Canto XXXVII.

By Ludovico Ariosto

l Odor che sparso in ben notrita & bella

o chioma: o barba: o delicata vesta:

di giovene leggiadro: o di donzella

ch amor sovente lachrymando desta:

se spira: & fa sentir di se novella

& dopo molti giorni anchora resta

mostra con chiaro & evidente effetto

come a principio buono era & perfetto

Lalmo liquor che a i meditori suoi

fece Icaro gustar con suo gran danno

& che si dice che gia Celte et Boi

fe passar lalpe & non sentir laffanno

mostra che dolce era a principio: poi

che si serva anchor dolce al fin de lanno

larbor ch al tempo rio: foglia non perde

mostra ch a primavera era anchor verde

Linclyta stirpe che per tanti lustri

raggio di cortesia sempre gran lume

& par ch ognhor piu ne risplenda & lustri

fa che con chiaro inditio si presume

che chi progenero gli Estensi illustri

dovea dogni laudabile costume

che sublimar al ciel glihuomini suole

splender non men che fra le stelle il Sole

Ruggier pur come in ciascadun suo gesto

dalto valor & cortesia solea

dimostrar chiaro segno & manifesto

& sempre piu magnanimo parea:

cosi verso Dudon lo mostro in questo

col qual (come di sopra io vi dicea)

dissimulato havea quanto era forte

per pieta che gli havea ponerlo a morte

Havea Dudon ben connnosciuto certo

che ucciderlo Ruggier non lha voluto

perche si ha ritrovato hor al scoperto

hor stanco si che piu non ha potuto

poi che chiaro comprende & vede aperto

che gli ha rispetto & che va ritenuto

quando di forza & gagliarda val meno

di cortesia non vuol cedergli al meno

Perdio (dice) Signor pace facciamo

ch esser non puo piu la vittoria mia

esser non puo piu mia: che gia mi chiamo

vinto & prigion de la tua cortesia

Ruggier rispose: & io la pace bramo

non men di te: ma che con patto sia

che questi sette Re che hai qui legati

lasci che in liberta mi siano dati

Et gli mostro li sette Re ch io dissi

che stavano legati a capo chino

et gli suggiunse che non gli impedissi

pigliar con essi in Aphrica il camino

& cosi furo in liberta remissi

quei Re: che glil concesse il paladino

& gli concesse anchor: che un legno tolse

quel che a lui parve: e verso Aphrica sciolse

Sciolse il naviglio & fe scioglier la vela

& se die al vento perfido in possanza

che da principio in la gonfiata tela

spiro secondo: & die al nocchier baldanza

il lito fugge: e in tal modo si cela

che par che ne sia il mar rimaso sanza

nel oscurar del giorno fece il vento

chiara la sua perfidia e il tradimento

Mutosse da la poppa ne le sponde

indi alla prora: & qui non rimase ancho

ruota il naviglio & li nocchier confonde

chor di drieto hor dinanzi hor loro e al fianco

surgono altiere & minacciose londe

muggendo sopra il mar va il gregge bianco

di tante morti in dubbio e in pena stanno

quanto son lacque che a ferir li vanno

Hor da fronte hor da tergo il vento spira

& questo inanzi: & quello a dietro caccia

un altro da traverso il legno aggira

& ciascun pur naufragio gli minaccia

quel che siede al governo alto sospira

pallido & sbigottito ne la faccia

& grida in vano: e in van con mano accenna

hor di voltar: hor di calar lantenna

Ma poco il cenno: el gridar poco vale

tolto e il veder da la piovosa notte

la voce senza udirsi in aria sale

in laria che feria con maggior botte

de naviganti il grido universaie

e il fremito de londe insieme rotte

e in prora e in poppa e in amendue le bande

non si puo cosa udir che si commande

Da la rabbia del vento che si fende

ne le ritorte: escono horribil suoni

di spessi lampi laria si raccende

risuona il ciel de spaventevol tuoni

chi va al timone: et chi li remi prende

van per uso a gliuffici a che son buoni

chi si affatica a sciorre: & chi a legare

vota altri lacqua: & torna il mar nel mare

Ecco stridendo lhorribil procella

chel repentin furor di Borea spinge

la vela contra larbore flagella

el mar si lieva & quasi il cielo attinge

frangonsi li remi: & di fortuna fella

tanto la rabbia impetuosa stringe

che la prora si volta & verso londa

riman la disarmata & debol sponda

Tutta sotto acqua va la destra banda

& sta per riversar disopra il fondo

ognun gridando a Dio si raccomanda

che piu che certi son gire al profundo

Fortuna dun periglio in laltro manda

il primo scorre: & vien drieto il secondo

il legno vinto in piu parti si lassa

& dentro linimica onda vi passa

Muove crudele & spaventoso assalto

da tutti i lati il tempestoso verno

veghon tal volta il mar venir tanto alto

che par che arrivi in sin al ciel superno

talhor fan sopra londe in su tal salto

ch a mirar giu par lor veder lo inferno

o nulla o poca speme e che conforte

& sta presente inevitabil Morte

Tutta la notte per diverso mare

scorsero errando ove cacciolli il vento

il fiero vento che dovea cessare

nascendo il giorno: & ripiglo augumento:

ecco improviso un scoglio inanzi appare

voglion schivarlo et non v hanno argumento

mal grado lor gli porta a quella via

il crudo vento & la tempesta ria

Tre volte & quattro il pallido nocchiero

mette vigor perche il timon sia volto

& truovi piu sicuro altro sentiero

ma quel si rompe & poi dal mar gli e tolto

ha si la vela piena il vento fiero

che non si puo calcar poco ne molto

ne tempo han di riparo o di consiglio

che troppo appresso e quel mortal periglio

Poi che senza rimedio si comprende

la irreparabil rotta de la nave

ciascuno al suo privato utile attende

ciascun salvar la vita sua cura have

chi puo piu presto al palischermo scende

ma quello e fatto subito si grave

per tanta gente che sopra gli abonda

che poco avanza a gir sotto la sponda

Ruggier che vide il Comite e il Padrone

& glialtri abbandonar con fretta il legno

come senza arme si trovo in giuppone

campar su quel battel fece disegno

ma lo trovo si carco di persone

& tante venner poi: che lacque il segno

passaro in guisa: che per troppo pondo

con tutto il carco ando il legnetto al fondo

Ando nel fondo & con lui trasse quanti

lasciaro a sua speranza il maggior legno

allhor si udi con dolorosi pianti

chiamar soccorso dal celeste regno

ma quelle voci andaro poco inanti

che venne il mar pien dira & di disdegno

et subito occupo tutta la via

onde il lamento e il flebil grido uscia

Altri la giu senza apparir piu resta

altri risorge & sopra londe sbalza

chi vien nuotando & mostra fuor la testa

chi mostra un braccio et chi una gamba scalza

Ruggier chel minacciar de la tempesta

temer non vuol: dal fondo al sommo salza

tanto che vede a poco piu di un miglio

il scoglio appresso onde temea il naviglio

Spera per forza di piedi & di braccia

salir nuotando in su quel scoglio al sciutto

soffiando viene: & lungi da la faccia

londa respinge & limportuno flutto

il vento in tanto & la tempesta caccia

il legno voto e abbandonato in tutto

da quelli che per lor pessima sorte

il disio di campar trasse alla morte

O fallace de glihuomini credenza

campo il naviglio che dovea perire

quando il padrone e i galleotti: senza

governo alcun lhavean lassato gire

parve che si mutasse di sentenza

il vento: poi che ognhuom vide fuggire

fece chel legno a miglior via si torse

siche oltra il scoglio in sicura onda corse

Et dove col Nocchier tenne via incerta

poi che non lhebbe ando in Aphrica al dritto

& venne a capitar presso a Biserta

tre miglia o due dal lato verso Egytto

et ne larena sterile & deserta

resto: mancando il vento et lacqua: fitto

hor quivi sopravenne a spasso andando

come di sopra io vi narrava: Orlando

Et disioso di saper se fusse

la nave sola: o fusse vota o carca

con Brandimarte a quella si condusse

et col Cognato su una lieve barca

poi che sotto coverta se introdusse

dhuomini & mercantie la trovo scarca

vi trovo sol Frontino il buon destriero

larmatura & la spada di Ruggiero

Di cui fu per campar tanto la fretta

ch a tor la spada non hebbe pur tempo

connobbe quella il paladin: che detta

fu Balisarda: & che gia sua fu un tempo

so che tutta la historia havete letta

come la tolse a Falerina: al tempo

che le distrusse ancho il giardin si bello

& come a lui poi la rubo Brunello

Et come sotto il monte di Carena

Brunel ne fe a Ruggier libero dono

di che taglio ella fusse & di che schiena

nhavea gia fatto experimento buono

io dico Orlando: & perho nhebbe piena

letitia: & ringrationne il summo Trono

& si credette (& spesso il disse dopo)

che Dio la gli mandasse a si grande uopo

A si grande uopo quanto era: dovendo

condursi col Signor di Sericana

choltra che di valor fusse tremendo

sapea che havea Baiardo & Durindana

laltra armatura non la connoscendo

non apprezzo per cosa si soprana

come apprezzar solea chi connobbe ella

per buona si: ma per piu ricca & bella

Et perche gli facean poco mistiero

larme: che era inviolabile e affatato

contento fu che le havesse Oliviero

il brando non: che sel pose egli al lato

a Brandimarte consegno il destriero:

cosi diviso et ugualmente dato

volse che fusse a ciascadun compagno

ch insieme si trovar: di quel guadagno

Pel di de la battaglia ogni guerriero

studia haver ricco & nuovo habito indosso

Orlando riccamar fa nel quartiero

lalto Babel dal fulmine percosso

un can dargento haver vuole Oliviero

che giaccia: & che la lassa habbia sul dosso

con un motto che dica: fin che vegna:

et vuol doro la vesta et di se degna

Fece disegno Brandimarte: al giorno

de la battaglia: per amor del padre

& per suo honor: di non andare adorno

se non di sopraveste oscure & adre

Fiordiligi le fe: con fregio intorno

quanto piu seppe far belle & leggiadre

di ricche gemme il fregio era contesto

dun schietto drappo & tutto nero il resto

Fece la donna di sua man le sopra

vesti: a chi usbergo converia piu fine

de lequai larme il cavallier si copra

& la groppa al cavallo e il petto e il crine

ma da quel di che comincio questa opra

continuando a quel che le die fine

et dopo anchora: mai segno di riso

far non pote ne di allegrezza in viso

Sempre ha timor nel cor: sempre tormento

che Brandimarte suo non le sia tolto

gia lha veduto in cento luoghi & cento

in gran battaglie & perigliose involto

ne mai pote: come hor: simil spavento

dentro aggiacciarla e impallidir in volto

& questa novita di haver timore

le fa tremar di doppia tema il core

Poi che son d arme et di ogni arnese in punto

alzano al vento i cavallier le vele

Astolfo & Sansonetto con lassunto

riman del grande exercito fedele

Fiordiligi col cor di timor punto

empiendo il ciel di voti et di querele

quanto con vista seguitar le puote

segue le vele in lalto mar remote

Astolfo a gran fatica & Sansonetto

pote levarla da mirar nel onda

et ritrarla al palagio: ove sul letto

la lasciaro affannata et tremebonda

portava in tanto il bel numero eletto

de li tre cavallier laura seconda

ando il legno a trovar lisola al dritto

ove far si dovea tanto conflitto

Sceso nel lito il cavallier dAnglante:

il cognato Oliviero: et Brandimarte

col padiglione il lato di Levante

primi occupar: ne forse il fer senza arte

giunse quel di medesimo Agramante

& se accampo da la contraria parte

ma perche molto era inchinata lhora

differir la battaglia ne laurora

Di qua & di la sin alla nuova luce

stero alla guardia i servitori armati

la sera Brandimarte si conduce

dove i pagani s erano alloggiati

& parlo con licentia del suo Duce

al Re Aphrican: che amici erano stati

& Brandimarte gia con la bandiera

del Re Agramante in Francia passato era

Dopo i saluti e il giunger mano a mano

molte ragion si come amico disse

il fedel cavalliero al Re Pagano

perche a questa battaglia non venisse

et di riporli ogni cittade in mano

che sia tra il Nilo e il segno che Hercol fisse

con volonta dOrlando gli offeria

se creder volea al figlio di Maria

Perche sempre v ho amato et amo molto

questo consiglio (gli dicea) vi dono

et quando gia Signor per me lho tolto

creder potete ch io lestimo buono

Christo vero connobbi & Machon stolto

& bramo voi por ne la via in che io sono

ne la via di salute Signor bramo

che siate meco et tutti glialtri chiamo

Qui consiste il ben vostro: ne consiglio

altro potete prender che vi vaglia

et men di tutti gli altri: se col figlio

di Milon vi mettete alla battaglia

chel guadagno del vincere: al periglio

de la perdita grande: non si aguaglia

vincendo voi poco acquistar potete

ma non perder gia poco se perdete

Quando uccidiate Orlando & noi venuti

qui per morire o vincere con lui

io non veggio che per questo li perduti

dominii a racquistar s habbian per vui

ne dovete sperar che si si muti

il stato de le cose: morti nui

chuomini a Carlo manchino da porre

quivi a guardar fin all estrema torre

Cosi parlava Brandimarte: et era

per suggiungere anchor molte altre cose

ma fu con voce irata & faccia altiera

dal Pagano interrotto: che rispose

temerita per certo et pazzia vera

e la tua & di qualunque: che si pose

a consigliar mai cosa o buona o ria

dove chiamato a consigliar non sia

Et chel consiglio che mi dai proceda

da ben che mi hai voluto & vuommi anchora

io non so (a dire il ver) come tel creda

quando qui con Orlando ti vegho hora

credero ben tu che ti vedi in preda

lalma haver data a chi le ree divora

che brami teco nel dolor eterno

tutto il mondo poter trarre all inferno

Ch io vinca o perda: o chabbia nel mio regno

tornare antiquo: o sempre starne in bando

in mente sua n ha Dio fatto disegno

loqual ne io: ne tu: ne vede Orlando

sia quel che vuol: non potra ad atto indegno

di Re: inchinarmi mai timor nefando

s io fussi morir certo esser vuo morto

prima che al sangue mio far si gran torto

Hor ti puoi ritornar: che se migliore

non sei dimano in questo campo armato

che tu mi ci sia parso hoggi oratore

mal troverasse Orlando accompagnato

queste ultime parole usciron fuore

del petto acceso di Agramante irato

ritorno luno et laltro: & ripososse

fin che uscito del mare il giorno fosse

Nel biancheggiar de la nuova alba: armati

e in un momento fur tutti a cavallo

pochi sermon si son tra lor usati

non vi fu indugia: non vi fu intervallo:

che i ferri de le lancie hanno abbassati

ma mi parria Signor far troppo fallo

se per voler di costor dir: lasciassi

tanto Ruggier nel mar che v affogassi

Il Giovinetto con piedi & con braccia

percotendo venia le horribil onde

il vento & la tempesta gli minaccia

ma piu la conscientia lo confonde

teme che Christo vendetta non faccia

che poi che battizarse in lacque monde

quando hebbe tempo si poco gli calse:

hor lo battezi in queste amare & salse

Gli ritornano a mente le promesse

che tante volte alla sua donna fece

quel che giurato havea quando si messe

contra Rinaldo: et nulla satisfece

a Dio ch ivi punir non lo volesse

pentito disse quattro volte & diece

et fece voto di core & di fede

farse christian se ponea in sciutto il piede

Et mai piu non pigliar spada ne lancia

contra a Fedeli in aiuto de Mori

ma che ritorneria subito in Francia

e a carlo renderia debiti honori

ne Bradamante piu terrebbe a ciancia

& verria a honesto fin de li sui amori

miracol fu che senti al fin del volto

crescersi forza e agevolarsi il nuoto

Cresce la forza & lanimo indefesso

Ruggier percuote londe & le respinge

londe che seguon luna all altra appresso

di che una il lieva: un altra lo sospinge

cosi montando & discendendo spesso

con gran travaglio al fin larena attinge

et da la parte onde se inchina il colle

piu verso il mar: esce bagnato & molle

Fur tutti glialtri che nel mar si diero

vinti da londe: e al fin restar ne lacque

nel solitario scoglio usci Ruggiero

come allalta bonta divina piacque

poi che fu sopra il monte inculto & fiero

sicur dal mar: nuovo timor gli nacque

d havere exilio in si strette confine

et di morirvi di disagio al fine

Ma pur col core indomito & constante

di patir quanto e in ciel di lui prescritto

pei duri sassi le intrepide piante

mosse poggiando inver la cima al dritto

non era cento passi andato inante

che vide di anni & di astinentie afflitto

huom chavea dEremita habito & segno

di summissione et riverentia degno

Che come gli fu presso: Salvo Salvo

(grido) perche persegui la mia fede

come allhor il Signor disse a san Paulo

chel colpo salutifero gli diede

passar credesti il mar ne pagar naulo

& defraudare altrui de la mercede

vedi che Dio cha lunga man ti giunge

quando tu gli pensasti esser piu lunge

Et seguito il santissimo Eremita

ilqual la notte inanzi havuto havea

in vision da Dio: che con sua aita

Ruggiero al scoglio capitar dovea

& di lui tutta la passatavita

& la futura: e anchor la morte rea

figli & nepoti: & ogni discendente

gli havea Dio revelato intieramente

Seguito lEremita riprendendo

prima Ruggiero: e al fin poi confortollo

lo riprendea ch era ito differendo

sotto il soave giuogo a porre il collo

& quel che dovea far libero essendo

mentre Christo pregando a se chiamollo

fatto havea poi con poca gratia: quando

venir con sferza il vide minacciando

Poi confortollo: che mai Christo il cielo

non niega o presto o tardi: a chi lo chiede

& di quelli operarii del vangelo

narro: che tutti hebbono ugual mercede

con charitade & con devoto zelo

lo venne ammaestrando ne la fede

verso la cella sua con lento passo

ch era cavata a mezo il duro sasso

Disopra siede alla devota cella

una piccola chiesa: che risponde

all Oriente: assai commoda & bella

di sotto un bosco scende sino all onde

di lauri & di ginepri & di mortella

& di palme fruttifere & feconde

che riga sempre una liquida fonte

che mormorando cade giu dal monte

Eran de glianni hormai presso a quaranta

che lEremita in sul scoglio si messe

ch a menar vita solitaria & santa

luogo opportuno il Salvator gli elesse

de frutte colte hor duna hor daltra pianta

& d acqua pura la sua vita resse

che valida & robusta & senza affanno

era venuta all ottuagesimo anno

Dentro la cella il vecchio accese il fuoco

et la mensa ingombro di varii frutti

dove si ricreo Ruggier un poco

poi chebbe i panni & li capelli asciuti

imparo poi piu adagio in questo loco

de la Fe nostra li mysterii tutti

et alla pura fonte hebbe battesmo

il di seguente dal Vecchio medesmo

Secondo il luogo: assai contento stava

quivi Ruggier: chel buon servo di Dio

fra pochi giorni intention gli dava

di rimandarlo ove piu havea disio

di molte cose in tanto ragionava

con lui sovente: hor al regno di Dio

hora a gli proprii casi appertinenti

hora al suo sangue e a sue future genti

Havea il Signor chel tutto intende et vede

rivelato al sanctissimo Eremita

che Ruggier da quel di chebbe la fede

dovea quattro anni: & non piu star in vita

che per la morte che sua Donna diede

a Pinabel: ch allui fia attribuita

& per quella seria di Bertolagi

morto da i Maganzesi empi & malvagi

Ma cosi il tradimento andera occulto

che non se ne udira di fuor novella

perche nel proprio loco fia sepulto

dove ancho ucciso da la gente fella

per questo tardi vendicato & ulto

fia da la moglie & da la sua sorella

& che col ventre pien per lunga via

da la moglie fedel cercato fia

Fra lAdice & la Brenta a pie de colli

ch al Troiano Anthenor piacqueno tanto

con le sulphuree vene & rivi molli

co i lieti solchi et prati ameni a canto

che con lalta Ida volentier mutolli

col sospirato Ascanio & caro Xanto

a parturir verra ne le foreste

che son poco lontane al Phrigio Ateste

Et ch in bellezza & in valor cresciuto

il parto suo che pur Ruggier fia detto

& del sangue Troian riconnosciuto

da quei Troiani: in lor Signor fia elletto

& poi da Carlo a cui sera in aiuto

contra li Longobardi giovinetto

dominio giusto havra del bel paese

& titolo honorato di Marchese

Et perche dira Carlo in latino: este

Signori qui: quando faragli il dono

nel secolo futur nominato Este

sera il bel luogo con augurio buono

et cosi lasciera il nome d Ateste

de le due prime note il vecchio suono

havea Dio anchora al servo suo predetta

di Ruggier la futura aspra vendetta

Che in visione alla fedel consorte

apparira dinanzi al giorno un poco

et le dira chi lhavra messo a morte

et dove giacera: mostrera il loco

onde ella poi con la Cognata forte

distruggera Pontieri a ferro e a fuoco

ne fara a Maganzesi minor danni

il figlio suo Ruggier come habbia glianni

D Alberti: Obizi: & Azzi: amplo discorso

fatto gli haveva: & di lor stirpe bella

insino a Nicolo: Leonello: & Borso

Hercole: Alfonso: Hippolyto: e Issabella

ma il santo Vecchio: che alla lingua ha il morso

non di quanto egli sa perho favella

narra a Ruggier quel che narrar conviensi

& quel che in se de ritener: ritiensi

In questo tempo Orlando & Brandimarte

e il marchese Olivier col ferro basso

vanno a trovare il saracino Marte

che cosi nominar si puo Gradasso

& glialtri dui che da contraria parte

han mosso i buon destrier piu che di passo

io dico il Re Agramante e il Re Sobrino

ribomba al corso il lito e il mar vicino

Et quando al scontro vengono a trovarsi

e in tronchi vola al ciel rotta ogni lancia

del gran rumor fu visto il mar gonfiarsi

del gran rumor che si udi sino in Francia

venne Orlando & Gradasso a riscontrarsi

& potea star ugual questa bilancia

se non era il vantaggio di Baiardo

che fe parer Gradasso piu gagliardo

Percosse egli il destrier di minor forza

ch Orlando havea d un urto cosi strano

che lo fece piegar a poggia & orza

& poi cader: quanto era lungo: al piano

Orlando di levarlo si risforza

tre volte & quattro & con sproni & con mano

& quando al fin nol puo levar: ne scende

rimbraccia il scudo: & Balisarda prende

Scontrosse col Re dAphrica Oliviero

& fur di quello incontro a paro a paro:

Brandimarte restar senza destriero

fece Sobrin: ma non si seppe chiaro

se vi hebbe il destrier colpa o il cavalliero

che avezzo era a cader quel Pagan raro

o del destriero o suo pur fusse il fallo

Sobrin si ritrovo giu del cavallo

Hor Brandimarte che vide per terra

il Re Sobrin: non lassali altrimente

ma contra il Re Gradasso se disserra

chavea abbatuto Orlando parimente

tra il Marchese e Agramante ando la guerra

come fu cominciata primamente

poi che si ruppon lhaste in mezo i scudi

seran tornati incontra a stocchi nudi

Orlando che Gradasso in atto vede

che par che a lui tornar poco gli caglia

ne tornar Brandimarte gli conciede

tanto lo stringe: et tanto lo travaglia

si volge intorno: et similmente a piede

vede Sobrin: che sta senza battaglia

ver lui se aventa: e al muover de le piante

fa il ciel tremar del suo fiero sembiante

Sobrin che di tanto huom vede lo assalto

si stringe in larmi & se apparecchia tutto

come nocchiero a cui vegna a gran salto

muggendo incontra il minaccioso flutto

driza la prora: & quando il mar tanto alto

vede salir: vorria trovarsi al sciutto

Sobrin oppone il scudo alla ruina

che da la spada vien di Fallerina

Di tal finezza e quella Balisarda

che larmi le puon far poco riparo

in man poi di persona si gagliarda

in man dOrlando unico al mondo o raro

taglia quel scudo et nulla la ritarda

perche cerchiato sia tutto d acciaro

taglia quel scudo et sino al fondo fende

et sotto il scudo in su la spalla scende

Scende in la spalla: & perche la ritruovi

di doppia lama & di maglia coperta

non vuol che perho molto la le giovi

che di gran piaga non la lasci aperta

mena Sobrin: ma indarno e che si pruovi

ferir Orlando: a cui per gratia certa

diede il Motor del cielo & de le stelle

che mai forar non se gli puo la pelle

Radoppia il colpo il valoroso Conte

& pensa da le spalle il capo torgli

Sobrin che sa il valor di Chiaramonte

et che poco gli e valso il scudo opporgli

si arretra: ma non tanto che la fronte

non venisse ancho Balisarda a corgli

di piatto fu: ma il colpo tanto fello

ch amacco lelmo et glintrono il cervello

Cadde Sobrin del fiero colpo in terra

donde a gran pezzo poi non e risorto

crede finita haver con lui la guerra

il paladino: et che si giaccia morto

& verso il Re Gradasso si disserra

che Brandimarte non meni a mal porto

chel pagan darme et di spada lo avanza

et di destriero et forse di possanza

Lardito Brandimarte in su Frontino

quel buon destrier che di Ruggier fu dianzi

si porta cosi ben col Saracino

che non par gia che quel troppo lo avanzi

& segli avesse usbergo cosi fino

come il Pagan: gli staria meglio inanzi

ma gli convien (che mal si sente armato)

spesso dar luogo hor duno hor daltro lato

Altro caval non e che meglio intenda

di quel Frontino il cavalliero a cenno

par che dovunque Durindana scenda

hor quinci hor quindi habbia a schivarla senno

Agramante e Olivier battaglia horrenda

altrove fanno: & giudicar si denno

per dui guerrier di pari in arme accorti

et pochi differenti in esser forti

Havea lasciato (come io dissi) Orlando

Sobrino in terra: & verso il Re Gradasso

soccorrer Brandimarte disiando

come si trovo a pie: venia a gran passo

era vicin per assalirlo: quando

vide per mezo il campo andare a spasso

il buon cavallo onde Sobrin fu spinto

& per haverlo presto si fu accinto

Hebbe il caval che non trovo contesa

et levo un salto & si caccio in la sella

la spada in luna man tenea sospesa

prese in laltra la briglia ricca & bella

Gradasso vede Orlando: & non gli pesa

ch a lui sen viene et per nome lappella

ad esso: e a Brandimarte: e allaltro spera

far parer notte et che non sia anchor sera

Voltasi al Conte & Brandimarte lassa

& duna punta lo truova al camaglio

fuor che la carne ogni altra cosa passa

per forar quella e vano ogni travaglio

Orlando a un tempo Balisarda abbassa

non vale incanto ove ella mette il taglio

dal elmo al scudo et dal scudo all arnese

venne fendendo in giu cio ch ella prese

Et nel volto: & nel petto: & ne la coscia

lascio ferito il Re di Sericana

di cui non fu mai tratto sangue: poscia

chebbe quell armi: hor gli par cosa strana

che quella spada (e nha dispetto e angoscia)

le tagli hor si: ne pur e Durindana

& se piu lungo il colpo era o piu appresso

lhavria dal capo sino al ventre fesso

Piu non bisogna chabbia in larme fede

come havea dianzi: che la pruova e fatta

con piu riguardo & piu ragion procede

che non solea: meglio al parar si adatta

Brandimarte che Orlando intrato vede

che gli ha di man quella battaglia tratta

si pone in mezo all una & laltra pugna

perche in aiuto ove e bisogno giugna

Essendo la battaglia in cotal stato

Sobrin ch era giacciuto in terra molto

si levo: poi ch in se fu ritornato

& molto gli dolea la spalla e il volto

alzo la vista & miro in ogni lato

poi dove vide il suo Signor rivolto

per dargli aiuto i lunghi passi torse

tacito si: che alcun non se ne accorse

Vien drieto ad Olivier che tenea gliocchi

al Re Agramante: & poco altro attendea

& gli feri gli deretan ginocchi

del buon caval duna percossa rea

tagliati i nervi & forza che trabbocchi

cade Olivier: ne il piede haver potea

il manco pie che al non pensato caso

sotto il destriero in staffa era rimaso

Sobrin raddoppia il colpo: & di riverso

disegna ove gli pensa il capo torre

ma lo vieta lo acciar lucido & terso

che tempero Vulcan: porto gia Hettorre

vede il periglio Brandimarte: & verso

il Re Sobrino a tutta briglia corre

& lo fere in sul capo & gli da durto

ma il fiero vecchio e presto in pie risurto

Et ritorna a Olivier per dargli spaccio

siche expedito all altra vita vada

o non lasciare almen ch esca d impaccio

ma che si stia sotto il destriero a bada

Olivier cha di sopra il miglior braccio

si che si puo difender con la spada

di qua di la tanto percuote & punge

che quanta e lunga fa Sobrin star lunge

Spera se alquanto il tien da se rispinto

in poco spatio uscir di quella pena

tutto di sangue il vede molle & tinto

& che ne versa tanto in su larena

che gli par chabbia tosto a restar vinto

debole e si che si sostiene a pena

fa per levarsi Olivier molte pruove

ne da dosso il caval perho si muove

Trovato ha Brandimarte il Re Agramante

& cominciato a tempestargli intorno

hor con Frontin gli e al fianco: hor gli e davante

con quel Frontin che gira come un Torno

buon caval ha il figliuol di Monodante

non lha peggior il Re di Mezogiorno

ha Brigliador che gli dono Ruggiero

poi che lo tolse a Mandricardo altiero

Vantaggio ha bene assai de larmatura

a tutta pruova lha buona & perfetta

Brandimarte la sua tolse a aventura

qual pote haver a tal bisogno in fretta

ma sua animosita si lassicura

ch in miglior presto di cangiarla aspetta

come chel Re Aphrican daspra percossa

gli habbia la spalla destra fatta rossa

Et serbi da Gradasso ancho nel fianco

piaga da non pigliar perho da giuoco

tanto lo attese al varco il guerrier franco

che di cacciar la spada trovo loco

gli spezzo il scudo & feri il braccio manco

& poi ne la man destra il tocco un poco

ma questo un scherzo si puo dire e un spasso

verso quel che fa Orlando e il Re Gradasso

Gradasso ha mezo Orlando disarmato

lelmo gli ha in cima et da dui lati rotto

& fattogli cadere il scudo al prato

usbergo & maglia apertagli disotto

non lha ferito gia che era affatato

ma il paladino ha lui peggio condotto

che in la faccia: in la gola: in mezo il petto

lha ferito: oltra quel che gia vho detto

Gradasso disperato che si vede

del proprio sangue tutto molle & brutto

& che Orlando del suo dal capo al piede

sta dopo tanti colpi anchora asciutto

lieva il brando a due mani: & ben si crede

partirgli il capo: il petto: il ventre: e il tutto

& come disegno: sopra la fronte

percosse a meza spada il fiero Conte

Et sera altro che Orlando lo havria fatto

lhavria sparrato fin sopra la sella

ma come accolto lo havesse di piatto

la spada ritorno lucida & bella

de la percossa Orlando stupefatto

vide mirando in terra alcuna stella

lascio la briglia: e il brando havria lasciato

ma di catena al braccio era legato

Del suon del colpo fu tanto smarrito

il corridor che Otlando havea sul dorso

che discorrendo il polveroso lito

mostrando gia quanto era buono al corso

de la percossa il Conte trammortito

non ha valor di ritenerli il morso

segue Gradasso & lhavria presto giunto

poco piu che Baiardo havesse punto

Ma nel voltar de gliocchi il Re Agramante

vide condutto al ultimo periglio

che nel elmo il figliuol di Monodante

col braccio manco gli ha dato di piglio

& quel gli ha dislacciato gia dinante

& tenta col pugnal nuovo consiglio

ne gli puo far quel Re difesa molta

perche di man gli ha anchor la spada tolta

Volta Gradasso & piu non segue Orlando

ma dove vede il Re Agramante accorre

lincauto Brandimarte: non pensando

che Orlando costui lasci da se torre

non gli ha ne gliocchi nel pensiero: instando

il coltel ne la gola al Pagan porre

giunge Gradasso e a tutto suo potere

con la spada a due man lelmo gli fere

Padre del ciel da fra li eletti tuoi

spiriti: luogo al Martir tuo fedele

che giunto al fin de tempestosi suoi

viaggi: in porto hormai lega le vele

ah Durindana: dunque esser tu puoi

al tuo Signor Orlando si crudele?

che la piu grata compagnia & piu fida

che egli habbia al mondo inanzi tu gli uccida

Era un cerchio di fer grosso dua dita

intorno all elmo & fu tagliato & rotto

dal gravissimo colpo: & fu partita

la cuffia de lacciar che era di sotto

Brandimarte con faccia sbigottita

giu del caval si riverscio di botto

& fuor del capo fe con larga vena

correr di sangue un fiume su larena

Il Conte si risente et gliocchi gira

et ha il suo Brandimarte in terra scorto

& sopra in atto il Serican gli mira

che ben connoscer puo che gli lha morto

non so se in lui pote piu il duolo o lira

ma da piangere il tempo havea si corto

che resto il duolo: & lira usci piu presto

Signor dirovi in laltro canto il resto