Canzonetta 5

By Giacomo Leopardi

Coronata di papaveri

Dalle opache, oscure grotte,

E dagli antri soporiferi

Esce placida la notte.

Già d'un chiaro lume roseo

Si colora l'orizonte,

E di opache, e folte tenebre

Già si adombra ogni alto monte.

Il villano attento, e cupido

Biondo fieno, ed abbondante,

Con la larga mano, e prodiga

Gitta innanzi al bue mugghiante.

Già trascorre con l'argenteo

Carro il ciel l'amica luna,

E risplende fra le tenebre

Della notte oscura, e bruna.

Con soave voce tenera

Sfoga il flebile usignuolo

Fra l'orror notturno, e tacito

Armonioso, e mesto il duolo.

I pastori già rivolgono

All'albergo stanchi il piede,

Ed allegri già ritornano

Alla tacita lor sede.

A frugal mensa si assidono

Sol d'incolte erbe imbandita,

Ma d'ogni altra mensa splendida

Assai più da lor gradita.

Lieti il dolce vino bevono

Alla grata mensa amica,

E fra loro ognun dimentica

La sofferta aspra fatica.

Terminata è già la rustica

Frugal mensa, e ognun si stende

Sopra il letto agreste e povero,

E il sopor fra lor discende.

Oh soave sonno placido,

Notte tacita, e gioconda,

Fra le tue tranquille tenebre

Gode l'uom quiete profonda.

Ah felice campo fertile

Sempre in te si passan liete

L'ore placide del vivere,

Nulla può turbar tua quiete.