Capitolo 48
La donna, che 'l mio cor negli occhi porta
e nel bel viso tene
tutto 'l mio sommo bene,
è veramente un abondante mare
che tutte l'excellenze in sé contene,
con che ciascun conforta
Amor, che ne riporta
tante lode e vittorie alte e preclare,
ch'omai la terra e 'l mare,
il ciel, l'aëre, 'l foco
non han bastante loco
alla sua gloria, a i suoi tanti trofei;
vint'ha gli uomini e i dèi,
onde gli incresce e se ne duol non poco,
che non sian mille cieli e mille mondi
perché di tante più vittorie abondi.
Duolsi ch'invan costei sparga i suo' sguardi
fra gli uomini mortali,
con ciaschedun de' quali
vincer potrebbe un altro mondo, un cielo
e mille dèi ancor più ch'immortali;
mantiengli accorti e tardi
perch'ei più raro guardi
e gli occhi ond'esce un dolce ardente gelo
cela col proprio velo;
spend'ogn'ingegno, ogn'opra
acciò che gli ricopra,
et ella inutilmente men consumi
di que' celesti lumi;
e quand'avien che tanta luce scopra,
per aver maggior gloria, alor s'ingegna
se può vincer d'il ciel cosa più degna.
Ma poi c'ha cerco con la mente vaga
ogn'ultimo confine
è disperato alfine
di trovar ai belli occhi degna impresa:
converso a quelle luci alm'e divine
con dolce interna piaga
di sé stesso si piaga,
e di tal foco, onde non senta offesa,
si fa l'anima accesa;
poscia, con gli occhi intenti
quanto più può patenti,
si sforza a lei di ber tutto quel bene
che ne la vista tiene;
ma poi c'ha i suoi desir stanchi e non spenti,
e resta ben da far ciascun felice,
rivolto al mondo tal parole dice:
– Che bisogna cercar paesi strani,
senza aver mai quïete?
O voi ch'in terra sete,
lasciate tutte omai le vostre imprese:
ché, se desir di belle cose avete,
vostri desir son vani:
già per gir in lontani
luoghi, cercando or quest'or quel paese,
le vostre voglie accese
non pascerete mai!
Correte ai dolci rai
di questo sol d'ogni beltà ridutto:
qui vederete tutto
quant'è suto di bello o fia già mai. –
Ciò giura Amor, e dice: – Ahi sventurato
chi questa donna ancor non ha mirato! –
Non sa che sia pur ombra di diletto,
di grazia, di beltade,
di vertù, d'onestade
chi non ha visto questa donna mia,
in che si specchia ogni divinitade;
ciò ch'altrov'ha diffetto
è in lei tutto perfetto;
nei movimenti suoi sembra che sia
ciascuna leggiadria:
ha i modi santi, i gesti
più che vagi et onesti;
ella va con le gioie tutte quante
intorno alle sue piante,
mostra costumi in sé più che celesti,
ride d'ogni dolcezza alteri risi,
e spira grazie, e parla paradisi.
Canzon ardita, 'l mondo
a qui venir consiglia,
a tanta meraviglia;
digli ch'ogn'altra donna fuor che quella
non osa d'esser bella,
se non quel poco che le s'assomiglia;
sicuramente giura a chi nol crede
che, sanza lei veder, nulla si vede.