CANTO .XXXIII.
cOnvien chovunque sia sempre cortese
sia un cor gentil, ch esser non può altrimente
che per natura, e per habito prese
quel, che di mutar poi non é potente
convien chovunque sia sempre palese
un cor villan si mostri similmente
natura inchina al mal, e viene a farsi
l habito poi difficile a mutarsi
Di cortesia, di gentilezza exempii
fra li antiqui guerrier si vider molti
pochi fra li moderni, ma de li empii
costumi, avien ch assai ne veggia e ascolti
in quella guerra Hippolyto che i tempii
de segni ornaste all inimici tolti
e che traheste lor galee captive
di preda carche, alle paterne rive
Tutti li crudeli atti et inhumani
ch usasse mai, Tartaro, o Turco, o Moro
credo contra l voler de Venetiani
forse con sdegno ben del Leon d oro
usaron l empie e scelerate mani
de li soldati mercennarii loro
io non dico hor de tanti accesi fuochi
che le ville arse e nostri ameni luochi
Ben che fu quella anchor brutta vendetta
maximamente contra voi, che spesso
nel tempo che havea lor Cesare astretta
Padua d assedio, e voi gli erate appresso
per voi piu d una fiamma fu interdetta
e spento il fuoco poi ch era già messo
da villaggi e da templi, come piacque
all alta cortesia che con voi nacque
Io non parlo di questo ne di tanti
altri lor discortesi e crudeli atti
ma sol di quel che trar da sassi i pianti
devria poter qual volta se ne tratti
quel dí signor che la famiglia inanti
vostra mandaste là dove ritratti
de i legni lor con importuni auspici
s erano in luoco forte li nemici
Qual Hettorre et Enea, sin dentro a i flutti
per abbruciar le navi greche andaro
un Hercol vidi, e uno Alexandro indutti
da troppo ardir, partirsi a paro a paro
e li destrier spronando passar tutti
e i nemici turbar fin nel riparo
e gir sì inanzi che al secondo molto
aspro fu il ritornare e al primo tolto
Salvossi il Faruffin, restó il Cantelmo
che cor Duca di Sora, che consiglio
fu allhora il tuo? che trar vedesti l elmo
fra mille spade al generoso figlio,
e menar preso a nave, e sopra un schelmo
troncarli il capo, ben mi maraviglio
che darti morte quel spettacol solo
non puote, quanto il ferro a tuo figliuolo
Schiavon crudele, onde hai tu il modo appreso
de la militia? in qual scythia se intende
ch uccider si deggia un poi che s è reso?
o mercè chiama, o piu non si difende
dunque uccidesti lui, perche hà difeso
la patria? il Sol a torto hoggi risplende
crudel seculo, poi che pieno sei
di Thyesti, di Tantali, e di Atrei
Festi Barbar crudel del capo scemo
el piu ardito garzon, che di sua etade
fusse da un polo a l altro, e da l estremo
lito de l Indi, a quel dove il Sol cade
potea in Anthropophagò in Polyphemo
la beltá e li anni suoi trovar pietade
ma non in tè, che sei crudo e fellone
via piu d ogni Cyclope e Lestrigone
Simile exempio non credo che sia
fra li antiqui guerrieri, anzi lor studi
eran di gentilezza e cortesia
ne dopo la vittoria erano crudi
Bradamante di cui vi referia
a qualunque abbattea toccando i scudi
non sol non nocea piu, ma gli tenea
el destrier ancho, e rimontar facea
Di questa donna valorosa e bella
io vi dissi disopra, che abbattuto
haveva Serpentin quel de la Stella
Grandonio di Volterna e Ferrauto
e ciascun d essi poi rimesso in sella
e dissi anchor ch el terzo era venuto
in nome d essa a disfidar Ruggiero
la dove era stimata un cavalliero
Ruggier tenne l invito allegramente
e l armatura sua fece venire
hor mentre che s armava al Re presente
tornaron quei signor di nuovo a dire
chi fusse el cavallier tanto excellente
che di lancia sapea sí ben ferire
e Ferraù che parlato gli havea
fu dimandato, se lo connoscea
Rispose Ferraù tenete certo
che non è alcun di quei chavete detto
a me parea (ch il vidi a viso aperto)
il fratel di Rinaldo giovinetto
ma poi ch io n hó l alto valore experto
e sò che non può tanto Ricciardetto
penso che sia la sua sorella, molto
(per quel ch io n odo) a lui simil di volto
Ella hà ben fama d esser forte, a pare
del suo Rinaldo, e d ogni paladino
ma (quanto n hò veduto hoggi) mi pare
che val piu del fratel, piu del cugino
come Rugger lei sente ricordare
del vermiglio color, ch el matutino
sparge per l aria, si dipinge in faccia
e nel cor trema e non sá che si faccia
A questo annoncio stimulato e punto
dal stral d amor tutto sentì infiammarse
e per l ossa sentì tutto in un punto
corrersi un giaccio chel timor vi sparse
timor ch un sdegno quel amor consunto
non habbia in lei che già per lui sì l arse
Ruggiero e sì confuso che di torre
larme o lasciarle non si sà risciorre
In questo mezo senza fargli motto
da Marphisa la giostra gli fu tolta
era quivi Marphisa, che dibotto
ch el rumor si sentì correre in volta
ch el Re Agramante da Rinaldo rotto
in Arli poca gente havea raccolta
era al soccorso de la sua corona
venuta a proferirsegli in persona
Ella aspettato havendo ch alle prove
di tor Brunello alcun fusse venuto
ch in agonia forse otto giorni o nove
col laccio al collo sempre havea tenuto
ne comparendo ignuno, e queste nuove
sentendo in tanto, ne venne in aiuto
del Re Aphricano, e in man Brunel gli messe
tutte l ingiurie havendogli remesse
Del suo tornar quanto piu dir si pote
mostró allegrezza, et hebbela Agramante
che le gran prove d arme havea già note
di lei per fama, e anchor vedute alquante
ne le minaccie, perhò andaron vuote
d effetto, ch a Brunel fur fatte tante
ch el Re credendo a Marphisa aggradire
e a tutto l mondo, in aria il fe morire
Il manigoldo in luoco inculto et ermo
de corvi pasto e d avoltor l impese
Ruggier che potea solo esserli schermo
che dal laccio altravolta lo difese
la Giustitia di Dio fece ch infermo
si trovò in letto, e quando il caso intese
era sei giorni o sette prima occorso
siche non potea piu dargli soccorso
Hor quivi ritrovandosi Marphisa
che d uscire alla giostra havea gran voglia
et era armata (perche in altra guisa
è raro, o notte o dì che tu la coglia)
sentendo che Ruggier s arma, s avisa
che di quella vittoria ella si spoglia
se lascia che Ruggier esca fuor prima
pensa ire inanzi e haver l honor ne stima
Salta a cavallo, e vien spronando in fretta
ove nel campo la figlia d Amone
con palpitante cor Ruggiero aspetta
desiderosa farselo prigione
e pensa solo ove la lancia metta
perche del colpo habbia minor lesione
Marphisa se ne vien fuor de la porta
e sopra l elmo una Phenice porta
O fusse per superbia, dinotando
se stessa unica al mondo esser forte
o pur sua casta intention lodando
di viver sempremai senza consorte
la figliuola d Amon la mira, e quando
le fattezze ch amava non hà scorte
come si nomi le dimanda, et ode
esser colei, che del suo amor si gode
O per dir meglio, esser colei che crede
che goda del suo amor, colei che tanto
hà in odio, e in ira, che morir si vede
se sopra lei non vendica il suo pianto
volta il cavallo, e con gran furia riede
non per desir di porla in terra, quanto
di passarli con l hasta in mezo il petto
e libera restar d ogni suspetto
Forza è a Marphisa che a quel scontro vada
a provar sel terreno è duro o molle
e cosa tanto insolita le accada
che ne fu per venir di sdegno folle
fu in terra a pena che trasse la spada
e vendicar di quel cader si volle
la figliuola d Amon non men altiera
gridò, che fai? tu sei mia prigionera
Se ben uso con li altri cortesia
usar teco Marphisa non la voglio
come a colei che d ogni villania
odo che sei dotata e d ogni orgoglio
Marphisa a quel parlar fremer s udia
come un vento marin che dia in un scoglio
grida, ma sí la rabbia la confonde
che non può exprimer fuor quel che risponde
Mena la spada, e piu ferir non mira
lei, ch el caval, nel petto e ne la pancia
Bradamante al destrier la briglia gira
e quel da parte subito si lancia
e tutto a un tempo con sdegno e con ira
la Donna da caval spinge la lancia
e con quella toccò Marphisa a pena
che riversar la fece in su l arena
Non fu in terra sì presto, che rizzosse
cercando far con la spada mal opra
di nuovo l hasta Bradamante mosse
e Marphisa di nuovo andò sossopra
ben che possente Bradamante fosse
non perhò sì a Marphisa era disopra
che l havesse ogni colpo riversata
ma tal virtù ne l hasta era incantata
Alcuni cavallieri in questo mezo
alcuni dico de la parte nostra
se n erano venuti dove in mezo
l un campo e l altro si facea la giostra
che non eran lontani un miglio e mezo
veduta la virtù ch el suo dimostra
el suo che non connoscono altrimente
che per un cavallier de la lor gente
E questi il Re Agramante, e il Re Marsiglio
veduti sì alle mura approssimarsi
per ogni caso per ogni periglio
non volson sproveduti ritrovarsi
fero ad alcuni all arme dar di piglio
e fuor de li ripari appresentarsi
tra questi fu Ruggiero, a cui la fretta
di Marphisa la giostra havea intercetta
L inamorato giovene mirando
stava il successo, e gli tremava il core
de la sua cara moglie dubitando
che di Marphisa ben sapea il valore
dubitò dico nel principio, quando
si mosse l una e l altra con furore
ma visto poi come successe il fatto
restò maraviglioso e stupefatto
E poi che fin la lite lor non hebbe
come havean l altre havute al primo scontro
nel cor profondamente gli n encrebbe
dubbioso pur di qualche strano incontro
de l una egli e de l altra il ben vorrebbe
ch ama amendue, non che da porre incontro
sien questi amori è l un fiamma e furore
l altro benivolentia piu che amore
Partita volentier lor pugna havria
se con suo honor potuto havesse farlo
ma quelli chavea seco in compagnia
perche non vinca la parte di Carlo
che già lor par che superior ne sia
saltan nel campo e vogliono turbarlo
da l altra parte i cavallier christiani
si fanno inanzi, e son quivi alle mani
Di quá e di là gridar si sente all arme
come usati eran far quasi ogni giorno
monti chi è a piè, chi non è armato, s arme
alla bandiera ognun faccia ritorno
dicea con chiaro e bellicoso carme
piu d una tromba che scorrea d intorno
ne sveglian men che facciano i cavalli
li fanti a tuon di timpani e taballi
La scaramuzza fiera e sanguinosa
quanto si possa imaginar si mesce
la Donna di Dordona valorosa
a cui mirabilmente aggrava e incresce
che quel di che era tanto disiosa
di por Marphisa a morte non riesce
di quà e di là si volge e si raggira
se Ruggier può veder per cui suspira
Lo riconnobbe all aquila d argento
chavea nel scudo azurro il giovinetto
ella con li occhi e col pensiero intento
fermossi a contemplar le spalle, e il petto
le liggiadre fattezze, e il movimento
pieno di gratia, e poi con gran dispetto
imaginando ch altra ne gioisse
da furore assalita così disse
Dunque baciar sì belle e dolce labbia
deve altra se baciar non le posso io?
ah non sia vero già ch altra mai t habbia
che d altra esser non dei se non sei mio
piu presto che morir sola di rabbia
che meco di mia man mori disio
che se ben qui ti perdo, almen l inferno
poi mi ti renda, e stia teco in eterno
Se tu m occidi, è ben ragion che deggi
darmi de la vendetta almen conforto
che voglion tutti li ordini e le leggi
che chi da morte altrui, debbia esser morto
non par ch ancho il tuo danno il mio pareggi
che tu mori a ragione, io moro a torto
farò morir chi brama ohime ch io mora
ma tu crudel chi t ama e chi t adora
Perche non dei tu mano esser ardita
d aprir col ferro al mio nemico il core
che tante volte a morte m há ferita
sotto la pace in sicurtà d amore
et hor può consentir tormi la vita
ne pur haver pietà del mio dolore
contra questo empio ardisci animo forte
vendica mille mie con la sua morte
Gli sprona contra in questo dir, ma prima
guardati (grida) perfido Ruggiero
non anderai (s io posso) de la opima
spoglia del cor d una donzella altiero
come Ruggier ode il parlar, extima
che sia la moglie sua come era in vero
la cui voce in memoria sì ben hebbe
ch in mille riconnoscer la potrebbe
Ben pensa quel che le parole denno
volere inferir piu, ch ella l accusa
che la convention che insieme fenno
non l osservava, onde per farne excusa
di volerle parlar le fece cenno
ma quella già con la visera chiusa
con cor venia, spinta da sdegno e rabbia
per porlo, e forse ove non era sabbia
Quando Ruggier la vide tanto accesa
si ristrinse ne l arme e ne la sella
la lancia arresta, ma la tien suspesa
piegata in parte ove non nuoccia a quella
la Donna che a ferirlo e fargli offesa
venia con mente di pietà rubella
non puote sofferir, come fu appresso
di porlo in terra, e fargli oltraggio expresso
Così lor lancie van d effetto vuote
a quel incontro, e basta ben se Amore
con l un giostra e con l altro e gli percuote
d una amorosa lancia in mezo il core
poi che la Donna sofferir non puote
di far onta a Ruggier, volse il furore
chavea nel petto altrove. e fece cose
che seran, fin che giri il ciel, famose
In poco spatio ne gettò per terra
trecento e piu con quella lancia d oro
ella sola quel dì vinse la guerra
messa ella sola in fuga il popul Moro
Ruggier di qua e di la s aggira et erra
tanto che se le accosta e dice, io moro
s io non ti parlo, ohime che t hò fatto io
che mi debbi fuggire, odi perdio
Come a i meridional tepidi venti
che spirano dal mar il fiato caldo
le nievi si disciolveno, e i torrenti
e il giaccio che pur dianzi era si saldo
cosí a quei preghi a quei brevi lamenti
il cor de la sorella di Rinaldo
subito ritornò pietoso e molle
ch el sdegno piu che marmo indurar volle
Ne vuole o pote dargli altra risposta
ma da traverso sprona Rabicano
e quanto può da li altri se discosta
e che segua, a Ruggier cenna con mano
fuor de la moltitudine in reposta
valle si trasse, ove era un piccol piano
ch in mezo havea un boschetto di cypressi
che parean d una stampa tutti impressi
In quel boschetto era di bianchi marmi
fatta di nuovo un alta sepoltura
chi dentro giace era con brevi carmi
notato a chi saperlo havesse cura
ma quivi giunta Bradamante parmi
che giá non pose mente alla scrittura
Ruggier drieto il caval l affretta e punge
tanto ch al bosco e alla donzella giunge
Ma ritorniamo a Marphisa che s era
in questo mezo in sul destrier rimessa
e venia per trovar quella guerriera
chel havea al primo scontro in terra messa
e la vide partir fuor de la schiera
e partir Ruggier vide e seguir essa
ne si pensò che per amor seguisse
ma per finir con l arme ingiurie e risse
Urta il cavallo e vien drieto alla pesta
tanto che a un tempo con lor quasi arriva
quanto sua giunta ad ambi sia molesta
chi vive amando il sà senza ch io l scriva
ma Bradamante offesa piu ne resta
che colei vede onde il suo mal deriva
chi le può tor che non creda esser vero
che l amor ve la sproni di Ruggiero?
E perfido Ruggier di nuovo chiama
non ti bastava perfido (disse ella)
che tua perfidia sapessi per fama?
se non me facevi ancho veder quella?
di cacciarmi da te veggio chai brama
e per sbramar tua voglia iniqua e fella
io vuò morir, ma sforzarommi anchora
far morir meco chi è cagion ch io mora
Sdegnosa piu che vipera, si spicca
così dicendo, e và contra Marphisa
ne l hasta al scudo sì presto le appicca
che la fa drieto riversare in guisa
che quasi mezo l elmo in terra ficca
ne si può dir che sia colta improvisa
anzi fe incontra a ciò che far si pote
e pure in terra del capo percuote
La figliuola d Amon che vuol morire
o dar morte a Marphisa, è in tanta rabbia
che non há mente di nuovo a ferire
con l hasta onde a gettar di nuovo l habbia
ma le pensa dal busto dipartire
il capo mezo fitto ne la sabbia
getta da se la lancia d oro, e prende
la spada, e da caval subito scende
Ma tarda è la sua giunta, che si truova
Marphisa incontra, e di tanta ira piena
poi che s hà vista alla seconda prova
cader sì facilmente su l arena
che pregar nulla e nulla gridar giova
a Ruggier che di questo havea gran pena
per l odio che le due guerriere s hanno
da disperate la battaglia fanno
A meza spada vengono dibotto
e per la gran superbia che le hà accese
van pur inanzi, e si son già sì sotto
che altro non puon che venire alle prese
le spade il cui bisogno era interrotto
lascian cadere, e cercan nuove offese
prega Ruggier e supplica amendue
ma poco frutto è in le parole sue
Quando pur vede ch el pregar non vale
di partirle per forza si dispone
lieva di mano ad amendue il pugnale
et al piè d un cypresso lo ripone
poi che ferro non han piu da far male
con preghi e con minaccie s interpone
ma per ciò questa o quella non rimane
e fa ciò che far può con piedi e mane
Ruggier non cessa, hor una hor l altra prende
per la man per le braccia e la ritira
e tanto fa che di Marphisa accende
quanto si puó, contra se il sdegno e l ira
quella che tutto il mondo vilipende
alla amicitia di Ruggier non mira
poi che da Bradamante si distacca
corre alla spada e con Ruggier s attacca
Tu fai da discortese e da villano
Ruggiero a disturbar la pugna altrui
ma ti farò pentir con questa mano
che vuò che basti a vincervi ambedui
cercò Ruggier con parlar molto humano
Marphisa mitigar, ma contra lui
la trovò in modo disdegnosa e fiera
che un perder tempo il ragionar seco era
All ultimo Ruggier la spada trasse
poi che l ira ancho lui fe rubicondo
non credo che spettaculo mirasse
Athene, o Roma, o luoco altro del mondo
che così a riguardanti dilettasse
come dilettò questo e fu giocondo
alla gelosa Bradamate, quando
questo le pose ogni suspetto in bando
La sua spada havea tolta ella di terra
e tratta s era a riguardar da parte
e le parea veder ch el Dio di guerra
fusse Ruggiero alla possanza e a l arte
una furia infernal quando si sferra
sembra Marphisa, se quel sembra Marte
vero è ch un pezzo il giovene gagliardo
di non far ciò che puote hebbe riguardo
Sapea ben la virtù de la sua spada
che tante experienze n hà giá fatto
dove giunge convien che se ne vada
l incanto, o nulla giovi e stia di piatto
siche ritien ch el colpo suo non cada
di taglio o punta, ma sempre di piatto
hebbe Ruggiero acciò lunga avertenza
ma pure un tratto perse la patienza
Perche Marphisa una percossa horrenda
gli mena per dividerli la testa
egli alza el scudo acciò che lo difenda,
il fiero colpo su l Aquila pesta
vieta l incanto che nol spezzi o fenda
ma di stordir non perhò il braccio resta
e s havea altre arme che quelle d Hettorre
gli potea il fiero colpo il braccio torre
E seria sceso indi alla testa, dove
disegnò di ferir l aspra donzella
Ruggiero il braccio manco a pena muove
a pena piu sostien l Aquila bella
per questo ogni pietà da se rimuove
par che in li occhi gli avampi una facella
e quanto può cacciar, caccia una punta
Marphisa guai a te se n eri giunta
Io non vi sò ben dir come si fosse
la spada andò a ferire in un cypresso
e piu d un palmo in l arbore cacciosse
così piantato era quel luoco spesso
in quel momento il monte e il pian si scosse
per terremuoto, e si sentì con esso
da quel avel che in mezo il bosco siede
gran voce uscir ch ogni mortale excede
Grida la voce horribile, non sia
lite tra voi, gli è ingiusto et inhumano
ch alla sorella il fratel morte dia
o la sorella uccida il suo germano
tu mio Ruggier e tu Marphisa mia
credete al mio parlar che non è vano
in un medesimo utero d un seme
fuste concetti e usciste al mondo insieme
Concetti fuste da Ruggier secondo
Galaciella fu la genitrice
li cui fratelli havendole del mondo
tolto il marito tuo padre infelice
senza mirar chavesse in corpo il pondo
di voi, che erate pur di lor radice
la fer, perche s havesse ad affogare
s un debil legno porre in mezo il mare
Ma Fortuna, che voi ben che non nati
havea giá eletti a gloriose imprese,
fece ch el legno a liti inhabitati
sopra le Syrti a salvamento scese
dove, poi che nel mondo v hebbe dati,
Galaciella al ciel l anima rese
come Dio volse e fu vostro destino
a questo caso i mi trovai vicino
Diedi alla madre sepultura honesta
qual dar si puote in la deserta arena
e voi teneri avolti ne la vesta
meco portai sul monte di Carena
e mansueta uscir de la foresta
feci e lasciare i figli una leena
de le cui poppe dieci mesi e dieci
ambi notrir con gran studio vi feci
Un giorno che d andar per la contrada
e da la casa allontanar mi occorse
vi sopravenne a caso una masnada
d Arabi (e ricordar ve ne dè forse)
che te Marphisa tolsero in la strada
ma non poter Ruggier che meglio corse
restai de la tua perdita dolente
e di Ruggier guardian piu diligente
Ruggier se ti guardò mentre che visse
il tuo maestro Atlante tu lo sai
di te sentì predir le stelle fisse
che tra christiani a tradigion morrai
e perche il male influsso non seguisse
tenertene lontan m affaticai
ne obstare al fin potendo alla tua voglia
infermo caddi, e mi morì di doglia,
Ma nanzi a morte, quì dove previdi
che con Marphisa haver pugna devevi
feci raccor con infernal sussidi
a formar questa tomba i sassi grevi
et a Charon dissi con alti gridi
non vuò che dopo morte il spirto lievi
di questo bosco, fin che non ci giugna
Ruggier con la sorella per far pugna
E cosí ha il spirto mio per le belle ombre
molti giorni aspettato il venir vostro
siche mai gelosia piu non t ingombre
o Bradamante ch ami Ruggier nostro
ma tempo è hormai che de la luce io sgombre
e mi conduca al tenebroso chiostro
qui si tacque, e a Marphisa et alla figlia
d Amon lasciò e a Ruggier gran maraviglia
Riconnobbe Marphisa per sorella
Ruggier con molto gaudio, et ella lui
e ad abbracciarsi, senza offender quella
che per Ruggiero ardea, vanno ambidui
e ramentando de l età novella
alcune cose, io feci, io dissi, io fui,
venner trovando con piu certo effetto
tutto esser ver, quel chavea il spirto detto
Ruggiero alla sorella non ascose
quanto havea nel cor fissa Bradamante
e narrò con parole affettuose
de le obligation che le havea tante
e non cessò ch in grande amor compose
le discordie ch insieme haveano inante
e fe per segno di pacificarsi
che humanamente andaro ad abbracciarsi
A dimandar poi ritornò Marphisa
chi stato fusse, e di che gente il padre
e chi l havesse morto, et a che guisa
s in campo chiuso o fra l armate squadre
e chi commesso havea che fusse uccisa
dal mar atroce la misera madre
che se già l havea udito da fanciulla
hor ne tenea poca memoria o nulla
Ruggier incominció, che da Troiani
per la linea d Hettorre erano scesi
che poi che Astyanatte de le mani
campò d Ulisse e da li aguati tesi
havendo un de fanciulli coetani
per lui lasciato, uscì di quei paesi
e dopo un lungo errar per la marina
venne in Sicilia, e dominò Messina
Li descendenti suoi di qua dal Faro
signoreggiar de la Calabria parte
e dopo piu successioni, andaro
ad habitar ne la cittá di Marte
piu d uno imperatore, e re preclaro
fu d esto sangue in Roma, e in altra parte
cominciando a Costante, e a Costantino
sino al re Carlo figlio di Pipino
Fu Ruggier primo e Giambaron di questi
Bovo, Rambaldo, al fin Ruggier secondo
che fe come d Atlante udir potesti
di nostra madre l utero fecondo
de la progenie nostra i chiari gesti
per l historie vedrai celebri al mondo
seguì poi come venne il re Agolante
con Aimonte e col padre d Agramante
E come menò seco una donzella
ch era sua figlia tanto valorosa
che molti paladin gettò di sella
e di Ruggier al fin venne amorosa
e per suo amor dal padre fu ribella
e battizossi, e diventogli sposa
narrò come Beltramo traditore
per la cognata arse d incesto amore
E che la patria, il padre e li fratelli
tradì, così sperando acquistar lei
aperse Risa all inemici, et quelli
feron di tutti portamenti rei
come Agolante e i figli iniqui e felli
poser Galaciella, che di sei
mesi era grave, in mar senza governo
quando fu tempestoso al maggior verno
Stava Marphisa con serena fronte
fisa al parlar ch el suo german facea
et esser scesa da la bella fonte
chavea sì chiari rivi, si godea
quindi Mongrana, e quindi Chiaramonte
le due progenie derivar sapea
ch al mondo fur molti e moltianni e lustri
splendide senza par d huomini illustri
Poi ch el fratello al fin le venne a dire
ch el padre d Agramante, e l avo, e il zio
Ruggiero a tradigion feron morire
e posero la moglie a caso rio
piu non lo puote la sorella udire
che lo interroppe, e disse fratel mio
(salva tua gratia) havuto hai troppo torto
a non ti vendicar del padre morto
Se d Aimonte e Troian non ti potevi
insanguinar, ch erano morti inante
vendicar de li figli te devevi
perche vivendo te vive Agramante?
questa è una macchia che mai non ti lievi
dal viso, poi che dopo offese tante
non pur posto non hai questo re a morte
ma tu vivi al suo soldo, e in la sua corte
Io fo ben voto a Dio che adorar voglio
Christo Dio vero ch adorò mio padre
che di questa armatura non mi spoglio
fin che Ruggier non vendico e mia madre
e vuó dolermi, e fin hora mi doglio
dite, se piu ti veggio tra le squadre
del re Agramante, o d altro signor Moro
se non col ferro in man per danno loro
O come a quel parlar lieva la faccia
la bella Bradamante, e ne gioisce
e conforta Ruggier che così faccia
come Marphisa sua ben l ammonisce
e vegna a Carlo, e connoscer si faccia
che tanto honora, lauda, e reverisce
del suo padre Ruggier la chiara fama
che anchor guerrier senza alcun par lo chiama
Ruggier accortamente le rispose
che da principio questo far devea
ma per non haver ben note le cose
come hebbe poi, tardato troppo havea
hor essendo Agramante che gli pose
la spada al fianco, farebbe opra rea
dandogli morte, e seria traditore
che già tolto l havea per suo signore
Promettea ben, come anchor già promesse
a Bradamante, di trovar un modo
che partir con ragion se ne potesse
siche non fusse giudicato frodo
e ben che inanzi fatto non l havesse
era per farlo in pochi dì ogni modo
e dava colpa d esser stato tardo
al combatter che fe con Mandricardo
Perche era stato un mese e piu nel letto
e buona testimon Marphisa n era
fu sopra questo assai risposto, e detto
da l una e da l altra inclyta guerriera
l ultima conclusion, l ultimo effetto
è che Ruggier ritorni alla bandiera
del suo signor, fin che cagion gli accada
che giustamente a Carlo se ne vada
Lascialo pur andar (dicea Marphisa
a Bradamante) e non aver timore
fra pochi giorni i farò ben in guisa
ch el re Aphrican non gli fera signore
Bradamante di nuovo fu divisa
dal suo Ruggiero, e dal suo proprio core
non vuò ch in questo canto piu si parli
di chi va a Carlo, e di chi torna in Arli