Canto XLVIII

By Giovanni Boccaccio

Graziosamente si feciono onore

quivi insieme le donne, ed in brieve

l'una dell'altra conobbe il valore.

– Ora mi fia –, la prima donna, – lieve –,

ver me rivolta disse, – farti quella

grazia che per adietro m'era grieve.

Dolce, cara e benigna mia sorella

tengo costei, e s' tu m'avessi detto

di lei il nome, già saremmo ad ella,

è gran pezza, venuti nel conspetto.

Costei sanza 'l fedel consiglio mio

non ferma fatto né compon suo detto:

dunque per tale essemplo il tuo disio

rafrena e serva il verace piacere,

il qual più volte t'ho già mostrat'io.

Intero fa che servi il suo parere:

altro che ben non ten potrà seguire,

però ch'ell'ha ver te il mio volere –.

Lei prese poi per mano e così a dire

incominciò: – Figliuola di virtute,

cui questi qui del tutto vuol servire

ognor con più disio, per sua salute

pensa, sì ch'egli, ch'ogn'altra ha lasciata

per servir te, con laude dovute

ringrazi te, cui elli ha essaltata

nel mio conspetto tanto che giammai

nulla ne fu per tal modo lodata.

Ond'io udendo ciò immaginai

che fuor che tu altr'esser non potea,

e però a venir qui m'inviai –.

Ove poi per la destra mi prendea

e davami a costei, così dicendo

ancora inver di lei, ciò mi parea:

– Non ebbe questi mai fren che tenendo

andasse in modo buon sua giovanezza,

se non, ch'io ora di porgliele intendo,

dirizzando esso verso quella altezza

onde tu discendesti a dimostrare

alli mondan quaggiù la tua bellezza.

Imperciò ch'io il sento ancora a fare

a te ogni servigio molto presto,

per la fé che mi dei ti vo' pregare,

ogni cagion rimossa, che in questo

e' sia in quanto può racomandato,

drizzando lui col tuo parlare onesto

là ove sia onorevole stato

di lui e tuo e suo contentamento,

in modo che a me non sia disgrato.

Io il ti dono tutto, i''l ti presento:

sempre sia tuo, né giammai sia ardito

di sé partir dal tuo comandamento –.

E poi rivolta a me mi disse: – Udito

hai ch'io t'ho dato a questa: fa che 'n guisa

la servi che 'l mio don sia gradito.

Tiella per donna tua, né mai divisa

sia da lei l'alma tua fin che la vita

dal mortal colpo in te non è conquisa.

Or qui alquanto per questa fiorita

campagna dolcemente ti riposa,

sì che poi sie più forte alla salita

dove menarti intendo, e la gioiosa

donna con noi, acciò che la via

del tutto paia a ciascun dilettosa –.

Io dissi allor: – Madonna, così sia!

se tal grazia mi fai, quando ti piace

a tal camin con noi dietro t'invia.

Manifesto conosco altro che pace

io non potrei aver, poi questa vene

che per conforto sola nel cor giace,

ond'io sento alleggiare le mie pene.

Dio voglia ch'ella ci stia lungamente,

con allegrezza aggiugnendoci bene! –.

Ridendo e festeggiando insiememente

su per l'erbette insieme n'andavamo

e d'amor ragionando lietamente.

Ora innanzi ora 'ndietro tornavamo,

e talora cogliendo erbette e fiori

sopra li verdi prati abassavamo,

rinnovando con gli occhi più gli ardori

degli animi, e andando per la via

soave al naso per diversi odori.

E con colei ch'a me più agradia

cercando ogni boschetto, noi soletti,

sanza la donna ch'adietro venia,

n'andavan tutti prendendo diletti;

tanto che quella, entrati in chiuso loco,

più non vedemmo, onde: – Ciascun s'assetti –,

dicendo, – qui or aspettianla un poco –.