Capitolo 42

By Giovanni Muzzarelli

Candidissimo avorio almo e divino,

di sì pura e sì netta

bianchezza e sì perfetta

che gli cede ogni latte et ogni neve,

alteramente copre

un petto largo sol quant'esser deve,

ch'agli occhi umani scopre

non più di quella dolce morbidezza

che basta a farlo 'l fior d'ogni bellezza.

In sì bell'opra con poco rilevo

surgon dui pomi eguali,

per bellezza immortali,

nati in più bel giardin che di Levante,

da stancar mille lingue

e far fermar ancor mille Athalante;

l'un da l'altro distingue

la proppia strata lactëa del cielo,

che copre un crudo ingiurïoso velo.

Ben manifestan sua beltà celata

a chi mira, a mal grado

d'il vel, benché di rado,

i sospir di madonna, i risi, il canto

che 'l ciel adorna e molce;

alor si vede ben soave tanto

e sì vago e sì dolce

il tremolar de l'un e l'altro pomo

che non potrebbe non lodargli Momo.

Alla guardia di tante alte richezze

sta tutto lieto Amore,

che di dolcezza more,

ebrïo d'il piacer ch'ivi si sente;

infra i bei pomi siede

e con le luci sue vaghe e contente

usurpa la mercede:

mira or da l'uno et or da l'altro lato

né sa qual d'essi il faccia più beato.

Poi grida con gran voce:

– Voi ch'abitate in terra, se cercate

la via di gire al ciel, qui l'apparate. –