Capitolo 30

By Giovanni Muzzarelli

Or, mente inamorata,

opra tutto 'l tuo ingegno

da non isparmïar a questa volta;

se sei nel ciel formata,

a me dal re concessa

d'il alto divin regno,

se non sei d'empia Lete in tutt'oppressa,

or dettami tu stessa,

come se fussi sciolta,

un parlar che nel ciel spesso s'ascolta,

un dir ch'ogni mortal stanchi e non sazie,

quel con che ragionar soglion le Grazie.

Se uopo mi fu mai

di qualche tuo soccorso,

or questo novo ogni bisogno avanza;

dimmi dunque, se sai,

quelle parole, quelle

che nel tempo transcorso,

quand'abitasti 'l regno de le stelle,

odisti excelse e belle,

benché la sua possanza

non basti a dir di l'alta mia speranza,

ché tant'avanzan lor gli occhi di lei

quanto fa 'l nostro 'l stato degli dei.

Non basta veramente

a ben discriver quelli

ogni celeste, ogni divin cantare:

ma, perch'accesa mente

con quel s'appressa alquanto

agli occhi alteri e belli,

a te richiedo solamente tanto

di quel celeste canto

che basti ad ombreggiare

la tanta sua beltà, se non lodare.

Guidami dunque e non t'incresca ch'io

ragioni col parlar proppio d'Iddio.

Ben sai: cieca, nol vedi

che sì belli occhi mai

non vide 'l mondo in la passata etate?

Or, stolta, non t'avedi

che tutto 'l paradiso

risplende coi suo' rai,

non vedi ch'al splendor d'il chiaro viso

sta tutto intento e fiso?

In molta quantitate

scendon a terra l'anime beate,

e tutte a garra per diverso calle

volan ai lumi suoi come farfalle.

Misera, or che ti vale

esser nata divina,

se tu non vedi quel che veggio sempre

i', che pur son mortale,

che la debil mia vista

a quei lumi s'affina

e quant'è men la sua luce e più trista,

tanto più ne racquista,

e con più forti tempre

par che 'l mio lume ad or ad or si tempre,

ond'i' comprendo, pien d'alta vagezza,

in me crescer la vista, in lor bellezza?

Tant'avanza sé stesso

il mio lume visivo

ch'i' vedo più ch'ad uom non si convene,

e quanto men concesso

m'è di mirar altrove

u' sia di vista privo,

tanto più lume da' belli occhi piove

che 'l mio veder rinove

nei quali per mio bene

maggior vaghezza ognor volando viene,

sì ch'in lor vedo quasi a ciascun punto

un mondo di bellezza essere aggiunto.

Occhi dolci e bëati,

quante volte vi veggio,

tant'è vostra beltà maggior che prima,

e più chiari e pregiati

senza alcuna misura

mai sempre vi riveggio!

Oh, quante volte 'l cor senza paüra

arditamente giura,

perciò che cossì stima,

esser vostra beltà giunta alla cima

né più poter montare, e 'ncontinenti

vi mira assai più belli e più lucenti!

Oh, se tu avessi intero

ben dimostrato quel ch'è più che vero,

i' direi ben, canzon, quanto mi piaci;

però senza parlar di novo taci.