Canzona de' giovani forzati a tôr donna
Giovani siàno e di buona natura,
ch'è quel ch'importa, e di buon sangue nati,
da' padri stimolati
al giogo maritale,
sicch'al tôr donna abbiàn vòlto ogni cura;
onde piú che si può, schifando il male,
per via sicura proceder vogliàno,
prima che stretti dalla legge siàno.
Per fuggir, donne, mille fraude e 'nganni
che per occulta via possa accadere,
noi ci faccián vedere
da' pié infino alla testa
perché nessun per l'avvenir s'inganni,
fuor della nostra consueta vesta;
scoperto e nudo ognun di noi si mostra,
per far palese la qualità nostra.
Ed ècci parso lecito e onesto
mettervi innanzi sí diritta usanza;
e di tale importanza,
di tal dolcezza e frutto,
ch'usarla sempre non vi sia molesto;
e per chiarirvi pienamente il tutto
di tutto quel che non si scopre o vede,
con vera prova ne vogliàn far fede.
Molti che dinegôrno aprirsi allora,
ma nel tôr donna occultôrno i difetti,
gli trovôrno poi infetti,
deboli in qualche parte
le donne lor che gli bestemmion ora;
ma se nessuna ancor con simil arte
non vuol mostrarsi, il che d'inganno è segno,
prenda anche que' ch'a 'ngannar fan disegno.