Capitolo 30
Or, mente inamorata,
opra tutto 'l tuo ingegno
da non isparmïar a questa volta;
se sei nel ciel formata,
a me dal re concessa
d'il alto divin regno,
se non sei d'empia Lete in tutt'oppressa,
or dettami tu stessa,
come se fussi sciolta,
un parlar che nel ciel spesso s'ascolta,
un dir ch'ogni mortal stanchi e non sazie,
quel con che ragionar soglion le Grazie.
Se uopo mi fu mai
di qualche tuo soccorso,
or questo novo ogni bisogno avanza;
dimmi dunque, se sai,
quelle parole, quelle
che nel tempo transcorso,
quand'abitasti 'l regno de le stelle,
odisti excelse e belle,
benché la sua possanza
non basti a dir di l'alta mia speranza,
ché tant'avanzan lor gli occhi di lei
quanto fa 'l nostro 'l stato degli dei.
Non basta veramente
a ben discriver quelli
ogni celeste, ogni divin cantare:
ma, perch'accesa mente
con quel s'appressa alquanto
agli occhi alteri e belli,
a te richiedo solamente tanto
di quel celeste canto
che basti ad ombreggiare
la tanta sua beltà, se non lodare.
Guidami dunque e non t'incresca ch'io
ragioni col parlar proppio d'Iddio.
Ben sai: cieca, nol vedi
che sì belli occhi mai
non vide 'l mondo in la passata etate?
Or, stolta, non t'avedi
che tutto 'l paradiso
risplende coi suo' rai,
non vedi ch'al splendor d'il chiaro viso
sta tutto intento e fiso?
In molta quantitate
scendon a terra l'anime beate,
e tutte a garra per diverso calle
volan ai lumi suoi come farfalle.
Misera, or che ti vale
esser nata divina,
se tu non vedi quel che veggio sempre
i', che pur son mortale,
che la debil mia vista
a quei lumi s'affina
e quant'è men la sua luce e più trista,
tanto più ne racquista,
e con più forti tempre
par che 'l mio lume ad or ad or si tempre,
ond'i' comprendo, pien d'alta vagezza,
in me crescer la vista, in lor bellezza?
Tant'avanza sé stesso
il mio lume visivo
ch'i' vedo più ch'ad uom non si convene,
e quanto men concesso
m'è di mirar altrove
u' sia di vista privo,
tanto più lume da' belli occhi piove
che 'l mio veder rinove
nei quali per mio bene
maggior vaghezza ognor volando viene,
sì ch'in lor vedo quasi a ciascun punto
un mondo di bellezza essere aggiunto.
Occhi dolci e bëati,
quante volte vi veggio,
tant'è vostra beltà maggior che prima,
e più chiari e pregiati
senza alcuna misura
mai sempre vi riveggio!
Oh, quante volte 'l cor senza paüra
arditamente giura,
perciò che cossì stima,
esser vostra beltà giunta alla cima
né più poter montare, e 'ncontinenti
vi mira assai più belli e più lucenti!
Oh, se tu avessi intero
ben dimostrato quel ch'è più che vero,
i' direi ben, canzon, quanto mi piaci;
però senza parlar di novo taci.