Capitolo 48

By Giovanni Muzzarelli

La donna, che 'l mio cor negli occhi porta

e nel bel viso tene

tutto 'l mio sommo bene,

è veramente un abondante mare

che tutte l'excellenze in sé contene,

con che ciascun conforta

Amor, che ne riporta

tante lode e vittorie alte e preclare,

ch'omai la terra e 'l mare,

il ciel, l'aëre, 'l foco

non han bastante loco

alla sua gloria, a i suoi tanti trofei;

vint'ha gli uomini e i dèi,

onde gli incresce e se ne duol non poco,

che non sian mille cieli e mille mondi

perché di tante più vittorie abondi.

Duolsi ch'invan costei sparga i suo' sguardi

fra gli uomini mortali,

con ciaschedun de' quali

vincer potrebbe un altro mondo, un cielo

e mille dèi ancor più ch'immortali;

mantiengli accorti e tardi

perch'ei più raro guardi

e gli occhi ond'esce un dolce ardente gelo

cela col proprio velo;

spend'ogn'ingegno, ogn'opra

acciò che gli ricopra,

et ella inutilmente men consumi

di que' celesti lumi;

e quand'avien che tanta luce scopra,

per aver maggior gloria, alor s'ingegna

se può vincer d'il ciel cosa più degna.

Ma poi c'ha cerco con la mente vaga

ogn'ultimo confine

è disperato alfine

di trovar ai belli occhi degna impresa:

converso a quelle luci alm'e divine

con dolce interna piaga

di sé stesso si piaga,

e di tal foco, onde non senta offesa,

si fa l'anima accesa;

poscia, con gli occhi intenti

quanto più può patenti,

si sforza a lei di ber tutto quel bene

che ne la vista tiene;

ma poi c'ha i suoi desir stanchi e non spenti,

e resta ben da far ciascun felice,

rivolto al mondo tal parole dice:

– Che bisogna cercar paesi strani,

senza aver mai quïete?

O voi ch'in terra sete,

lasciate tutte omai le vostre imprese:

ché, se desir di belle cose avete,

vostri desir son vani:

già per gir in lontani

luoghi, cercando or quest'or quel paese,

le vostre voglie accese

non pascerete mai!

Correte ai dolci rai

di questo sol d'ogni beltà ridutto:

qui vederete tutto

quant'è suto di bello o fia già mai. –

Ciò giura Amor, e dice: – Ahi sventurato

chi questa donna ancor non ha mirato! –

Non sa che sia pur ombra di diletto,

di grazia, di beltade,

di vertù, d'onestade

chi non ha visto questa donna mia,

in che si specchia ogni divinitade;

ciò ch'altrov'ha diffetto

è in lei tutto perfetto;

nei movimenti suoi sembra che sia

ciascuna leggiadria:

ha i modi santi, i gesti

più che vagi et onesti;

ella va con le gioie tutte quante

intorno alle sue piante,

mostra costumi in sé più che celesti,

ride d'ogni dolcezza alteri risi,

e spira grazie, e parla paradisi.

Canzon ardita, 'l mondo

a qui venir consiglia,

a tanta meraviglia;

digli ch'ogn'altra donna fuor che quella

non osa d'esser bella,

se non quel poco che le s'assomiglia;

sicuramente giura a chi nol crede

che, sanza lei veder, nulla si vede.