman di tanta cortesia Ruggiero
Confuso si, si pien di maraviglia,
E tramutato si da quel pensiero
Che quivi tratto l'havea tante miglia,
Che mettendo il secondo col primiero
Ne a questo quel, ne questo a quel simiglia,
Il primo tutto era odio ira e veneno,
Di pietade e il secondo, e d'amor pieno.
Molto la notte, e molto il giorno pensa,
D'altro non cura: & altro non disia.
Che da l'obligation che gli havea immensa
Sciorsi:con pari e maggior cortesia,
Gli par se tutta sua vita dispensa
In lui servire: o breve o lunga sia
E se s'espone a mille morti certe
Non gli puo tanto far, che piu non merte.
Venuta quivi in tanto era la nuova
Del bando c'havea fatto il Re di Francia,
Che chi vuol Bradamante habbia a far prova
Con lei di forza, con spada e con lancia:
Questo udir'a Leon si poco giova
Che se gli vede impallidir la guancia:
Perche, come huom che le sue forze ha note
Sa ch'a lei pare in arme esser non puote.
Fra se discorre e vede che supplire
Puo con l'ingegno ove il vigor sia manco
Facendo con sue insegne comparire
QuestoGuerrier: di cui non sa il nome ancho
Che di possanza iudica e d'ardire
Poter star contra a qual si voglia franco,
E crede ben s'a lui ne da l'impresa
Che ne fia vinta Bradamante e presa.
Ma due cose ha da far, l'una disporre
Il Cavallier, che questa impresa accetti,
L'altra nel campo in vece sua lui porre
In modo che non sia chi ne sospetti,
A se lo chiama, e'l caso gli discorre
E pregal poi con efficaci detti
Ch'egli sia quel ch'a questa pugna vegna
Col nome altrui: sotto mentita insegna,
L'eloquentia del Greco assai potea
Ma piu de l'eloquentia potea molto
L'obligo grande che Ruggier gli havea,
Da mai non ne dovere essere isciolto,
Si che quantunque duro gli parea
E non possibil quasi: pur con volto
Piu che con cor giocondo: gli rispose
Ch'era per far per lui tutte le cose.
Benche da fier dolor: tosto che questa
Parola ha detta: il cor ferir si senta,
Che giorno e notte e sempre lo molesta
Sempre l'affligge e sempre lo tormenta,
E vegga la sua morte manifesta
Pur non e mai per dir che se ne penta/
Che prima ch'a Leon non ubbidire
Mille volte non ch'una: e per morire.
Ben certo e di morir, perche se lascia
La Donna: ha da lasciar la vita anchora,
O che l'accorera il duolo e l'ambascia:
O se'l duolo e l'ambascia non l'occorra
Con le man proprie squarciera la fascia
Che cinge l'alma, e ne la trarra fuora,
Ch'ogni altra cosa piu facil gli fia
Che poter lei veder che sua non sia.
Glie di morir disposto, ma che sorte
Di morte voglia far, non sa dir'ancho,
Pensa tal'hora di fingersi men forte
E porger nudo alla Donzella il fianco,
Che non fu mai la piu beata morte
Che se per man di lei venisse manco,
Poi vede se per lui resta che moglie
Sia di Leon, che l'obligo non scioglie.
Perche ha promesso contra Bradamante
Entrare in campo a singular battaglia:
Non simulare, e farne sol sembiante
Si che Leon di lui poco si vaglia:
Dunque stara nel detto suo constante,
E ben che hor questo hor quel pensier l'assaglia
Tutti li scaccia: e solo a questo cede
Ilqual l'eshorta a non mancar di fede.
Havea gia fatto apparecchiar Leone
Con licentia del patre Costantino
Arme e cavalli, e un numer di persone
Qual gli convenne, e entrato era in camino,
E seco havea Ruggiero: a cui le buone
Arme havea fatto rendere e Frontino,
E tanto un giorno, e un'altro e un'altro andaro
Ch'in Francia & a Parigi si trovaro,
Non volse entrar Leon ne la Cittade
E i padiglioni alla campagna tese,
E fe il medesmo di per imbasciate
Che di sua giunta il Re di Francia intese,
L'hebbe il Re caro: e gli fu piu fiate
Donando e visitandolo cortese,
De la venuta sua la cagion disse
Leone: e lo prego che l'espedisse.
Ch'entrar facesse in campo la Donzella
Che marito non vuol di lei men forte,
Quando venuto era per fare o ch'ella
Moglier gli fosse: o che gli desse morte,
Carlo tolse l'assunto, e fece quella
Comparir l'altro di fuor de le porte,
Ne lo steccato, che la notte sotto
All'alte mura fu fatto di botto.
La notte: ch'ando inanzi al terminato
Giorno de la battaglia: Ruggiero hebbe
Simile a quella che suole il dannato
Haver: che la matina morir debbe,
Eletto havea combatter tutto armato
Per ch'esser conosciuto non vorrebbe,
Ne lancia ne destriero adoprar volse:
Ne fuor che'l brando arme d'offesa tolse.
Lancia non tolse: non perche temesse
Di quella d'or che fu de l'Argalia,
E poi d'Astolfo: a cui costei successe:
Che far gli arcion votar sempre solia,
Perche nessun ch'ella tal forza havesse
O fosse fatta per negromantia
Havea saputo: eccetto quel Re solo
Che far la fece: e la dono al figliuolo.
Anzi Astolfo e la Donna che portata
L'haveano poi, credean che non l'incanto
Ma la propria possanza fosse stata
Che dato loro in giostra havesse il vanto,
E che con ogni altra hasta ch'incontrata
Fosse da lor farebbono altretanto.
La cagion sola che Ruggier non giostra
E per non far del suo Frontino mostra.
Che lo potria la Donna facilmente
Conoscer: se da lei fosse veduto,
Perho che cavalcato: e lungamente
In Montalban l'havea seco tenuto,
Ruggier che solo studia e solo ha mente
Come da lei non sia riconosciuto,
Nevuol Frontin: ne vuol cos'altra havere
Che di far di se inditio habbia potere,
A questa impresa un'altra spada volle:
Che ben sapea che contra a Balisarda
Saria ogn'osbergo come pasta molle,
Ch'alcuna tempra quel furor non tarda,
E tutto'l taglio ancho a quest'altra tolle
Con un martello: e la fa men gagliarda:
Con quest'arme Ruggiero al primo lampo
Ch'apparve all'Orizonte: entro nel campo.
E per parer Leon: le sopraveste
Che dianzi hebbe Leon, s'ha messe indosso
E l'Aquila de l'or con le due teste
Porta dipinta ne lo scudo rosso,
E facilmente si potean far queste
Fintion: ch'eraugualmente grande e grosso
L'un come l'altro: appresentossi l'uno
L'altro non si lascio veder d'alcuno.
Era la volunta de la Donzella
Da quest'altra diversa di gran lunga,
Che se Ruggier su la spada martella
Per rintuzzarla che non tagli o punga,
La sua la Donna aguzza, e brama ch'ella
Entri nel ferro, e sempre al vivo giunga:
Anzi ogni colpo si ben tagli e fore
Che vada sempre a ritrovargli il core.
Qual su le mosse il Barbaro si vede
Che'l cenno del partir fugoso attende,
Ne qua: ne la poter fermare il piede:
Gonfiar le nare, e che l'orecchie tende,
Tal l'animosa Donna che non crede
Che questo sia Ruggier con chi contende
Aspettando la tromba par che fuoco
Ne le vene habbia: e non ritrovi loco.
Qual talhor dopo il tuono horrido vento
Subito segue, che sozopra volve
L'ondoso mare, e leva in un momento
Da terra fin'al ciel l'oscura polve,
Fuggon le fiere, e col pastor l'armento,
L'aria in grandine e in pioggia si risolve,
Udito il segno la Donzella tale
Stringe la spada e'l suo Ruggiero assale.
Ma non piu quercia antica o grosso muro
Di ben fondata torre a Borea cede,
Ne piu all'irato mar lo scoglio duro
Che d'ogni intorno il di e la notte il fiede:
Che sotto l'arme il buon Ruggier sicuro
Che gia al Troiano Hettor Vulcano diede,
Ceda all'odio e al furor, che lo tempesta
Hor ne fianchi hor nel petto hor ne la testa
Quando di taglio la Donzella: quando
Mena di punta: e tutta intenta mira
Ove cacciar tra ferro e ferro il brando,
Si che si sfoghi e disacerbi l'ira,
Hor da un lato, hor da un altro il va tentando
Quando di qua, quando di la s'aggira,
E si rode e si duol, che non le avegna
Mai fatta alcuna cosa che disegna.
Come chi assedia una citta: che forte
Sia di buon fianchi: e di muraglia grossa:
Spesso l'assalta: hor vuol batter le porte:
Hor l'alte torri: hor'atturar la fossa,
E pone indarno le sue genti a morte:
Ne via sa ritrovar ch'entrar vi possa,
Cosi molto s'affanna e si travaglia
Ne puo la Donna aprir piastra ne maglia.
Quando allo scudo e quando al buono elmetto
Quando all'osbergo fa gittar scintille,
Con colpi ch'alle braccia al capo al petto
Mena dritti e riversi e mille e mille,
E spessi piu che su'l sonante tetto
La grandine far soglia dele ville,
Ruggier sta su l'avviso: e si difende
Con gran destrezza: e lei mai non offende.
Hor si ferma: hor volteggia, hor si ritira:
E con la man spesso accompagna il piede,
Porge hor lo scudo: & hor la spada gira
Ove girar la man nimica vede,
O lei non fere, o se la fere: mira
Ferirla in parte ove men nuocer crede,
La Donna prima che quel di s'inchine
Brama di dare alla battaglia fine.
Si ricordo del bando: e si ravvide
Del suo periglio se non era presta,
Che se in un di non prende o non uccide
Il suo domandator: presa ella resta,
Era gia presso a i termini d'Alcide
Per attuffar nel mar Phebo la testa
Quando ella comincio di sua possanza
A difidarsi: e perder la speranza.
Quanto manco piu la speranza: crebbe
Tanto piu l'ira: e radoppio le botte,
Che pur quell'arme rompere vorrebbe
Ch'in tutto un di non havea anchora rotte:
Come colui ch'al lavorio che debbe
Sia stato lento: e gia vegga esser notte
S'affretta indarno: si travaglia: e stanca
Fin che la forza a un tempo e il di gli manca
O misera Donzella se costui
Tu conoscessi a cui dar morte brami,
Se lo sapessi esser Ruggier: da cui
De la tua vita pendono li stami,
So ben ch'uccider te prima che lui
Vorresti: che di te so che piu l'ami,
E quando lui Ruggiero esser saprai
Di questi colpi anchor so ti dorrai.
Carlo e molt'altri seco: che Leone
Esser costui credeansi e non Ruggiero,
Veduto come in arme al paragone
Di Bradamante: forte era e leggiero,
E senza offender lei con che ragione
Difender si sapea, mutan pensiero
E dicon ben convengono amendui
Ch'egli e di lei ben degno: ella di lui.
Poi che Phebo nel mar tutt'e nascoso
Carlo, fatta partir quella battaglia,
Giudica che la Donna per suo sposo
Prenda Leon ne ricusar lo vaglia,
Ruggier senza pigliar quivi riposo:
Senz'elmo trarsi: o alleggierirsi maglia,
Sopra un picciol ronzin torna in gran fretta.
A i padiglioni ove Leon l'aspetta,
Gitto Leone al Cavallier le braccia
Due volte e piu: fraternamente al collo,
E poi trattogli l'elmo da la faccia
Di qua e di la con grande amor baciollo:
Vo (disse) che di me sempre tu faccia
Come ti par, che mai trovar satollo
Non mi potrai: che me e lo stato mio
Spender tu possa ad ogni tuo disio.
Ne veggo ricompensa che mai questa
Obligation ch'io t'ho: possi disciorre,
E non s'anchora io mi levi di testa
La mia corona: e a te la venghi a porre,
Ruggier di cui la mente ange e molesta
Alto dolore: e che la vita abhorre
Poco risponde: e l'insegne gli rende
Che n'havea haute e'l suo Liocorno prende
E stanco dimostrandosi e svogliato
Piu tosto che pote da lui levosse,
Et al suo alloggiamento ritornato
Poi che fu meza notte, tutto armosse,
E sellato il destrier senza commiato
E senza che d'alcun sentito fosse
Sopra vi salse: e si drizzo al camino
Che piu piacer gli parve al suo Frontino.
Frontino hor per via dritta: hor per via torta:
Quando per selve: e quando per campagna:
Il suo Signor tutta la notte porta
Che non cessa un momento che non piagna:
Chiama la morte, e in quella si conforta
Che l'ostinata doglia sola fragna,
Ne vede: altro che morte: chi finire
Possa l'insopportabil suo martire.
Di chi mi debbo ohime (dicea) dolere
Che cosi m'habbia a un punto ogni ben tolto?
Deh s'io non vo l'ingiuria sostenere
Senza vendetta: incontra a cui mi volto?
Fuor che me stesso altri non so vedere
Che m'habbia offeso & in miseria volto,
Io m'ho dunque di me contra a me stesso
Da vendicar: c'ho tutto il mal commesso.
Pur quando io havessi fatto solamente
A me l'ingiuria: a me forse potrei
Donar perdon se ben difficilmente:
Anzi vo dir che far non lo vorrei,
Hor quanto, poi che Bradamante sente
Meco l'ingiuria ugual, men lo farei?
Quando bene a me anchora io perdonassi
Lei non convien ch'invendicata lassi.
Per vendicar lei dunque debbo e voglio
Ogni modo morir: ne cio mi pesa
Ch'altra cosa non so ch'al mio cordoglio
Fuor che la morte far possa difesa.
Ma sol ch'allhora io non mori mi doglio
Che fatto anchora io non le haveva offesa,
O me felice s'io moriva allhora
Ch'era prigion de la crudel Theodora.
Se ben m'havesse ucciso tormentato
Prima ad arbitrio di sua crudeltade,
Da Bradamante almeno havrei sperato
Di ritrovare al mio caso pietade,
Ma quando ella sapra c'havro piu amato
Leon di lei: e di mia volontade
Io mene sia: perc'egli l'habbia: privo,
Havra ragion d'odiarmi e morto e vivo
Questo dicendo e molte altre parole
Che sospiri accompagnano e singulti,
Si trova all'apparir del nuovo Sole
Fra scuri boschi, in luoghi strani e inculti,
E perche e disperato: e morir vuole:
E piu che puo ch'el suo morir s'occulti
Questo luogo gli par molto nascosto
Et atto a far quant'ha di se disposto
Entra nel folto bosco ove piu spesse
L'ombrose frasche e piu intricate vede,
Ma Frontin prima al tutto sciolto messe
Da se lontano: e liberta gli diede,
O mio Frontin (gli disse) s'ame stesse
Di dare a merti tuoi degna mercede
Havresti a quel destrier da invidiar poco
Che volo al cielo, e fra le stelle ha loco.
Cillaro so non fu: non fu Arione
Di te miglior: ne merito piu lode:
Ne alcun'altro destrier di cui mentione
Fatta da Greci o da Latini s'ode,
Se ti fur par ne l'altre parti buone
Di questa so ch'alcun di lor non gode,
Di potersi vantar c'havuto mai
habbia il pregio e l'honor che tu havuto hai
Poi ch'alla piu che mai sia stata: o sia
Donna gentile e valorosa e bella
Si caro stato sei: che ti nutria
E di sua man ti ponea a freno e sella,
Caro eri alla mia Donna, ah perche mia
La diro piu? se mia non e piu quella?
S'io l'ho donata ad altri? ohime che cesso
Di volger questa spada hora in me stesso?
Se Ruggier qui s'affligge e si tormenta
E le sere e gli augelli a pieta muove,
(Ch'altri non e che questi gridi senta
Ne vegga il pianto che nel sen gli piove,)
Non dovete pensar che piu contenta
Bradamante in Parigi si ritrove,
Poi che scusa non ha che la difenda:
O piu l'indugi: che Leon non prenda.
Ella prima c'havere altro consorte
Che'l suo Ruggier: vuol far cio che puo farsi,
Mancar del detto suo: Carlo e la corte
I parenti e gli amici inimicarsi,
E quando altro non possa al fin la morte
O col veneno o con la spada darsi,
Che le par meglio assai non esser viva
Che vivendo restar di Ruggier priva.
Deh Ruggier mio (dicea) dove sei gito?
Puote esser che tu sia tanto discosto
Che tu non habbi questo bando udito?
A nessun'altro fuor ch'a te nascosto?
Se tul sapesse io so che comparito
Nessun'altro saria di te piu tosto,
Misera me ch'altro pensar mi deggio
Se non quel che pensar si possa peggio?
Come e Ruggier possibil che tu solo
Non habbi quel che tutto il mondo ha inteso?
Se inteso l'hai, ne sei venuto a volo,
Come esser puo che non sii morto o preso?
Ma chi sapesse il ver: questo figliuolo
Di Costantin t'havra alcun laccio teso
Il traditor t'havra chiusa la via
Accio prima di lui tu qui non sia.
Da Carlo impetrai gratia ch'a nessuno
Men di me forte, havessi ad esser data,
Con credenza che tu fossi quell'uno
A cui star contra io non potessi armata:
Fuor che te solo io non stimava alcuno:
Ma de laudacia mia m'ha Dio pagata,
Poi che costui: che mai piu non fe impresa
D'honore in vita sua: cosi m'ha presa.
Se perho presa son per non havere
Uccider lui ne prenderlo potuto,
Ilche non mi par giusto: ne al parere
Mai son per star ch'in questo ha Carlo havuto,
So ch'inconstante io mi faro tenere
Se da quel c'ho gia detto hora mi muto,
Ma ne la prima son, ne la sezzaia
Laqual paruta sia inconstante, e paia.
Basti che nel servar fede al mio amante
D'ogni scoglio piu salda mi ritrovi:
E passi in questo di gran lunga: quante
Mai furo a i tempi antichi o sieno a i nuovi
Che nel resto mi dichino incostante
Non curo: pur che l'incostantia giovi:
Pur ch'io non sia di costui torre astretta
Volubil piu che foglia ancho sia detta.
Queste parole & altre ch'interrotte
Da sospiri e da pianti erano spesso
Segui dicendo tutta quella notte
Ch'all'infelice giorno venne appresso,
Ma poi che dentro alle Cimerie grotte
Con l'ombre sue Notturno fu rimesso,
Il Ciel ch'eternamente havea voluto
Farla di Ruggier moglie le die aiuto.
Fe la mattina la Donzella altiera
Marphisa inanzi a Carlo comparire,
Dicendo ch'al fratel suo Ruggier'era
Fatto gran torto, e nol volea patire,
Che gli fosse levata la mogliera
Ne pure una parola glie ne dire,
E contra chi si vuol di provar toglie
Che Bradamante di Ruggiero e moglie
E inanzi a glialtri a lei provar lo vuole
Quando pur di negarlo fosse ardita,
Ch'in sua presentia ella ha quelle parole
Dette a Ruggier, che fa chi si marita,
E con la cerimonia che si suole
Gia si tra lor la cosa e stabilita:
Che piu di se non possono disporre
Ne l'un l'altro lasciar per altri torre.
Marphisa o'l vero o'l falso che dicesse
Pur lo dicea: ben credo con pensiero
Perche Leon piu tosto interrompesse
A dritto e a torto che per dire il vero,
E che di volontade lo facesse
Di Bradamante: che a rihaver Ruggiero
Et escluder Leon: ne la piu honesta
Ne la piu breve via vedea di questa.
Turbato il Re di questa cosa molto
Bradamante chiamar fa immantinente,
E quanto di provar Marphisa ha tolto
Le fa sapere, & ecci Amon presente,
Tien Bradamante chino a terra il volto
E confusa non niega ne consente,
In guisa che comprender di leggiero
Si puo, che Marphisa habbia detto ilvero
Piace a Rinaldo e piace a quel d'Anglante
Tal cosa udir: ch'esser potra cagione
Che'l parentado non andra piu inante
Che gia conchiuso haver, credea Leone,
E pur Ruggier la bella Bradamante
Malgrado havra del'ostinato Amone,
E potran senza lite: e senza trarla
Di man per forza al padre, a Ruggier darla
Che se tra lor queste parole stanno
La cosa e ferma: e non andra per terra,
Cosi atterran quel che promesso gli hanno
Piu honestamente e senza nuova guerra,
Questo e diceva Amon) questo e un'inganno
Contra me ordito: ma'l pensier vostro erra
Ch'anchor che fosse ver quanto voi finto
Tra voi v'havete, io non son perho vinto,
Che prosuposto (che ne anchor confesso
Ne vo credere anchor) c'habbia costei
Scioccamente a Ruggier cosi promesso
Come voi dite, e Ruggiero habbia a lei,
Quando e dove fu questo? che piu espresso
Piu chiaro e piano intenderlo vorrei,
Stato so che non e se non e stato,
Prima che Ruggier fosse battezato.
Ma segli e stato inanzi che Christiano
Fosse Ruggier, non vo che me ne caglia,
Ch'essendo ella Fedele: egli Pagano:
Non credero che'l matrimonio vaglia,
Non si debbe per questo essere in vano
Posto al risco Leon dela battaglia:
Ne il vostro Imperator credo vogli ancho
Venir del detto suo per questo manco.
Quel c'hor mi dite era da dirmi quando
Era intera la cosa: ne anchor fatto
A prieghi di costei Carlo havea il bando
Che qui Leone alla battaglia ha tratto,
Cosi contra Rinaldo e contra Orlando
Amon dicea: per rompere il contratto
Fra quei duo amanti, e Carlo stava a udire
Ne per l'un ne per l'altro volea dire.
Come si senton s'Austro o Borea spira
Per l'alte selve murmurar le fronde:
O come soglion s'Eolo s'adira
Contra Nettunno: al lito fremer l'onde,
Cosi un rumor che corre, e che s'aggira
E che per tutta Francia si difonde,
Di questo da da dire, e da udir tanto
Ch'ogni altra cosa e muta in ogni canto.
Chi parla per Ruggier: chi per Leone
Ma la piu parte e con Ruggiero in lega:
Son dieci e piu: per un che n'habbia Amone
L'Imperator ne qua ne la si piega:
Ma la causa rimette alla ragione
Et al suo parlamento la delega,
Hor vien Marphisa poi ch'e diferito
Lo sponsalitio, e pon nuovo partito.
E dice conciosia ch'esser non possa
D'altri costei fin che'l fratel mio vive:
Se Leon la vuol pur, suo ardire e possa
Adopri si, che lui di vita prive,
E chi manda di lor l'altro alla fossa:
Senza rivale al suo contento arrive,
Tosto Carlo a Leon fa intender questo
Come ancho intender gli havea fatto il resto.
Leon che quando seco il cavalliero
Del Liocorno sia: si tien sicuro
Di riportar vittoria di Ruggiero,
Ne gli habbia alcun assunto a parer duro.
Non sappiendo che l'habbia il dolor fiero
Tratto nel bosco solitario e oscuro,
Ma che per tornar tosto, uno o due miglia
Sia andato a spasso: il mal partito piglia.
Ben sene pente in breve: che colui
Delqual piu del dover si promettea
Non comparve quel di: ne gli altri dui
Che lo seguir, ne nuova se n'havea,
E tor questa| battaglia senza lui
Contra Ruggier: sicur non gli parea,
Mando per schivar dunque danno e scorno
Per trovar il Guerrier dal Liocorno.
Per cittadi mando ville e castella
D'appresso e da lontan: per ritrovarlo:
Ne contento di questo :monto in sella
Egli in persona, e si pose a cercarlo,
Ma non n'havrebbe havuto gia novella
Ne l'havria havuta huomo di quei di Carlo
Se non era Melissa: che fe quanto
Mi serbo a farvi udir ne l'altro canto.