Canzona della miniera

By Auteur inconnu

Tedeschi son costoro,

donne, e noi italian, che l'arte vera

abbiàn della miniera,

per trar de' vostri monti argento e oro.

Util, nobile e bella

e nuova e da signori è l'arte nostra,

e 'n questa città vostra

la conduciàn per far piú ricca quella:

le città, le castella

si compran col valor del nostro ingegno;

e però in questo regno

oggi vegniàn di paese lontano

per cavar l'oro e mettervelo in mano.

Chi nostra arte vuol fare

debb'esser di strumenti ben fornito,

e con animo ardito

entrar dentro alla tana a lavorare;

la vena poi cavare,

e purgarla nell'acqua e porla al fuoco:

così a poco a poco

calar si sente il buono in que' fornelli,

con gran piaceri di ministrar quelli.

Ma 'l pericol si truova

nelle tane che sien vecchie e usate,

pel tempo riturate

con sterpi tal ch'entrarvi non ci giova;

pur se farne la prova

forzati siàn, v'entriàn colla lucerna,

perché qualche caverna

troviàn ch'è stata troppo adoperata

e non ha in sé di buon se non l'entrata.

I vecchi non son buoni

a quest'arte, che son debil di stiene;

a' giovin s'appartiene,

che la fan ritti, rovescio e bocconi;

entron per que' valloni

col lume e senza, animosi e contenti;

tengon gli strumenti

puliti e netti e per fregar fornelli

raspe, padelle, forchetti e rastrelli.

Le mane adoperiàno

per fare schizzi la vena e piú getti;

con raspe e con forchetti

quel che v'è di cattivo, via gittiàno;

con tanaglie caviàno

quello ch'è ne' fornelli ben colato.

O felice e beato

chi larga e grossa si truova la vena

al paragone e di gagliarda stiena!

Or chi vuol far buon'opra,

e la nostra virtù prezza e discerne,

le fosse e le caverne

non manchi tener nette sotto e sopra,

perché quando s'adopra,

quel che trae la miniera non s'imbratti;

così con questi patti

vegnamo a lavorar sempre in sul vostro

con gli strumenti che noi v'abbiam mostro.

Perché 'l mestiero è bello,

donne, trovate voi la cava e fossa;

e noi con tutta possa

di nostro metterem subbia e martello:

a voi tocchi il fornello

tener ben caldo, pulito e asciutto;

a noi empierlo tutto

di buona vena che sia di natura

grossa, lunga, gagliarda, forte e dura.