Canto XXXII.
cHi salira per me: madonna in cielo
a riportarne il mio perduto ingegno
che poi ch usci da bei vostri occhi il telo
chel cor mi fisse: ognhor perdendo vegno
ne di tanta iattura mi querelo
pur che non cresca ma stia a questo segno
ch io dubito se piu si va scemando
di venir tal qual ho descritto Orlando
Per rihaver: lingegno mio: mi e aviso
che non bisogna che per laria io poggi
nel cerchio de la Luna: o in paradiso
chel mio non credo che tanto alto alloggi
ne bei vostri occhi & nel sereno viso
nel sen d avorio e alabastrini poggi
se ne va errando: ed io con queste labbia
lo raccorro: se par a voi ch io lhabbia
Per gli ampli tetti andava il Paladino
tutte mirando le future vite
poi chebbe visto sul fatal molino
volgersi quelle ch erano gia ordite
et scorse un vello che piu che dor fino
splender parea: ne sarian gemme trite
se in filo si tirassero con arte
da comparargli alla millesma parte
Mirabilmente il bel vello gli piacque
che tra infiniti paragon non hebbe
et di sapere alto disio gli nacque
quando sera tal vita e a chi si debbe
lEvangelista nulla gli ne tacque
che venti anni principio: prima havrebbe
che col .M. & col .D. fosse notato
lanno corrente dal Verbo incarnato
Et come di splendore & di beltade
quel vello non havea simile o pare
cosi seria la fortunata etade
che dovea uscirne al mondo singulare
perche tutte le gratie inclyte & rade
ch alma Natura o proprio studio dare
o benigna fortuna ad huomo puote
havra in perpetua & infallibil dote
Del Re de fiumi tra laltiere corna
hor siede humil (diceagli) & piccol borgo
dinanzi il Po dirietro gli soggiorna
d alta palude un nebuloso gorgo
che volgendosi gli anni la piu adorna
di tutte le citta d Italia scorgo
non pur di mura: vie: di tetti regi
ma d arti: studi: et di costumi egregi
Tanta exaltatione et cosi presta
non fortuita o di aventura casca
ma lha ordinata il ciel: perche sia questa
degna in che lhuom di ch io ti parlo: nasca
che dove il frutto ha da venir se inesta
& con studio si fa crescer la frasca
et lartefice loro affinar suole
in che legar gemma di pregio vuole
Ne si leggiadra ne si bella veste
unque hebbe altralma in quel terrestre regno
et raro e sceso & scendera da queste
spere superne un spirito si degno
come per farne Hippolyto da Este
ne sta in leterna mente alto disegno
Hippolyto da Este sera detto
lhuomo a chi Dio si ricco dono ha eletto
Quegli ornamenti che divisi in molti
a molti basterian per tutti ornarli
in suo ornamento havra tutti raccolti
costui di chai voluto ch io ti parli
le virtudi per lui: per lui soffolti
seranno i studi: & s io vorro narrargli
meriti suoi: si son dal fin lontano
ch Orlando il senno aspettarebbe in vano
Cosi venia lo imitator di Christo
ragionando col duca: & poi che tutte
le stanze del gran luogo hebbeno visto
onde lhumane vite eran condutte
sul fiume usciro che d arena misto
con londe discorrea turbide et brutte
& vi trovar quel vecchio in su la riva
che con limpressi nomi vi veniva
Non so se vi sia a mente: io dico quello
che al fin de laltro canto vi lasciai
Vecchio di faccia: & si di membra snello
che dogni cervo e piu veloce assai
de glialtrui nomi egli si empia il mantello
scemava il monte et non finiva mai
& in quel fiume che Lethe si noma
scarcava anzi perdea la ricca soma
Dico che come arriva in su la sponda
del fiume quel prodigo Vecchio: scuote
il lembo pieno: & ne la turbida onda
tutte lascia cader le impresse note
un numer senza fin se ne profonda
ch un minimo uso haver non se ne puote
& di cento migliaia che in larena
il fondo involve: un se ne serva a pena
Lungo & dintorno quel fiume volando
givano corvi & avidi avoltori
mulacchie & vari augelli: che gridando
facean discordi strepiti et romori
et alla preda correan tutti: quando
sparger vedean li amplissimi thesori
& chi nel becco: & chi ne lugna torta
ne prende: ma lontan poco li porta
Come vogliono alzar per laria i voli
non han poi forza chel peso sostegna
siche convien che Lethe pur involi
de ricchi nomi la memoria degna
fra tanti augelli son dui Cygni soli
bianchi: Signor come e la vostra insegna
che vengon lieti riportando in bocca
sicuramente il nome che lor tocca
Cosi contra i pensieri empi & maligni
del Vecchio: che donar li vorria al fiume
alcun ne salvan li augelli benigni
tutto lavanzo oblivion consume
hor se n e van nuotando i sacri Cygni
et hor per laria battendo le piume
sin che presso alla ripa del fiume empio
truovano un colle: & sopra il colle: un tempio
All immortalitade il luogo e sacro
ove una bella nympha giu del colle
viene alla ripa del letheo lavacro
& di bocca de Cygni i nomi tolle
& quelli affige intorno al simulacro
ch in mezo il tempio una colonna extolle
quivi li sacra: & ne fa tal governo
che vi si puon veder tutti in eterno
Chi sia quel Vecchio: & perche tutti al rio
senza alcun frutto i bei nomi dispensi
& de gli augelli: & di quel luogo pio
onde la bella nympha al fiume viensi
haveva Astolfo di saper disio
li gran mysteri & lincogniti sensi
et dimando di tutte queste cose
lhuomo di Dio che cosi gli rispose
Tu dei saper che non se muove fronda
lagiu: che segno qui non se ne faccia
ogni effetto convien che corrisponda
in terra: e in ciel: ma con diversa faccia
quel Vecchio la cui barba il petto inonda
veloce si: che mai nulla lo impaccia
gli effetti pari & la medesima opra
chel tempo fa lagiu: fa qui di sopra
Volte che son le fila in su la ruota
la giu la vita humana arriva al fine
la fama la: qui ne riman la nota
ch immortali seriano ambe & divine
se non che qui quel da la hirsuta gota
et la giu il tempo ognhor ne fa rapine
questo le getta (come vedi) al rio
et quel limmerge nel eterno oblio
Come qua su li corvi et li a voltori
et le mulacchie: & glialtri varii augelli
si affaticano tutti per trar fuori
de lacqua i nomi che veggion piu belli
cosi la giu ruffiani: adulatori
buffon: cinedi: accusatori: & quelli
che viveno alle corti: & chi vi sono
piu grati assai chel virtuoso e il buono
Et son chiamati cortigian gentili
perche sanno imitar lasino el ciacco
de lor Signor tratto che nha li fili
la giusta Parca: anzi Venere & Baccho
questi di ch io ti dico inerti & vili
nati solo ad empir di cibo il sacco
portano in bocca qualche giorno il nome
poi ne loblio lascian cader le some
Ma come i Cygni che cantando lieti
rendeno salve le medaglie al tempio
cosi li Signor degni: da poeti
son tolti del oblio piu che morte empio
o bene accorti principi et discreti
che seguite di Cesare lexempio
facendovi i scrittori amici: donde
non havete a temer di Lethe londe
Son rari i Cygni: & li poeti rari
poeti che non sian del nome indegni
si perche il ciel de li huomini preclari
non pate mai che troppa copia regni
si per gran colpa dei Signori avari
che lascian mendicare i sacri ingegni
& virtu deprimendo: & exaltando
li vitii: caccian le buone arti in bando
Credi che Dio questi ignoranti ha privi
de lo intelletto & lor offusca i lumi
che de la poesia li ha fatto schivi
accio che Morte il tutto ne consumi
oltra che del sepolchro uscirian vivi
anchor che havesser tutti i rei costumi
pur che sapesson farsi amica Cyrra
piu grato odore havrian che nardo o myrrha
Non si pietoso Enea: ne forte Achille
fu come e fama: ne si fiero Hettorre
et ne son stati: & mille et mille & mille
che lor si puon con verita anteporre
ma li ampli doni di palazzi & ville
de li nepoti suoi li ha fatto porre
in questi senza fin sublimi onori
da lhonorate penne de scrittori
Non fu si santo & si benigno Augusto
come la tuba di Virgilio suona
lhaver havuto in poesia buon gusto
la proscrittion iniqua gli perdona
nessun sapria se Neron fusse ingiusto
ne seria forse sua fama men buona
havesse havuto & terra et ciel nimici
se gli scrittor sapea tenerse amici
Homero: Agamennon vittorioso
fece parere: & li Troiani inerti
& che Penelopea fida al suo sposo
da i prochi mille oltraggi havea sofferti
et se tu vuoi chel ver non ti sia ascoso
tutta al contrario lhistoria converti
che i Greci rotti: & fu Troia vittrice
& che Penelopea fu meretrice
Da laltra parte odi che fama lascia
Phoenissa chebbe il cor tanto pudico
che riputata viene una bagascia
solo: perche Maron non le fu amico
non ti maravigliar chio nhabbia ambascia
et se di cio diffusamente io dico
li scrittori amo et fo il debito mio
ch al vostro mondo fui scrittor ancho io
Et sopra tutti glialtri io feci acquisto
che non mi puo levar tempo ne morte
& ben convenne al mio lodato Christo
rendermi guidardon di si gran sorte
duolmi di quei che sono al tempo tristo
quando la cortesia chiuse ha le porte
che con pallido viso asciutto & scarno
la notte e il giorno vi picchiano indarno
Siche continuando il primo detto
sono i poeti e i studiosi pochi
che dove non han pasco ne ricetto
sino le fere abbandonano i lochi
cosi dicendo il Vecchio benedetto
gliocchi infiammo che parveno dui fuochi
poi volto al Duca con un saggio riso
torno sereno il conturbato viso
Astolfo col scrittor del evangelo
restisi hormai: ch io voglio far un salto
quanto sia in terra a venir fin dal cielo
ch io non posso piu star su lali in alto
torno alla Donna: a cui con grave telo
mosso havea Gelosia crudele assalto
io la lasciai da Montalbano scesa
che di Parigi havea la strada presa
Su larme era vestita dun colore
che imitava la foglia che se imbianca
quando del ramo e tolta: & che lhumore
che facea vivo larbore le manca
ricamata a tronconi era di fuore
di Cypresso che mai non se rinfranca
poi che sentita ha la dura bipenne
lhabito molto al suo dolor convenne
Tolse il caval che Astolfo haver solea
& quella lancia dor: che sol toccando
cader di sella i cavallier facea
perche le la die Astolfo: & dove: & quando
& da chi prima havuto egli lhavea
non credo che bisogni ir replicando
ella la tolse: con intentione
di dar con essa: il suo Ruggier prigione
Fece pensiero in campo ire a trovarlo
de Saracini: che ancho si credea
che fusse intorno alla citta di Carlo
& chiamar quindi a giostra lo volea
menar prigione e a viva forza trarlo
a quel: che per amor non lo potea
et poi che tra camino hebbe scienza
ove era il campo ando verso Provenza
Verso Provenza per la via piu dritta
cavalcando scontrosse una donzella
anchor che fusse lachrymosa e afflitta
bella di faccia et di maniere bella
questa era quella si damor traffitta
per lo figliuol di Monodante: quella
donna gentil: che havea lasciato al ponte
lamante suo prigion di Rodomonte
Et veniva cercando un cavalliero
che far battaglia usato come lontra
in acqua e in terra fusse: & cosi fiero
che lo potesse al Pagan poner contra
la sconsolata amica di Ruggiero
come questaltra sconsolata scontra
cortesemente la saluta: & poi
le chiede la cagion de dolor suoi
Fiordiligi lei mira: & veder parle
un cavallier: che al suo bisogno fia
et comincia del ponte a ricontarle
dove impedisce il Re dAlgier la via
et ch era stato appresso di levarle
lamante suo: non che piu forte sia
ma sapea darsi il Saracino astuto
col stretto ponte et lalto fiume aiuto
Se sei (dicea) si ardito & si cortese
come ben mostri luno et laltro in vista
mi vendica perdio di chi mi prese
il mio Signor: & me fa gir si trista
o consigliami al meno in che paese
possa trovare un che a colui resista
& sappia tanto darme et di battaglia
chel fiume e il ponte al Pagan poco vaglia
Oltra che tu farai: quel che conviensi
a un huom cortese: e a cavalliero errante
in beneficio il tuo valor dispensi
del piu fedel dogni fedele amante
de laltre sue virtu non appertiensi
a me narrar: che sono tante & tante
che chi non nha notitia: si puo dire
che sia del veder privo & del udire
La magnanima donna: a cui fu grata
sempre ogni impresa che puo farla degna
desser con laude & gloria nominata
venir al ponte subito disegna
& hora tanto piu: ch e disperata
vien volentier: quando ancho a morir vegna
che credendosi misera esser priva
del suo Ruggier: ha in odio desser viva
Per quel ch io vaglio giovane amorosa
rispose Bradamante: io me offerisco
di far l impresa dura & perigliosa
per altre cause anchor ch io preterischo
ma piu che del tuo amante narri cosa
che narrar di pochi huomini avertisco
che sia in amor fedel: che a fe ti giuro
che in cio pensai che ognun fusse pergiuro
Con un suspir queste ultime parole
fini: con un suspir che usci dal core
poi disse andiamo: & nel seguente Sole
giunsero al fiume al passo pien dhorrore
scoperte de la guardia che vi suole
farne segno col corno al suo Signore
il Pagan s arma: & quale e il suo costume
sul ponte si appresenta in ripa al fiume
Et come vi compar quella guerriera
di porla a morte subito minaccia
quando de larme & del caval su ch era
al gran sepolchro oblation non faccia
Bradamante che sa lhistoria vera
come per lui morta Issabella giaccia
che Fiordiligi detto le lhavea
al Saracin superbo rispondea
Perche vuoi tu bestial che gli innocenti
facciano penitentia del tuo fallo?
del sangue tuo placar costei convienti
tu la uccidesti: & tutto il mondo sallo
piu di tutte laltre arme & guarnimenti
di tanti che gittati hai da cavallo
oblatione et vittima havra accetta
ch io te le uccida inanzi in sua vendetta
Et di mia man le fia piu grato il dono
quanto come ella fu son donna anche io
ne qui venuta ad altro effetto sono
che a vendicarla: et questo sol disio
ma far tra noi prima alcun patto e buono
chel tuo valor si compari col mio
se abbattuta saro: di me farai
quel che de glialtri toi prigion fatto hai
Ma s io te abbatto (come io credo & spero)
guadagnar voglio il tuo cavallo & larmi
& quelle offerir sole al cimitero
et tutte laltre distaccar da marmi
& voglio che tu lasci ogni guerriero:
rispose Rodomonte giusto parmi
ma li prigion non potrei darti adesso
che non son piu dentro ne qui appresso
Io gli ho al mio regno in Aphrica mandati
ma ti prometto & ti do ben la fede
che se me avien per casi inopinati
che tu stia in sella et ch io rimanga a piede
faro che seran tutti liberati
in tanto tempo quanto si richiede
di dare a un messo ch in fretta si mandi
a far quel: che s io perdo: mi commandi
Ma se a te tocca star disotto: come
piu si conviene: & certo so che fia
non vuo che lasci larme: & chel tuo nome
come di vinta: sottoscritto sia
al tuo bel viso a begliocchi alle chiome
che spiran tutti amore et leggiadria
voglio donar la mia vittoria: & basti
che ti disponi amarmi: ove me odiasti
Io son di tal valor son di tal nerbo
che haver non dei dandar di sotto a sdegno
sorrise alquanto: ma dun riso acerbo
che fece dira piu che daltro segno
la Donna: ne rispose a quel superbo
ma torno in capo al ponticel di legno
sprono il cavallo: & con la lancia doro
venne a trovar quel orgoglioso Moro
Rodomonte alla giostra se apparecchia
viene a gran corso: & tal strepito & suono
del ponte s ode: ch in tronar lorecchia
a molti puo: che assai lontan ne sono
la lancia dor fece lusanza vecchia
che quel Pagan si dianzi in giostra buono
levo di sella: e in aria lo suspese
indi sul ponte a capo in giu lo stese
Nel trapassar ritrovo a pena loco
dove intrar col caval quella guerriera
& fu a gran risco: & ben le manco poco
che non ando del ponte in la rivera
ma Rabican che fu di vento & fuoco
concetto: cosi destro et agil era
che nel margine estremo trovo strada
& serebbe ito ancho sun fil di spada
Ella si volta et contra lo abbattuto
Pagan: ritorna: & con leggiadro motto
hor puoi (disse) veder chabbia perduto
et a chi tocchi di noi star di sotto
di maraviglia il Pagan resta muto
chuna donna a cader lhabbia condotto
& far risposta non pote o non volle
& fu come huom pien di stupore & folle
Di terra si levo tacito & mesto
& poi che andato fu quattro o sei passi
il scudo et lelmo & de laltre arme il resto
tutto si trasse: & gitto contra i sassi
& solo e a pie si deleguo via presto
non che commission prima non lassi
a un suo scudier che vada a far leffetto
de li prigion: secondo che fu detto
Partissi & d esso poi nulla se intese
se non che stava in una grotta scura
intanto Bradamante havea suspese
di costui larme all alta sepultura
& fattone levar tutto larnese
che de li cavallieri alla scrittura
connobbe de la corte esser di Carlo
non levo il resto & non lascio levarlo
Oltra quel del figliuol di Monodante
fu quel di Sansonetto & dOliviero
che per trovare il principe dAnglante
quivi condusse il piu dritto sentiero
quivi fur presi: & furo il giorno inante
mandati via dal Saracino altiero
di questi larme fe la donna torre
da lalta mole & chiuder ne la torre
Tutte laltre lascio pender da i sassi
che fur spogliate a cavallier pagani
v eran larme d un Re: di cui li passi
per Frontalatte mal fur spesi & vani
larme dico del Re de li Circassi
che dopo lungo errar per colli & piani
venne quivi a lasciar laltro destriero
& poi senza arme andarsene leggiero
S era partito disarmato e a piede
quel Re pagan dal periglioso ponte
si come glialtri ch eran di sua fede
partir da se lasciava Rodomonte
ma di tornar piu al campo: non gli diede
il cor: ch ivi apparir non havria fronte
che per quel che vantossi: troppo scorno
gli seria farvi in tal guisa ritorno
Di pur cercar nuovo desir lo prese
la donna: chavea ognhor fissa nel core
fu laventura sua: che presto intese
(io non vi saprei dir chi fu lauthore)
ch ella tornava verso il suo paese
onde esso come il sprona & punge Amore
dietro alla pesta subito si pone
ma tornar voglio alla figlia dAmone
Poi che narrato hebbe con altro scritto
come da lei fu liberato il passo
a Fiordiligi chavea il cor afflitto
et tenea il viso lachrymoso & basso
dimando humanamente: dove dritto
volea che fusse indi partendo il passo
rispose Fiordiligi: il mio camino
vuo che sia in Arli al campo saracino
Dove naviglio & buona compagnia
spero trovar da gir in laltro lito
ch io non mi fermero: fin ch io non sia
venuta al mio Signore: & mio marito
voglio tentar perche in prigion non stia
piu modi et piu: che se mi vien fallito
questo: che Rodomonte ti ha promesso
ne voglio haver uno & unaltro appresso
Io mi offerisco (disse Bradamante)
d accompagnarti un pezzo de la strada
tanto che tu ti vegha Arli dinante
dove per amor mio vuo che tu vada
a trovar quel Ruggier del Re Agramante
che del suo nome ha piena ogni contrada
& che gli rendi questo buon destriero
donde abbattuto ho il Saracino altiero
Voglio che apunto tu gli dica questo:
un cavallier che di provar si crede
et far a tutto il mondo manifesto
che contra lui sei mancator di fede
accio ti truovi apparecchiato & presto:
questo destrier perche io tel dia mi diede
dice che truovi tua piastra & tua maglia
et che lo aspetti a far teco battaglia
Digli questo & non altro: & se quel vuole
saper da te chio son: di che nol sai
quella rispose humana come suole
non sero stanca in tuo servitio mai
spender la vita non che le parole
che tu anchora per me cosi fatto hai
gratie le rende Bradamante: & piglia
Frontino: & le lo porge per la briglia
Lungo il fiume le belle & pellegrine
giovani vanno a gran giornate insieme
tanto che veghono Arli: e in le vicine
rive: il rumor odon del mar che freme
Bradamante si ferma alle confine
quasi de borghi: & alle sbarre estreme
per dar a Fiordiligi atto intervallo
che condurre a Ruggier possa il cavallo
Vien Fiordiligi: & entra nel rastrello
nel ponte: et nella porta: et seco prende
chi le fa compagnia fin a lhostello
dove habita Ruggier: et quivi scende
et secondo il mandato: al damigello
fa lambasciata: e il buon Frontin gli rende
indi va che risposta non aspetta
ad exequir il suo bisogno in fretta
Ruggier riman confuso e in pensier grande
et non sa ritrovar capo ne via
di saper chi lo sfidi: et chi gli mande
a dire oltraggio et fargli cortesia
che costui senza fede lo dimande
o possa dimandar huomo che sia
non sa vedere: o imaginar et prima
ch ognaltro sia che Bradamante extima
Che fusse Rodomonte havea piu presto
ma non troppo fondata opinione
& perche anchor da lui debba udir questo
pensa: ne imaginar puo la cagione
fuor che con lui: non sa di tutto il resto
del mondo: con chi lite habbia & tenzone
in tanto la donzella di Dordona
chiede battaglia & forte il corno suona
Vien la nuova a Marsiglio e ad Agramante
ch un cavallier di fuor chiede battaglia
a caso Serpentin loro era inante
et impetro di vestir piastra & maglia
et promesse pigliar questo arrogante
il popul venne sopra la muraglia
& non rimase ne fanciul ne veglio
che non fusse a veder chi fesse meglio
Con ricca sopravesta & bello arnese
Serpentin da la stella in giostra venne
al primo scontro in terra si distese
il destrier haver parve a fuggir penne
drieto gli corse la donna cortese
& per la briglia al Saracin lo tenne
et disse: monta & fa chel tuo Signore
mi mandi un cavallier di te migliore
Il Re Aphrican che con sua gran famiglia
era su i muri alla giostra vicino
del cortese atto assai si maraviglia
chusato ha la donzella a Serpentino
di ragion puo pigliarlo: & non lo piglia
diceva: udendo il popul saracino
Serpentin giunge: & come ella commanda
un miglior da sua parte al Re dimanda
Grandonio di Volterna furibondo
il piu superbo cavallier di Spagna
pregando fece si: che fu il secondo
et usci con minaccie alla campagna
tua cortesia nulla ti vaglia al mondo:
che quando da me vinto tu rimagna
al mio Signor menar preso ti voglio
ma qui morrai: s io posso come soglio
La donna disse lui: tua villania
non vuo che men cortese far mi possa
ch io non ti dica che tu torni pria
che sul duro terren ti doglian lossa
ritorna: & di al tuo Re da parte mia
che per simili a te non mi son mossa
ma per trovar guerrier chel pregio vaglia
son qui venuta a dimandar battaglia
Il mordace parlare acre et acerbo
gran fuoco al cor del Saracino attizza
siche senza poter replicar verbo
volta il caval con cholera et con stizza
volta la donna: & contra quel superbo
la lancia doro: & Rabicano drizza
come lhasta fatal nel scudo il tocca
coi piedi al ciel di sella lo trabbocca
Il caval la magnanima guerriera
gli prese: et disse: pur tel predissi io
che far la mia ambasciata meglio ti era
che de la giostra haver tanto disio
di al Re ti prego: che fuor de la schiera
elegha un cavallier che sia par mio
ne voglia con voi altri affaticarmi
che havete poca experientia darmi
Quelli da i merli che stimar non sanno
chi sia il guerriero in su larcion si saldo
quei piu famosi nominando vanno
che tremar li fan spesso al maggior caldo
che Brandimarte sia molti detto hanno
la piu parte si accorda esser Rinaldo
molti su Orlando havrian fatto disegno
ma il suo caso sapean di pieta degno
La terza giostra il figlio di Lanfusa
chiedendo disse non che vincer speri
ma perche di cader piu degna scusa
habbian: cadendo anch io: questi guerrieri
& poi di tutto quel che in giostra s usa
si messe in punto: & di cento destrieri
che tenea in stalla: d un tolse leletta
chavea il correre acconcio: & di gran fretta
Contra la donna per giostrar si fece
ma prima salutolla: & ella lui
disse la donna se saper mi lece
ditemi in cortesia che sete vui
di questo Ferrau le satisfece
che rado uso voler celarsi altrui
ella soggiunse: voi gia non rifuto
ma havria piu volentier altri voluto
E chi? Ferrau disse: ella rispose
Ruggiero: e a pena il pote proferire
& sparse d un color come di rose
la bellissima faccia in questo dire
suggiunse al detto poi: le cui famose
lode a tal pruova m han fatto venire
altro non bramo: & daltro non mi cale
che di provar come egli in giostra vale
Semplicemente disse le parole
che forse alcuno ha gia prese a malitia
rispose Ferrau: prima si vuole
provar tra noi chi sa piu di militia
se di me avien quel che de molti suole
poi verra ad emendar la mia tristitia
quel gentil cavallier che tu dimostri
haver tanto desir che teco giostri
Parlando tuttavolta la donzella
teneva la visiera alta dal viso
mirando Ferrau la faccia bella
si sente rimaner mezo conquiso
& taciturno dentro a se favella
questo un angel mi par del paradiso
& anchor che con la lancia non mi tocchi
abbattuto son gia da suoi begliocchi
Preson del campo: & come aglialtri avenne
Ferrau se ne usci di sella netto
Bradamante il caval suo gli ritenne
& disse: torna: & serva quel chai detto
Ferrau vergognoso se ne venne
& ritrovo Ruggier ch era al cospetto
del Re Agramante: & gli fece sapere
ch alla battaglia il cavallier lo chere
Ruggier non connoscendo anchor chi fosse
chi a sfidar lo mandava alla battaglia
quasi certo di vincere: allegrosse
& le piastre arrecar fece & la maglia
ne lhaver visto alle gravi percosse
chegli altri sian caduti il cor gli smaglia
come si armasse: et come uscisse: et quanto
poi ne segui: lo serbo a laltro canto