Canto XVII

By Giovanni Boccaccio

Rimaser queste adunque quivi; e quando

più non poteron Diana vedere,

chinaron gli occhi tacite aspettando.

Poi la donna gentile, che a sedere

già s'era posta, si dirizzò e loro:

«Così farete» disse «al mio parere,

chiamando in voce pria l'aiutoro

di Venus santa Dea, madre d'Amore;

e, coronata ciascuna d'alloro,

sacrificio faremo al suo onore

della presente preda lietamente,

sì che s'accresca in noi il suo valore».

A tutte piacque; onde liberamente,

acceso il foco nella preda, a dire

cominciar tutte assai divotamente:

«O santa Dea, poich'è nostro disire,

per la virtù del nostro sacrificio

non isdegnar le nostre voci udire:

ma pietosa al tuo giocondo officio

per merito de' nostri preghi umili,

ricevi noi e per tuo beneficio.

Caccia de' petti nostri i pensier vili,

e per la tua virtù fa eccellenti

gli animi nostri, e' cor larghi e gentili.

Deh, fa sentire a noi quanto piacenti

sieno gli effetti tuoi, e facci ancora,

alcuno amando, gli animi contenti».

Così pregando, non fé gran dimora,

che una chiara e bella nuvoletta

venendo si fermò sovr'esse allora;

sopra la quale ignuda giovinetta

apparve lor dicendo: «Io son colei

da cui, pregando voi, ciascuno aspetta

grazia; e prometto a voi, per gli alti dei,

che ciascheduna avrà la dimandata,

ch'è degna di seguire i passi miei».

E poi, verso del foco rivoltata,

non so che disse: se non che di fori,

ciascuna fiera che v'era infiammata

mutata in forma d'uom, di quelli ardori

usciva giovinetto gaio e bello,

tutti correndo sopra 'l verde e' fiori.

E tutti entravan dentro al fiumicello,

e, quindi uscendo ciascun, d'un vermiglio

e nobil drappo si facean mantello.

Ciascuno era fresco come un giglio;

a cui Venus rivolta disse: «State

per mio comando e per util consiglio

suggetti a queste donne, e loro amate

fin che meriterete aver vittoria

del vostro affanno insieme con pietate».

E questo detto, al ciel della sua gloria

veloce sen volò, lasciando a' petti

di tutti segno d'etterna memoria.

Nel verde prato diversi diletti

alcun prendeano, e sospirando alcuni

givan cogliendo diversi fioretti,

tutti aspettando li promessi doni.