CAPITOLO II

By Luigi Tansillo

Quando la candida alba di sotterra

scarcera il dì, perché negli occhi vòle

“a qualunque animale alberga in terra,”

versando il bianco sen rose e viole,

tutti rallegra col bel viso adorno,

“se non alquanti ch'hanno in odio il sole.”

Fere ed augei si movon d'ogn'intorno,

sapendo ben ch'in queste selve e 'n quelle

“tempo di travagliar è, quanto è il giorno.”

Io sol mi serro in solitarie celle,

com'orso che, fuggendo, si rinselva;

“ma, poi ch'il cielo accende le sue stelle,”

ogni augello, ogni fera ed ogni belva

quetasi, e, finché l'alba fosca inalba,

“qual torna a casa e qual s'annida in selva.”

Ed io non dico all'offuscar dell'alba

atra, ma a mezza notte occhi non chino,

“per aver posa almeno insin all'alba.”

Al sol m'ascondo, e al fosco ciel camino,

però che ciò che luce, mi fa guerra,

e porto invidia (o mio fiero destino!)

“a qualunque animal alberga in terra.”