Canzona di Proserpina
Dal basso inferno dov'io fu' rapita
da Pluton già, Proserpina son io,
con felice disio
a riveder le stelle e 'l ciel salita.
Cerer mia madre è questa, che letizia
ha tal del mio ritorno
ch'a' buon villan qui intorno
promette d'ogni ben larga dovizia,
e 'l grembo e 'l seno empier quest'anno a tutti
de' disiati frutti;
queste son le sirene
che meco dolce amor cantando tiene.
Venute siàno in questa terra vostra,
dov'è 'l piacer eguale,
felice, alto, immortale,
a questo stato, a questa gioia nostra,
per quel che col valor e sante legge
il bel governo regge:
onde d'inferno fòra,
qual io, godete dolce pace ognora.
E con voi, donne, accomunar ne giova
quanto avemo nel cuore
di dolcezza e d'amore,
e con piacer siàn e a farne prova;
né si convien che voi senza gioire
lasciate il tempo gire:
godete or fuor d'affanni
dunque il bel fior de' vostri teneri anni.
E perché dal viaggio stracche semo,
con voi, donne, vorremo
questa notte passarci finché 'l giorno
facci, ridendo, a noi nuovo ritorno.