Canto .XXXVI.

By Ludovico Ariosto

lUngo seria se li diversi casi

volessi dir di quel naval conflitto

et raccontarlo a voi sarebbe quasi

magnanimo figliuol dHercole invitto

portar (come si dice) a Samo vasi

nottole Athene & crocodili a Egytto

che quanto per udita io ve ne parlo

Signor miraste et feste altrui mirarlo

Gran spettacolo & lungo hebbe il fedele

vostro popul la notte e il di che stette

come in theatro: linimiche vele

mirando in Po tra ferro & fuoco astrette

che gridi udir si possano et querele

ch onde veder di sangue humano infette

per quanti modi in tal pugna si muora

vedeste e a molti il dimostraste allhora

Nol vide io gia: ch ero sei giorni inanti

mutando ognhora altre vetture: corso

con molta fretta et molta: a i piedi santi

del gran pastore a dimandar soccorso

poi ne cavalli bisognar ne fanti

ch in tanto al Leon dor lartiglio e il morso

havate rotro si: che piu molesto

non lho sentito da quel giorno a questo

Lontano ero io: ma il Bagno: il Zerbinato

Luigi: Alfonso: Elpasto: Afranio: Alberto

Alexandro: Hannibal ch erano in fatto

tanto me ne contar ch io ne fui certo

me ne chiarir poi le bandiere affatto

vistone al tempio il gran numero offerto

et quindice galee ch a queste rive

con mille legni star vidi captive

Chi vide allhor lincendi & li naufragi

le tante uccisioni & si diverse

che vendicando i nostri arsi palagi

fin che fu preso ogni naviglio ferse

potra veder le morti & li disagi

chel miser popul dAphrica sofferse

col Re Agramante in mezo londe salse

la scura notte che Dudon lo assalse

Era la notte & non si vedea lume

quando se incominciar laspre contese

ma poi chel zolpho: la pece: il bitume

sparso in gran copia: ha prore & sponde accese

& la vorace fiamma arde & consume

le navi & le galee poco difese

si chiaramente ognun si vedea intorno

che la notte parea mutata in giorno

Onde Agramante che per laer scuro

non havea lo inimico in si gran stima

ne haver contrasto si credea si duro

che resistendo: al fin non lo reprima

poi che rimosse le tenebre furo

& vide quel che non credeva prima:

che le navi nimiche eran duotante

fece pensier diverso a quel dinante

Smonta con pochi: ove in spalmata barca

ha Brigliador et laltre cose care

tra legno & legno taciturno varca

fin che si truova in piu sicuro mare

da suoi lontan che Dudon preme & carca

et mena a conditioni acri & amare

li arde il foco il mar sorbe il ferro strugge

egli che ne cagion via se ne fugge

Fugge Agramante et ha con lui Sobrino

con cui si duol di non gli haver creduto

quando previde con occhio divino

e il mal gli annoncio chor gli e avenuto

ma torniamo ad Orlando paladino

che prima che Biserta habbia altro aiuto

consiglia Astolfo che la getti in terra

siche a Francia mai piu non faccia guerra

E cosi fu publicamente detto

chel campo in arme al terzo di sia instrutto

molti navigli Astolfo a questo effetto

tenuti havea: ne Dudone hebbe il tutto

& ne diede il governo a Sansonetto

buon guerrier parimente al molle e al sciutto

& quel si pose: in su lancore sorto

contra a Biserta: un miglio appresso al porto

Come veri christiani Astolfo e Orlando

che senza Dio non vanno a rischio alcuno

ne lexercito fan publico bando

che sieno oratione fatte & digiuno

& poi chel terzo Sol dal mar spuntando

ritruovi in arme apparecchiato ognuno

per expugnar Biserta che data hanno

vinta che s habbia: a fuoco & saccomanno

Et cosi poi che le abstinentie e i voti

debitamente celebrati foro

gli amici: li parenti: & li piu noti

si cominciaro a convitar tra loro

dato restauro a corpi exhausti & voti:

abbracciandosi insieme lachrymoro

tra loro usando i modi & le parole

che tra gliamici al dipartir si suole

Dentro a Biserta i sacerdoti santi

supplicando col populo dolente

battonsi il petto: & con dirotti pianti

chiamano il lor Machon che nulla sente

quante vigilie: quante offerte: quanti

doni promessi son privatamente

quanto in publico templi: statue: altari:

memoria eterna de lor casi amari

Et poi che dal Cadi fu benedetto

prese il populo larme: & torno al muro

anchor giacea col suo Tithon nel letto

la bella Aurora: et era il cielo oscuro

quando Astolfo & li suoi (come fu detto)

con larme in dosso agli ordini lor furo

& poi chel segno che die il Conte udiro

Biserta con grande impeto assaliro

Havea Biserta da dui canti il mare

sedea dagli altri dui nel lito asciutto:

con fabrica excellente & singulare

fu antiquamente il suo muro construtto

poco altro ha che laiuti o la ripare

che poi chel Re Branzardo fu ridutto

dentro da quella: pochi mastri: & poco

pote haver tempo a riparare il loco

Astolfo da lo assunto al Re de Neri

che faccia a merli tanto nocumento

con falariche fonde & con arcieri

che non si affacci alcun di quelli drento

siche passin pedoni e cavallieri

fin sotto la muraglia a salvamento

de quai non viene alcun che non sia grave

dasse: di petra: o di fascina: o trave:

Et legna: & strame: ognun nel fango getta

torna per anche: & vien di mano in mano

la grossa acqua il di nanzi fu intercetta

siche in piu parti si scopria il pantano

tutta la fossa fu atturata in fretta

et quasi e sin a muri uguale il piano

Astolfo: Orlando: & Olivier procura

di far salir li fanti in su le mura

Li Nubi dogni indugia impatienti

da la speranza del guadagno tratti:

non mirando a pericoli imminenti:

coperti da testugini & da gatti

con arieti & lor altri instrumenti

a forar torri & porte rompere atti:

tosto si fero alla citta vicini

ne ritrovar sprovisti i saracini

Che ferro: & di fuoco & sassi gravi

d alto spargendo lhorribil tempeste

facean per forza aprir tavole & travi

de le machine in lor danno conteste

ne laria oscura li principii pravi

danneggiar piu le battizate teste

ma poi chel Sole usci del ricco albergo

volto Fortuna a saracini il tergo

Da tutti i canti risforzar lo assalto

fe il conte Orlando da mare et da terra

Sansonetto chavea larmata in alto

entro nel porto & si accosto alla terra

& con frombe & con archi facea dalto

& con varii tormenti estrema guerra

et daltra parte expedia lance & scale

ogni apparecchio & munition navale

Facea Oliviero: Orlando: & Brandimarte

et quel che fu si dianzi in aria ardito

aspra et fiera battaglia da la parte

che lungi al mar era piu dentro al lito

ciascun d essi venia con una parte

de lhoste che se havean quadripartito

qual a mur: qual a porte: & qual altrove

tutti davan di se lucide pruove

Il valor di ciascun meglio si puote

veder cosi che se fusser confusi

chi sia degno di premio & chi di note:

apppare inanzi a mill occhi non chiusi

torri di legno trannosi con ruote

& li elephanti altre ne portano usi

che su lor dossi cosi in alto vanno

che i merli sotto a molto spatio stanno

Vien Brandimarte: et pon la scala a muri

& sale: & di salir altri conforta

segueno molti intrepidi & sicuri

che non puon dubitar sotto tal scorta

non e chi miri o chi mirar si curi

se quella scala il gran peso comporta

sol Brandimarte all inimici attende

pugnando sal tanto ch un merlo prende

Et con mano & con pie quivi si attacca

salta su i merli: & mena il brando involta

urta: riversa: & fende: & fora: e ammacca

et di se mostra experientia molta

ma tutto a un tempo la scala si fiacca

che troppa soma et di soperchio ha tolta

glialtri in la fossa tornano a gran salto

et Brandimarte sol lasciano in alto:

Per cio non perde il cavallier lo ardire

ne pensa riportare adrieto il piede

ben che de suoi non vede alcun seguire

ben che berzaglio alla citta si vede

pregavan molti: & non volle egli udire:

di ritornar: ma dentro al mur si diede

io dico che giu salto dentro alla terra

dentro dal mur che la circonda & serra

Come trovato havesse o piume o paglia

presse il duro terren senza alcun danno

quelli cha intorno affrappa: fora: & taglia

come si affrappa: & taglia: & fora il panno

hor contra questi hor contra quei si scaglia

et quelli: & questi in fuga se ne vanno

pensan quelli di fuor che lhan veduto

dentro saltar: che tardo fia ogni aiuto

Per tutto il campo alto rumor si spande

di voce in voce il mormorio e il bisbiglio

la vaga Fama intorno si fa grande

& narra et accrescendo va il periglio

dove era Orlando (perche da piu bande

si dava assalto) ove di Othone il figlio

dove Olivier: quella volando venne

senza posar mai le veloci penne

Questi guerrier: & piu di tutti Orlando

ch amano brandimarte & lhanno in pregio

udendo che se van troppo indugiando

perderanno un compagno cosi egregio

piglian le scale & qua e la montando

mostrano a gara animo altiero & regio

con si audace sembiante & si gagliardo

che linimici fan tremar col sguardo

Come nel mar che per tempesta freme

assaglion lacque il temerario legno

chor da la prora hor da le parti estreme

cercano entrar piene rabbia & sdegno

el pallido nocchier sospira etgeme

ch aiutar deve: & non ha cor ne ingegno

una onda viene al fin ch occupa il tutto

& dove quella entro segue ogni flutto

Cosi dipoi chebbeno presi i muri

quelli tre primi: fu si largo il passo

che glialtri hormai seguir ponno sicuri

che mille scale hanno fermate al basso

haveano intanto li arieti duri

rotto in piu lochi: & con si gran fraccasso:

che si poteva in piu che in una parte

soccorrer lanimoso Brandimarte

Con quel furor chel Re de fiumi altiero

quando rompe tal volta argini & sponde

ne campi Mantuani apre il sentiero

e i grassi solchi: & le biade feconde

& con le sue capanne il gregge intiero

& con li cani i pastor porta in londe

guizzano i pesci a gliolmi in su la cima

ove solean volar li augelli in prima

Con quel furor la impetuosa gente

la dove havea in piu parti il muro rotto

entro col ferro et con la face ardente

a distruggere il popul mal condotto

homicidio rapina: & man violente

nel sangue et nel haver: trasse dibotto

la ricca & triomphal citta a ruina

che fu di tutta lAphrica regina

Dhuomini morti pieno era per tutto

et de le innumerabili ferite

fatto era un stagno piu scuro et piu brutto

di quel che cinge la citta di Dite:

di casa in casa un lungo incendio indutto

ardea palagi: portici: et meschite

di pianti et strida: & man percosse a i petti

suonano i voti: & depredati tetti

Li vincitori uscir de le funeste

porte vedeansi di gran preda onusti

chi con bei vasi: & chi con ricche veste:

chi con rapiti argenti a Dei vetusti:

chi trahea i figli: & chi le madri meste

fur fatti stupri & mille altri atti ingiusti:

de quali Orlando una gran parte intese

ne lo pote vietar: ne il Duca inglese

Fu Bucifar de lAlgazera morto

con esso un colpo da Olivier gagliardo

perduta ogni speranza ogni conforto

si uccise di sua mano il Re Branzardo

con tre ferite onde mori di corto

fu preso Folvo dal Duca dal pardo

questi eran tre che al suo partir lasciato

havea Agramante a guardia de lo stato

Agramante che intanto havea deserta

larmata: & con Sobrin n era fuggito:

pianse da lungi & sospiro Biserta

veduto si gran fiamma arder sul lito

poi piu dappresso hebbe novella certa

come de la sua terra il caso era ito

et di uccider se stesso in pensier venne

& lo facea: ma il Re Sobrin lo tenne

Dicea Sobrin che piu vittoria lieta

Signor potrebbe il tuo inimico havere?

che la tua morte udire? onde quieta

si speraria poi lAphrica godere

questo contento il viver tuo gli vieta

quindi havra sempre causa di temere

sa ben che lungamente Aphrica sua

esser non puo se non per morte tua

Tutti i sudditi tuoi: morendo: privi

de la speranza: un ben che sol ne resta

spero che n habbi a liberar se vivi

et trar d affanno & ritornarne in festa

so che se muori: sian sempre captivi

Aphrica sempre tributaria & mesta

dunque: se in util tuo viver non vuoi

vivi Signor per non far danno ai tuoi

Dal Soldano dEgytto tuo vicino

esser puoi certo haver denari & gente

mal volentieri il figlio di Pipino

in Aphrica vedra cosi potente

verra con ogni sforzo Norandino

per ritornarti in regno il tuo parente:

Armeni: Turchi: Persi: Arabi: & Medi

tutti in soccorso havrai se tu li chiedi

Con tali & simil detti il Vecchio accorto

studia tornar il suo Signor in speme

di racquistarsi lAphrica di corto

ma nel suo cor forse il contrario teme

sa ben quanto e a mal termine e mal porto

& come spesso in van sospira & geme

chiunque il regno suo si lascia torre

& per soccorso a Barbari ricorre

Hannibale & Iugurta di cio foro

buon testimoni: & altri al tempo antico:

al tempo nostro Ludovico il Moro

dato in poter d unaltro Ludovico

vostro fratello Alfonso: da costoro

ben hebbe exempio: a voi Signor mio dico

che sempre ha riputato pazzo expresso

chi piu si fida in altri che in se stesso

E perho ne la guerra che gli mosse

del Pontifice irato un duro sdegno

anchor che ne le deboli sue posse

non potessi egli far molto disegno

et chi lo difendea: d Italia fosse

spinto: et ne havesse il suo nimico il regno

ne per minaccie mai ne per promesse

si pote indur chel stato altrui cedesse

Il Re Agramante allOriente havea

volta la prora: & sera spinto in lalto

quando da terra una tempesta rea

mosse da banda impetuoso assalto

il nocchier ch al governo vi sedea

io vegho (disse alzando gliocchi ad alto)

una procella apparecchiar si grave

che contrastar non le potra la nave

Se attendete Signori al mio consiglio

qui da man manca a una isola vicina

a salvamento io ridurro il naviglio

fin che passi il furor de la marina

consenti il Re Agramante: & di periglio

usci: pigliando la spiaggia mancina

che per salute de nocchieri giace

tra li Aphri et di Vulcan lalta fornace

Di habitationi e lisoletta vota

di lauri & myrti piena & di ginepri

ioconda solitudine et remota

a cervi a danni a caprioli & lepri

& fuor che a piscatori e poco nota

dove sovente a rimondati vepri

suspendon per sciugarle humide reti

dormeno in tanto i pesci in mar quieti

Quivi trovar che s era un altro legno

cacciato da Fortuna gia ridutto

el gran guerrier che in Sericana ha regno

levato dArli havea quivi condutto

con modo riverente & di se degno

luno & laltro Signor si abbraccia al sciutto

cherano amici & poco inanzi furo

compagni darme al Parigino muro

Con molto dispiacer Gradasso intese

del Re Agramante le fortune averse

poi confortollo: & come Re cortese

con la propria persona se gli offerse

ma ch egli andasse allo infedel paese

dEgytto per aiuto non sofferse

che vi sia (disse) periglioso gire

dovria Pompeio i profugi ammonire

Et perche detto mhai che con lo aiuto

de li Ethiopi subditi al Senapo

Astolfo a torti lAphrica e venuto

& che arsa ha la citta che nera capo

& che Orlando e con lui che diminuto

poco inanzi di senno haveva il capo

mi pare al tutto un ottimo rimedio

haver pensato a farti uscir di tedio

Io pigliaro per amor tuo la impresa

di entrar col Conte a singular certame

contra me so che non havra difesa

se tutto fosse di ferro o di rame

morto lui stimo la christiana Chiesa

quel che lagnelle il lupo chabbia fame

ho poi pensato (& mi fia cosa lieve)

di far li Nubi uscir dAphrica in breve

Faro che li altri Nubi: che da loro

il Nilo parte: & la diversa legge

li Arabi: li Macrobi: questi doro

& gente ricchi: & quei di equino gregge

Persi & Caldei: perche tutti costoro

con altri molti il scettro mio corregge

faro che in Nubia lor faran tal guerra

che non potran fermarsi in la tua terra

Al Re Agramante assai parve opportuna

del Re Gradasso la seconda offerta

& se chiamo obligato alla fortuna

che lo havea tratto all isola deserta

ma non vuol torre a condition alcuna

(se racquistar credesse indi Biserta)

che battaglia per lui Gradasso prenda

che in cio gli par che lhonor troppo offenda

Se a disfidar sha Orlando: son quell io

(rispose) a cui la pugna piu conviene

& pronto vi saro: poi faccia Dio

di me come gli pare o male o bene

faccian (disse Gradasso) al modo mio

a un nuovo modo che in pensier mi viene

questa battaglia pigliamo ambedui

incontra Orlando: e un altro sia con lui

Pur che io non resti fuor non me ne lagno

disse Agramante: o sia primo o secondo

ben so ch in arme ritrovar compagno

di te miglior non si puo in tutto il mondo

& io (disse Sobrin) dove rimagno

& se vecchio vi paio: vi rispondo

chio debbo esser piu experto: et nel periglio

presso alla forza e buono haver consiglio

Duna vecchiezza valida & robusta

era Sobrino & di famosa pruova

& dice che in vigor leta vetusta

de la sua prima indifferente truova

perho glialtri dui Re stimaron giusta

la sua dimanda: & presto si ritruova

un che si mandi a gli Aphricani lidi

& da lor parte il conte Orlando sfidi

Che shabbia a ritrovar con numer pare

di cavallieri armati in Lipadusa

una isoletta e questa: che dal mare

medesmo che li cinge e circonfusa

non cesso il messo a vela & remi andare

come quel che prestezza al bisogno usa

che fu a Biserta: & trovo Orlando quivi

partir la preda a i Nubi & li captivi

Lo invito di Gradasso et dAgramante

& di Sobrino in publico fu expresso

tanto giocondo al principe dAnglante

che d ampli doni honorar fece il messo

havea da li compagni udito innante

chel Re Gradasso al fianco si havea messo

sua Durindana: & egli per desire

di racquistarla: in India volea gire

Stimando non haver Gradasso altrove

poi che udi che di Francia era partito

hor piu vicin gli e offerto luogo: dove

spera che il suo gli fia restituito

il bel corno dAlmonte ancho lo muove

ad accettar si volentier lo invito

& Brigliador non men: che sapea in mano

esser venuti al figlio di Troiano

Per compagni si elegge alla battaglia

il fedel Brandimarte e il suo Cognato

provato ha quanto & luno & laltro vaglia

sa che da trambi e sommamente amato

buon caval: buona piastra: & buona maglia

& spade cerca & lancie in ogni lato

per se & compagni: che sappiate parme

che nessun dessi havea le solite arme

Orlando (come io vho detto piu volte)

de le sue sparse per furor la terra

a glialtri ha Rodomonte le lor tolte

chor alta torre in ripa un fiume serra

non se ne puo per Aphrica haver molte

si perche in Francia havea tratto alla guerra

il Re Agramante cio ch era di buono

si perche poche in Aphrica ne sono

Cio che di ruginoso & di brunito

haver si puo: fa ragunare Orlando

con li compagni in tanto va pel lito

de la futura pugna ragionando

gli avien: ch essendo fuor del campo uscito

piu di tre miglia: et gliocchi al mar alzando

vide con le vele alte un grosso legno

verso il lito calar senza ritegno

Senza nocchieri & senza naviganti

sol come il vento & sua fortuna il mena

venia con le vele alte il legno inanti

tanto che se ritenne in su larena

ma prima che di questo piu vi canti

lamor ch a Ruggier porto mi rimena

alla sua historia: et vuol ch io vi racconte

di lui & del guerrier di Chiaramonte

Di questi dui guerrier: dissi che tratti

serano fuor del martial agone

viste convention rompere & patti

& turbarsi ogni squadra & legione

chi prima i giuramenti habbia disfatti

& sia di tanto mal stato cagione

o lImperator Carlo o il Re Agramante

studian saper da chi lor passa inante

Un servitor in tanto di Ruggiero

chera fedele & pratico & astuto

ne pel conflitto di dui campi fiero

havea di vista il patron mai perduto

venne a trovarlo: & la spada e il destriero

gli diede: perche a suoi fusse in aiuto

monto Ruggiero & la sua spada tolse

ma in la battaglia intrar non perho volse

Quindi si parte: ma prima rinuova

quel patto: quel che con Rinaldo havea

che se pergiuro il suo Agramante truova

lasciera lui con la sua setta rea

per quel giorno Ruggier fare altra pruova

darme non volse: ma solo attendea

fermar hor questo hor quello: & dimandarlo

chi prima ruppe o il re Agramante o Carlo

Ode da tutto il mondo che la parte

del Re Agramante fu che ruppe prima

Ruggiero ama Agramante: & se si parte

per cio da lui grande error lo stima

fur le genti Aphricane & rotte & sparte

(questo ho gia detto inanzi) & da la cima

de la volubil ruota tratte al fondo

come piacque a colei che aggira il mondo

Tra se volve Ruggiero & fa discorso

se restar deve o il suo Signor seguire

gli pon lamor de la sua donna un morso

per non lasciarlo in Aphrica piu gire

lo volta & gira et a contrario corso

lo sprona & lo minaccia di punire

sel patto e il giuramento non tien saldo

che fatto havea col paladin Rinaldo

Non men da laltra parte il sferza & sprona

la vigilante & stimulosa cura

che se Agramante in quel caso abbandona

a vilta gli sia ascritto et a paura

se del restar la causa parra buona

a molti: a molti ad accettar fia dura

molti diran che non se de osservare

quel chera ingiusto e illicito a giurare

Tutto quel giorno & la notte seguente

stette solingo: & cosi laltro giorno

pur travagliando la dubbiosa mente

se partir deve o far quivi soggiorno

pel Signor suo conclude finalmente

di fargli dietro in Aphrica ritorno

potea in lui molto il coniugale amore

ma piu vi potea il debito & lhonore

Torna verso Arli che trovarvi spera

larmata anchor: ch in Aphrica il transporti

ne legno in mar ne dentro alla rivera

ne saracini vede se non morti

seco al partire ogni legno che vera

trasse Agramante: el resto arse ne porti

fallitogli il pensier: prese il camino

verso Marsiglia pel lito marino

Sa che vi potra haver qualche naviglio

ch a prieghi o forza il porti all altra riva

gia v era giunto del Danese il figlio

con larmata de Barbari captiva

non si havrebbe potuto un gran di miglio

gittar ne lacqua: tanto la copriva

la spessa moltitudine de navi

de vincitori & de prigioni gravi

Le navi de pagani: che avanzaro

dal fuoco & dal naufragio quella notte

(excetto poche che in fuga ne andaro

tutte a Marsiglia havea Dudon condotte

sette di quei ch in Aphrica regnaro:

che poi che le lor genti vider rotte

con sette legni lor seran renduti:

stavan dolenti lachrimosi et muti

Era Dudon sopra la spiaggia uscito

ch a trovar Carlo andar volea quel giorno

et de captivi & de lor spoglie: ordito

con lunga pompa havea un triompho adorno

eran tutti i prigion stesi nel lito

e i Nubi vincitori allegri intorno

che facevan del nome di Dudone

intorno risonar la regione

Venne in speranza di lontan Ruggiero

che questa fusse armata dAgramante

& per saperne il certo urto il destriero

ma riconnobbe come fu piu inante

il Re de Nasamona prigionero:

Bambirago: Agricalte: & Farurante

Manilardo: et Balastro: & Rimedonte

che piangendo tenean bassa la fronte

Ruggier che li ama sofferir non puote

lasciarli in la miseria in che li truova

quivi sa che a venir con le man vote

senza usar forza il pregar poco giova

la lancia abbassa: & chi li tien percuote

& fa del suo valor lusata pruova

stringe la spada e in un piccol momento

ne fa cadere intorno piu di cento

Dudone ode il rumor: la strage vede

che fa Ruggier: ma chi sia non connosce

vede li suoi ch in fuga han volto il piede

con gran timor con pianto & con angosce

presto il destriero il scudo & lelmo chiede

che gia havea armato & petto & braccia e cosce

salta a cavallo & si fa dar la lancia

& non oblia ch e paladin di Francia

Grida che si ritiri ognun da canto

spinge il cavallo: & fa che sente i sproni

Ruggier cento altri ne havea occisi in tanto

& gran speranza dato alli prigioni

& come venir vide Dudon santo

solo a caval: che glialtri eran pedon

stimo che capo e che Signor lor fosse

& contra lui con gran desir si mosse

Gia mosso prima era Dudon: ma quando

senza lancia Ruggier vide venire

lunge da se la sua gitto: sdegnando

con tal vantaggio il cavallier ferire

Ruggiero al cortese atto riguardando

disse fra se: costui non puo fallire

esser di quelli cavallier perfetti

che paladin di Francia sono detti

Inanzi che segua altro: voglio il nome

saper di lui se non mi vuol celarlo

& cosi dimandollo: & seppe come

era Dudon de paladin di Carlo:

Dudon gravo Ruggier poi di ugual some

& lo trovo corte in satisfarlo

poi che i nomi tra lor si hebbeno detti

si disfidaro & vennero a gli effetti

Havea Dudon quella ferrata mazza

ch in mille imprese gli die eterno honore

con essa mostra ben: che egli e di razza

di quel Danese pien dalto valore

la spada che non cura elmo o corazza

di che non era al mondo la migliore

trasse Ruggiero & fece paragone

di sua virtude al paladin Dudone

Ma perche in mente ognhora havea: di meno

offender la sua Donna che potea

certo era ben: che se spargea il terreno

del sangue di costui: quella offendea

de le case di Francia instrutto a pieno

la madre di Dudone esser sapea

Armelina sorella di Beatrice

che era di Bradamante genitrice

Per questo mai di punta non gli trasse

& di taglio rarissimo feria

schermiase ovunque la mazza calasse

hor ribattendo hor dandole la via

crede Turpin che per Ruggier restasse

che Dudon morto in pochi colpi havria

ne mai qualunque volta si scoperse

ferir se non di piatto lo sofferse

Di piatto usar potea come di taglio

Ruggier la spada sua chavea gran schiena

& quivi a strano giuoco di sonaglio

sopra Dudon con tanta forza mena

che spesso a gliocchi gli pon tal barbaglio

che si ritien di non cadere a pena

ma per esser piu grato a chi me ascolta

il cantar differisco a unaltra volta