Canzona del vaglio
Al vaglio, al vaglio, al vaglio
calate tutti quanti
e con amari pianti
vedrete in questo vaglio
sdegno, confusione, noia e travaglio.
No' siàn tutte maestre di vagliare
e macinar la gente:
se c'è gnun discredente,
vengasi a cimentare,
e faréngli gustare
come si tratta chi entra nel vaglio.
Non ci mandate segala né vena:
qui entron biade grosse
che reggono alle scosse
e son di miglior mena;
e anche a mala pena
si truova chi rimanga drento al vaglio.
Chi entra in questo vaglio e chi se n'esce,
chi piange e chi sospira,
e 'l vaglio sempre gira
e la forza ci cresce:
chi del suo mal gl'incresce,
fugga la furia e 'l pericol del vaglio.
Se mille volte 'l dì il vaglio empiàno,
mille volte si vòta:
purché 'l vaglio si scuota,
si vede a mano a mano
coperto tutto il piano
di gente che escon de' buchi del vaglio.
Chi non si sente ben granito e forte,
non facci di sé pruova;
e 'l pentir poi non giova
o cercar miglior sorte:
me' sarebbe la morte
che sopportar i tormenti del vaglio.