Canzonetta 4

By Giacomo Leopardi

Di Giugno il mese fertile

È giunto; abbonda il grano,

E nitido biondeggia,

Ed offrono al villano

Le spiche colme e spesse

Un abbondante messe.

Rosseggia il sol; sollecita

Sorge la turba e lieta,

Ed all'oprare accingesi

Industre, e irrequieta;

Recide già il frumento

Il contadino attento.

Già sotto il ferro inchinasi

L'amico grano, e biondo,

E già reciso stendesi

Sopra il terren fecondo,

Terren d'ogni tesoro

Assai più grato, e d'oro.

Sempre più l'opra avvanzasi,

E già l'agricoltore

Gronda nel viso fervido

Di molle arso sudore,

Ma non perciò si stanca,

Nè alla fatica manca.

Già segna del meriggio

Il sol nel cielo l'ora,

E insieme i colli splendidi

Di maggior luce indora;

Ognun rivolge il piede

All'ombra, e ognun già siede.

Già di lontano scorgesi

Portar la parca mensa

La contadina provida.

Intorno a lei si addensa,

Ed alto-grida lieto

De' contadini il ceto.

Sotto un ombroso faggio

La turba insiem si asside,

Le frutta, e il pane ruvido,

E l'erbe si divide,

E con la mensa amica

Sollieva la fatica.

Felice turba rustica,

Cibo soave, e grato,

Ombra più dilettevole

D'ogni palagio aurato,

Campo fecondo, e quieto,

L'uomo in te vive lieto.