Canto .XXIII.
e Gran contrasto in giovenil pensiero
desir di laude: & impeto d amore:
ne chi piu vaglia anchor si truova il vero
che resta hor questo hor quel superiore
quivi hebbe in luno e in laltro cavalliero
molta possanza il debito & lhonore
che lamorosa lite se intermesse
fin che soccorso il campo lor si havesse
Ma piu vi lhebbe Amor: che se non era
che cosi commando la donna loro
non si sogliea quella battaglia fera
che lun nhavrebbe il triumphale alloro
et Agramante in van con la sua schiera
laiuto havria aspettato di costoro
dunque Amor sempre rio non se ritruova
se spesso nuoce: ancho talvolta giova
Hor luno & laltro cavallier pagano
che tutti han differiti i suoi litigi
van per salvar lo exercito Aphricano
con la donna gentil verso Parigi
& va con essi anchora il piccol Nano
che seguito del Tartaro i vestigi
fin che con lui condotto a fronte a fronte
havea quivi il geloso Rodomonte
Capitaro in un prato: ove a diletto
erano cavallier sopra un ruscello
dui disarmati: & dui chavean lelmetto
e una donna con lor di viso bello
chi fusser quelli: altrove vi fia detto
hor non che di Rugger prima favello
del buon Ruggier: di cui vi fu narrato
chavea summerso il bel scudo incantato
Non era ito lontan dal pozzo un miglio
che venir un correr vide a gran corso
un de quei chel Re dAphrica & Marsiglio
mandava in fretta a dimandar soccorso
fermar Rugger lo fece eudi il periglio
di quei che agli suo amici havean ricorso
lobligatione alhora si fe inante
che grande havea Ruggero al Re Agramante
Fu da molti pensier ridutto in forse
ch assalito lhavean tutti in un tratto
ma qual per lo miglior dovesse torse
ne luogo havea ne tempo a pensar atto
lascio andare il messaggio e il freno torse
la dove fu da quella donna tratto
chadhor adhor in modo laffrettava
che nessun tempo dindugiar gli dava
Quindi seguendo il camin preso: venne
(gia declinando il Sole) ad una terra
chel Re Marsiglio in mezo Francia tenne
tolta di man di Carlo in quella guerra
ne al ponte ne alla porta si ritenne
che non gli niega alcuno il passo o serra
ben ch intorno al rastrello e in su le fosse
gran quantita dhuomini & darme fosse
Per che era connosciuta da la gente
quella donzella chavea in compagnia
fu lasciato passar liberamente
ne dimanda o pur donde venia
giunse alla piazza & di fuoco lucente
& piena la trovo di gente ria
& vide in mezo star con viso smorto
il giovene dannato ad esser morto
Ruggier come gli alzo gliocchi nel viso
che chino a terra 6 lachrymoso stava
di veder Bradamante gli fu aviso
tanto il giovine a lei rassimigliava
piu dessa gli parea quanto piu fiso
al volto e alla persona il riguardava
et fra se disse: o questa e Bradamante
o ch io non son Ruggier come ero inante
Per troppo ardir si sera forse messa
del garzon condennato: alla difesa
& poi che mal la cosa le e successa
ne sara stata (come io vegho) presa
deh perche tanta fretta? che con essa
non potessi trovarmi a questa impresa
ma Dio ringratio: che ci son venuto
che a tempo anchora: io potro darle aiuto
Et sanza piu indugiar la spada stringe
(chavea al altro castel rotta la lancia)
e adosso il vulgo inerme il caval spinge
su pei fianchi pel petto: & per la pancia
mena la spada acerco: & a chi cinge
la fronte: a chi la gola: a chi la guancia
fugge il popul gridando: & la gran frotta
resta: o sciancata: o con la testa rotta
Come stormo daugei ch in ripa a un stagno
vola sicuro: e a sua pastura attende
s improviso dal ciel falcon grifagno
lor da nel mezo: & un ne batte o prende
si sparge in fuga: ognun lascia il compagno
& sol dil scampo suo cura si prende
cosi veduto havreste far costoro
tosto chel buon Ruggier diede fra loro
A quattro o sei dal collo i capi netti
levo Ruggier: ch indi a fuggir fur lenti
ne divise altretanti in sino a i petti
sin agli occhi infiniti & sin ai denti
conciedero che non trovasse elmetti
ma ben di ferro assai cuffie lucenti
& se fini elmi ancho vi fusser stati
son certo che non men glihavria tagliati
La forza di Ruggier non era quale
hor si ritruovi in cavallier moderno
ne in Orso: ne in Leon: ne in animale
altro piu fiero: o nostrano: od esterno
le seria forse il terremoto uguale
o il gran diavol: non quel de lo inferno
ma quel del mio Signor: che va col fuoco
che a cielo et terra & mar dar si fa loco
Dogni suo colpo mai non cadea manco
d un huomo in terra: et le piu volte un paio
& quattro a un colpo & cinque ne uccise ancho
si che si venne presto al centinaio
tagliava il brando che trasse dal fianco
come un tenero latte il duro acciaio
Falerina per dar morte ad Orlando
fe nel giardin dOrgagna il crudel brando
Haverlo fatto poi ben le rincrebbe
chel suo giardin disfar vide con esso
che stratio dunque: che ruina debbe
far hor: ch in man di tal guerriero e messo?
se mai Ruggier furor: se mai forza hebbe
se mai fu lalto suo valor expresso
qui lhebbe: il pose qui: qui fu veduto
sperando dar alla sua donna aiuto
Qual fa la lepre contra i cani sciolti
facea la turba contra lui riparo
quei che restaro uccisi furon molti
furon infiniti quei ch in fuga andaro
havea la donna in tanto i lacci tolti
ch ambe le mani al giovine legaro
et come pote meglio presto armollo
gli die una spada in mano e un scudo al collo
Egli che molto e offeso piu che puote
si cerca vendicar di quella gente
& quivi son si le sue forze note
che riputar si fa prodo & valente
gia havea attuffato le dorate ruote
il Sol ne la marina dOccidente
quando Ruggier vittorioso: & quello
giovine seco: uscir fuor del castello
Quando il garzon sicuro de la vita
con Ruggier si trovo fuor de le porte
gli rende molta gratia & infinita
con gentil modi & con parole accorte
che non lo connoscendo a dargli aita
si fusse messo a rischio de la morte:
& prego chel suo nome gli dicesse
per sapere a chi tanto obligo havesse
Vegho (dicea Ruggier) la faccia bella
& le belle fattezze: e il bel sembiante
ma la suavita de la favella
non odo gia de la mia Bradamante
ne la relation di gratie: e quella
ch ella usar debbia al suo fedel amante
ma se pur questa e Bradamante: hor come
ha si presto in oblio messo il mio nome?
Per ben saperne il certo: accortamente
Ruggier gli disse: io vho veduto altrove
& ho pensato: & penso: & finalmente
non so ne posso ricordarmi dove
ditemel voi se vi ritorna a mente
& fate chel nome ancho udir mi giove
accio che saper possa a cui mia aita
dal fuoco habbia salvata hoggi la vita
Che voi mhabiate visto esser potria
(rispose quel) che non so dove o quando
ben vo pel mondo anch io la parte mia
strane aventure hor qua hor la cercando
forse una mia sorella stata fia
che veste larme: & porta al lato il brando
che nacque meco: & tanto mi somiglia
che non ne puo discerner la famiglia
Ne primo ne secondo voi ne quarto
sete di quei che errato habbieno in questo
la donna ch ambi noi produsse a un parto
lun da laltro non scorge cosi presto
glie vero chel mio crin raccorcio & sparto
secondo il militar costume honesto
& il suo lungo: e in treccia al capo avolta
ci solea far gia differentia molta
Ma poi ch un giorno ella ferita fu
nel capo (lungo saria a dirvi come)
& per sanarla un servo di Iesu
a meza orecchia le taglio le chiome
alcun segno tra nui non resto piu
di differentia: fuor chel sesso e il nome
Ricciardetto son io: Bradamante ella
io fratello a Rinaldo: essa sorella
Et se non vincrescesse lascoltare
cosa direi che vi faria stupire
occorsa per lun laltro assimigliare
che fu al principio gioia: e al fin martire
Ruggier che non volea daltro parlare
ne daltra historia gli piacea piu udire
che dove alcun ricordo intervenisse
de la sua donna: il prego si: che disse
Accadde a questi di: che pei vicini
boschi passando la sorella mia
ferita da uno stuol de Saracini
che la trovar senza elmo in su la via
& fu constretta di scorciarse i crini
se volse risanar la piaga ria
chavea con gran periglio ne la testa
& cosi scorcia erro per la foresta
Errando giunse ad una ombrosa fonte
& perche afflitta & stanca ritrovosse
da caval scese: & disarmo la fronte
& su le tenere herbe addormentosse
io non credo che fabula si conte
che piu di questa historia bella fosse
Fiordispina di Spagna soprarriva
che per cacciar nel bosco ne veniva
Et quando ritrovo la mia sirocchia
tutta coperta darme excetto il viso
chavea la spada in luogo di conocchia
le fu veder un cavallier aviso
la faccia: & le viril: fattezze adocchia
tanto chel cor se ne senti conquiso
la invita a caccia: & tra le ombrose fronde
lunge da glialtri al fin seco se asconde
Poi che lha seco in solitario loco
dove non teme desser sopraggiunta
con cenni & con parole a poco a poco
le scopre il fisso cor di grave punta
& hor con sguardi: hor con suspir di fuoco
le mostra lalma di disio consunta
hor si scolora in viso: hor si raccende
tanto s arrischia ch un bacio ne prende
La mia sorella havea ben connosciuto
che questa donna in cambio lhavea tolta
ne dar poteale a quel bisogno aiuto
& si trovava in grande impaccio avolta
glie meglio (dicea seco) s io rifiuto
questa havuta di me credenza stolta
& dimostrarmi femina gentile
che esser tenuta un huom da poco & vile
Et dicea il ver: chera viltade expressa
conveniente ad huom di legno o stucco
con cui si bella donna fusse messa
piena di dolce & di nectareo succo
& tuttavia stesse a parlar con essa
tenendo basse lale come il cucco
con modo accorto il suo parlar ridusse
che venne a dir come donzella fusse
Che gloria: qual gia Hippolyta & Camilla
cercava in larme: e in Aphrica era nata
sul lito estremo in la terra dArzilla
a scudo & lancia da fanciulla usata
per questo non si smorza una scintilla
del fuoco de la donna inamorata
questo rimedio allalta piaga e tardo
tanto havea Amor cacciato inanzi il dardo
Per questo non le par men bello il viso
men belli i sguardi: & men belli costumi
per cio non torna il cor che gia diviso
da lei godea dentro gli amati lumi
vedendola in quel habito le aviso
che puo far chel desir non la consumi
& quando che e pur femina ella pensa
lachryma et geme: e mostra doglia immensa
Chavesse il suo ramarico e il suo pianto
quel giorno udito havria pianto con lei
quai tormenti (dicea) furon mai tanto
crudel: che piu non sian crudeli i miei
dognaltro amor: o scelerato: o santo
il desiato fin sperar potrei
saprei partir la rosa da le spine
solo il mio desiderio e senza fine
Se pur volevi Amor darmi tormento
che tincrescesse il mio felice stato
dalcun martir dovevi star contento
che fusse anchor ne gli altri amanti usato
tra gli huomini: tra le fiere: & tra larmento
femina mai non ha femina amato
non par la donna all altre donne bella
ne a cervie cervia: ne alle agnelle agnella
In terra: in aria: in mar: sola son io
che patisco da te si duro scempio
& questo hai fatto accio che lerror mio
sia nel imperio tuo lultimo exempio
la moglie del Re Nino hebbe disio
amando il figlio scelerato & empio
& Myrrha il padre: & la Cretense il Toro
ma glie piu folle il mio ch alcun di loro
La femina nel maschio fe disegno
speronne il fine: & hebbelo come odo
altra si chiuse in la vacca di legno
altre per varii mezi: & vario modo
ma se volasse a me con ogni ingegno
Dedalo: non potria scioglier quel nodo
che fece il mastro troppo diligente
Natura dogni cosa piu possente
Cosi si duole & si consuma et ange
la bella donna: & non se accheta in fretta
talhor si batte il viso o il capel frange
& di se: contra se: cerca vendetta
la mia sorella per pieta ne piange
et e a sentir di quel dolor constretta
del folle et van disio si studia trarla
ma non fa alcun profitto: e in vano parla
Ella ch aiuto cerca: & non conforto
sempre piu si lamenta & piu si duole
era del giorno il termine homai corto
che rosseggiava in Occidente il Sole
hora opportuna da ritrarsi in porto
a chi la notte al bosco star non vuole
quando la donna invito Bradamante
a questa terra sua poco distante
Non le seppe negar la mia sorella
et cosi insieme ne vennero al loco
dove la turba scelerata & fella
posto m havria (se tu non v eri) al fuoco
fece la dentro Fiordispina bella
la mia sirocchia accarezzar non poco
& rivestita di feminil gonna
connoscer fe a ciascun ch ella era donna
Pero che connoscendo che nessuno
util traeha da quel virile aspetto
non le parve ancho di voler ch alcuno
biasmo di se per questo fusse detto
fello ancho accio chel mal chavea da luno
virile habito errando gia concetto:
con laltro feminil scoprendo il vero
provassi di cacciar fuor del pensiero
Commune il letto hebbon la notte insieme
ma molto differente hebbon riposo
che luna dorme: et laltra piange e geme
del suo desir che sempre e piu focoso
et sel sonno talhor gli occhi le preme
quel breve sonno e tutto imaginoso
le par veder chel ciel le habbia concesso
Bradamante cangiata in miglior sesso
Quale allo infermo acceso di gran sete
se in quella ingorda voglia se addormenta
nel interrotta et turbida quiete
ogni chiaro ruscel se gli ramenta
tale a costei di far sue voglie liete
la imagine del sonno rappresenta
si desta: & nel destar mette la mano
& ritruova pur sempre il sogno vano
Quanti prieghi la notte: quanti voti:
offerse al suo Machone: e a tutti i dei
che con miracoli apparenti & noti
mutassero in miglior sesso costei
ma tutti vede andar deffetto vuoti
& forse anchora il ciel ridea di lei
passa la notte: & Phebo il capo biondo
traeha del mar & dava luce al mondo
Poi chel di venne & che lasciaro il letto
a Fiordispina s augumenta doglia
che Bradamante ha del partir gia detto
ch uscir di questo impaccio havea gran voglia
la gentil donna un ottimo ginetto
in don da lei vuol che partendo toglia
guarnito doro: & una sopravesta
che riccamente ha di sua man contesta
Accompagnolla un pezzo Fiordispina
poi lachrymando a suoi fece ritorno
la mia sorella si ratto camina
che venne a Montalbano ancho quel giorno
noi suoi fratelli: & la madre meschina
tutti le semo festeggiando intorno
che: di lei non sentendo: havammo forte
dubbio havuto & timor de la sua morte
Mirammo al trar del elmo il mozzo crine
che intorno al capo prima s avolgeva
cosi le sopraveste peregrine
ne fer maravigliar ch indosso haveva
& ella il tutto dal principio al fine
narronne (come dianzi io vi diceva)
come ferita fusse al bosco: & come
lasciasse per guarir le belle chiome
E come poi dormendo in ripa all acque
la bella cacciatrice sopraggiunse
a cui la falsa sua sembianza piacque
& come da la schiera la disgiunse
poi del lamento dessa non ne taccque
che di pietade lanima le punse
& come alloggio seco & tutto quello
che fece sin che ritorno al castell o
Di Fiordispina gran notitia hebbi io
chin Siragoza: & gia la vidi in Francia
& piacquer molto allo appetito mio
li suoi begli occhi: & la polita guancia
ma non lasciai fermarvisi il disio
che lamar senza speme: e sogno & ciancia
hor quando in tal ampiezza mi si porge
lantiqua fiamma subito risorge
Di queste speme Amor ordisce il nodo
che daltre fila ordir non lo potea
onde mi piglia & mostra insieme il modo
che da la donna havrei quel ch io chiedea
a succeder sera facile il frodo
che come spesso altri ingannato havea
questo: che a mia sorella mi assimiglio:
cosi fara la figlia di Marsiglio
Faccio o non faccio in somma io mi dispono
provar la mia aventura: o buona: o ria
del mio pensier con altri non ragiono
tanto aspettai ch in casa si dormia
tacito vo la dove larme sono
& sopraveste de la sora mia
tolgole col destriero: & via camino
ne sto aspettar che luca il matutino
Io me ne vo la notte: Amore e duce
a ritrovar la bella Fiordispina
& vi arrivai che non era la luce
del Sole al tutto ascosa in la marina
beato e chi correndo si conduce
prima de glialtri a dirlo a la Reina
da lei sperando per lo annuntio buono
acquistar gratia: & riportar gran dono
Tutti mhaveano tolto cosi in fallo
come hai tu fatto anchor: per Bradamante
tanto piu che le vesti hebbi e il cavallo
con che partita era ella il giorno inante
vien Fiordispina di poco intervallo
con feste incontra: & con carezze tante
& con si allegro viso & si giocondo
che farne piu non si potrebbe al mondo
Le belle braccia al collo indi mi getta
& dolcemente stringe & bacia in bocca
tu puoi pensar allhor se la saetta
dirizzi Amor se in mezo il cor mi tocca
per man mi piglia: e in camera con fretta
mi mena: & non ad altri ch a lei tocca
che da lelmetto in sino allo spron mi slacci
che nessuno ella vuol che se ne impacci
Poi fattasi arrecare una sua veste
adorna & ricca: di sua man la spiega
& come io fussi femina mi veste
e in reticella doro il crin mi lega
io fingea i sguardi & le maniere honeste
che donna io sia nessun mio gesto niega
la voce che accusar mi potea forse
si bene usai ch alcun non se ne accorse
Uscimmo poi la dove erano molte
persone in sala cavallieri & donne
da quali fummo con lhonor raccolte
ch alle Regine fassi & gran madonne
quivi alcuni mi risi io piu volte
che non sappiendo cio che sotto gonne
si nascondesse valido & gagliardo
mi vagheggiavan con lascivo sguardo
Poi che si fece la notte piu grande
et gia un pezzo la mensa era levata
la mensa: che fu d ottime vivande
secondo la stagion apparecchiata
non aspetta la donna ch io dimande
quel che m era cagion del venir stata
ella me invita per sua cortesia
che quella notte a giacer seco io stia
Poi che donne donzelle hormai levate
si fur et paggi et camerer dintorno
essendo ambe nel letto dispogliate
co i torchi accesi che parea di giorno
io cominciai non vi maravigliate
Madonna se si presto a voi ritorno
che vi dovate andare imaginando
di non mi riveder fin Dio sa quando
La cagion diro prima del partire
accio intendiate del ritorno anchora
s io havessi havuto speme intepidire
il vostro ardente amor con mia dimora
vivere in vostro servitio & morire
voluto havrei: ne starne senza un hora
ma visto quanto il star mio vi nocessi
per non poter far meglio: andare elessi
Fortuna mi tiro fuor del camino
in mezo un bosco d intricati rami
dove odo un grido risonar vicino
come di donna che soccorso chiami
vi accorro: & sopra un lago crystallino
ritruovo un Fauno chavea preso a glihami
in mezo lacqua una donzella nuda
& mangiarse il crudel la volea cruda
Cola mi trassi: & con la spada in mano
(perche aiutar non la potea altrimente)
tolsi di vita il pescator villano
ella salto nel acqua immantinente
non mi havrai (disse) dato aiuto in vano
ben ne serai premiato & riccamente
quanto chieder saprai: perche son Nympha
che vivo dentro a questa chiara lympha
Et ho possanza far cose stupende
& sforzar li elementi & la natura
chiedi tu: quanto il mio valor si estende
poi lascia a me di satisfarti cura
dal ciel la Luna al mio cantar discende
se aggiaccia il fuoco & l aria si fa dura
& ho talhor con semplici parole
mossa la terra: & ho fermato il Sole
A questa offerta non le dimando unire
thesor: ne dominar populi & terre
ne in piu virtu ne in piu vigor salire
ne vincer con honor tutte le guerre
ma sol che qualche via: donde il desire
vostro si adempia: mi schiuda & disserre
ne questa ne quell altra le propono
ma mi rimetto al suo giudicio buono
Hebbile a pena mia dimanda exposta
ch unaltra volta la vidi attuffata
ne fece al mio parlare altra risposta
che di spruzzar ver me lacqua incantata
quel liquor non si presto mi se accosta
chio (non so come) son tutta mutata
iol veggo: iol sento: & parmi a pena vero
maschio son fatto di femina ch ero
Et se non fusse che la pruova e appresso
io son ben certo che nol credereste
come hebbi in laltro: ho cosi in questo sesso
tutte mie voglie ad ubidirvi preste
commandate lor pur: che fieno e adesso
& sempre mai: per voi vigile & deste
cosi le dissi: & feci ch ella istessa
trovo con man la veritade expressa
Come interviene a chi gia fuor di speme
di cosa sia che nel pensier molto habbia
che mentre piu desserne privo geme
piu se nafflige: & se ne strugge e arrabbia
se ben la truova poi: tanto gli preme
lhaver gran tempo seminato in sabbia
& la disperation lha si mal uso
che non crede a se stesso: & sta confuso
Cosi la donna: poi che tocca & vede
quel di che havuto havea tanto desire
a gliocchi: al tocco: a se stessa: non crede
& sta dubbiosa anchor di non dormire
& buona pruova bisogno a far fede
che sentia quel che le parea sentire
fa Dio (disse ella) se son sogni questi
chio dorma sempre et mai piu non mi desti
Non rumor di tamburi: o suon di trombe
furon principio all amoroso assalto
ma baci ch imitavan le colombe
davan segno hor di gire hor di far alto
usammo altre arme che saette o frombe
io senza scale in su rocca salto
et il stendardo piantovi di botto
et la nimica mia mi caccio sotto
Se fu quel letto la notte dinanti
pien di suspiri: et di querele gravi
non stette laltra poi senza altretanti
risi: feste: gioir: giuochi soavi
non con piu nodi i flessuosi acanthi
pingonsi intorno alle colonne e travi
di quelli con che noi legammo stretti
et colli: et fianchi: et braccia: et gambe: et petti
La cosa stava tacita fra noi
si che duro il piacer per alcun mese
pur si trovo chi se ne accorse poi
tanto che con mio danno il Re lo intese
voi che mi liberaste da li suoi
& da la fiamma che per me se accese
comprendere hoggi potete il resto
ma Dio sa ben con che dolor ne resto
Cosi a Ruggier narrava Ricciardetto
& la notturna via facea men grave
salendo tuttavia verso un poggietto
cinto daspre pendici & ripe cave
un erto calle: & pien di sassi & stretto
apria il camin con faticosa chiave
sedea al sommo un castel detto Agrismonte
ch in guardia havea Aldigier di Chiaramonte
Di Bovo era costui figliuol bastardo
fratel di Malagigi & di Viviano
chi legitimo dice di Gerrardo
e testimonio temerario & vano
fusse come si voglia: era gagliardo
prudente: liberal: cortese: humano
& de fratelli suoi facea le mura
la notte e il di guardar con buona cura
Raccolse il cavallier cortesemente
come dovea il cugin suo Ricciardetto
ch amo come fratello: & parimente
fu ben visto Ruggier per suo rispetto
ma non gli usci gia incontra allegramente
come era usato: anzi con tristo aspetto
perche uno aviso il giorno havuto havea
che nel viso & nel cor mesto il facea
A Ricciardetto in cambio di saluto
disse: fratello haven nuova non buona
per certissimo messo hoggi ho saputo
che Bertolagi iniquo di Baiona
con Lanfusa crudel se convenuto
che pretiose spoglie esso a lei dona
& essa a lui pon nostri frati in mano
il tuo bon Malagigi: e il tuo Viviano
Ella dal di che Ferrau gli prese
gliha ognor tenuti in scuro loco & fello
fin chel brutto contratto et discortese
n ha fatto col fellon di chi favello
gli de mandar dimane al Maganzese
ne confin tra Baiona e un suo castello
verra in persona egli a pagar la mancia
ch il meglior sangue compera di Francia
Rinaldo nostro n ho avisato hor hora
& ho cacciato il messo di galoppo
ma non mi par ch arrivar possa ad hora
che non sia tarda: chel camino e troppo
io non ho meco gente da uscir fuora
lanimo e pronto: ma il potere e zoppo
se gli ha quel traditor li fa morire
si che non so che far non so che dire
La dura nuova a Ricciardetto spiace
& perche spiace a lui: spiace a Ruggiero
che poi che questo & quel vede che tace
ne trar profitto alcun del lor pensiero
disse con grande ardir: datevi pace
sopra me questa impresa tutta chero
& la mia valera per mille spade
a tornarvi i fratelli in libertade
Io non voglio altra gente altri sussidi
chio credo bastar solo a questo fatto
io vi dimando solo un che me guidi
al luogo: ove si de far il baratto
io vi faro sin qui sentir i gridi
di chi sera presente al rio contratto
cosi dicea: ne dicea cosa nuova
all un de dui che nhavea visto pruova
Laltro non lascoltava: se non quanto
se ascolti un che assai parli: & sappia poco
ma Ricciardetto gli narro da canto
come fu per costui tratto del fuoco
& ch era certo che maggior del vanto
faria veder leffetto a tempo e a loco
gli diede allhora udienza piu che prima
& riverillo: & fe di lui gran stima
Et alla mensa: ove la Copia fuse
il corno lhonoro come suo donno
quivi senza altro aiuto si concluse
che liberare i dui fratelli ponno
in tanto sopravenne & gliocchi chiuse
a Signori & sergenti il pigro sonno
fuor che a Ruggier: che lui per tener desto
punge Amor sempre dun pensier molesto
Lassedio dAgramante chavea il giorno
udito dal corrier gli sta nel core
ben vede ch ogni minimo soggiorno
che faccia d aiutarlo e suo disnore
o quanto fia maggior la infamia e il scorno
se coi nemici va del suo Signore
o come a gran viltade a gran delitto
battizarssi in quel tempo gli sia ascritto
Potria in ognaltro tempo esser creduto
che vera religion lo havesse mosso
ma hor che bisognava col suo aiuto
Agramante dassedio esser riscosso
piu presto da ciascun sera tenuto
che timor & vilta lhabbi percosso
ch alcuna opinion di meglior fede
questo il cor di Ruggier stimula & fiede
Che s habbia da partire anhco lo punge
senza licentia dela sua Regina
quando questo pensier quando quel giunge
chel dubio cor diversamente inchina
gli era lo aviso riuscito lunge
di trovarla al castel di Fiordispina
dove insieme dovean: come ho gia detto
in soccorso venir di Rizardetto
Poi gli sovien: ch egli le havea promesso
di seco a Valspinosa ritrovarsi
pensa che andar v habbi ella: & quivi d esso
che non vi truovi poi: maravigliarsi
potesse almen mandar lettera o messo
si chella non havesse a lamentarsi
che oltra ch egli mal le havea ubidito
senza far motto anchor fusse partito
Poi che piu cose imaginate si hebbe
pensa scriverle al fin quanto gli accada
& ben che egli non sappia come debbe
la lettera inviar si che ben vada
non perho vuol restar: che ben potrebbe
alcun messo fedel trovar per strada
piu non se indugia: & salta de le piume
si fa dar charta: inchiostro: penna: & lume
Li camarier discreti & aveduti
arrecano a Ruggier cio che commanda
egli comincia a scrivere: e i saluti
(come si suol) nei primi versi manda
poi narra de li avisi che venuti
son dal suo Re: ch aiuto gli dimanda
et se landata sua non e ben presta
o morto o in man de li nimici resta
Poi seguito ch essendo a tal partito
& ch a lui per aiuto si volgea
vedesse ella chel biasmo era infinito
se a quel punto negar gli lo volea
& ch esso a lei dovendo esser marito
guardarsi da ogni macchia si dovea
che non si convenia con lei: che tutta
era sincera: alcuna cosa brutta
Et se mai per adrieto un nome chiaro
bene oprando cerco di guadagnarsi
& guadagnato poi se havuto caro
se cercato lhavea di conservarsi
hor lo cercava et n era fatto avaro
poi che dovea con lei participarsi
la qual sua moglie & totalmente in dui
corpi esser dovea una anima con lui
Et si come gia a bocca le havea detto
le ridicea per questa charta anchora
finito il tempo in che per fede astretto
era al suo Re: quando non prima mora
che si fara christian cosi d effetto
come di buon voler stato era ogni hora
& che a Rinaldo e aglialtri frati suoi
per moglie dimandar la faria poi
Voglio le soggiungea quando vi piaccia
levar al mio Signor lo assedio intorno
accio che lignorante vulgo taccia
il qual direbbe a mia vergogna et scorno
Ruggier mentre Agramante hebbe bonaccia
mai non lo abandono notte ne giorno
hor che Fortuna per Carlo si piega
egli col vincitor linsegna spiega
Voglio quindici di termine: o venti
tanto che comparir possa una volta
siche de gli Aphricani alloggiamenti
la grave ossedion per me sia tolta
in tanto cerchero convenienti
cagioni & che sian giuste di dar volta
io vi dimando per mio honor sol questo
tutto e poi vostro di mia vita il resto
In simili parole se diffuse
Ruggier: che tutte non so dirvi appieno
et segui con moltaltre: et non concluse
fin che non vide tutto il foglio pieno
et poi piego la lettera: et la chiuse
et suggellata se la pose in seno
con speme che gli occorra il di seguente
che alla donna la dia secretamente
Chiusa chebbe la lettera: chiuse ancho
gli occhi sul letto: et ritrovo quiete
chel Sonno venne: et sparse il corpo stanco
col ramo intinto nel liquor di lethe
et poso fin che un nembo rosso et bianco
di fiori sparse le contrade liete
del lucido oriente dognintorno
et indi usci del aureo albergo il giorno
E poi che a salutar la nuova luce
per verdi rami incominciar li augelli
Aldigier che voleva essere il duce
di Ruggiero e de laltro: et guidar quelli
perche non sieno in man del fero et truce
Bertolagi condotti i dui fratelli
fu il primo in piede: & quando sentir lui
del letto usciro ancho quellaltri dui
Poi che vestiti furo & bene armati
co i dui cugin Ruggier si mette in via
gia molto in darno havendoli pregati
che questa impresa a lui tutta si dia
ma essi pel desir chan di lor frati
& perche lor parea discortesia
steron negando piu duri che sassi
ne consentiron mai che solo andassi
Furo al loco quel di: che si dovea
Malagigi mutar nei carriaggi
era una ampla campagna che sedea
tutta scoperta alli celesti raggi
ne quivi allor ne mirto si vedea
ne cypressi ne frassini ne faggi
ma nuda giara: & qualche humil virgulto
non mai da marra: o mai da vomer culto
Li tre guerrieri arditi si fermaro
dove un sentier fendea quella pianura
& giunger quivi un cavallier miraro
chavea doro fregiata larmatura
& per insegna in campo verde: il raro
& bello augel che piu dun secol dura
Signor non piu: che giunto al fin mi veggio
di questo canto: & riposarmi chieggio