Capitolo IX

By Giovanni Pascoli

E lontanando si gettava avanti,

a mo' di pio seminator, le brice

cadute al vostro desco, angeli santi.

Paulo guardava, timido, in tralice.

Le miche egli attingeva dallo scollo

del cappuccio, e spargea per la pendice.

Ecco avveniva un murmure, uno sgrollo

di foglie, come a un soffio di libeccio.

Scattò il colombo mollemente il collo.

Si levava un sommesso cicaleccio,

fin che sonò la dolce voce mesta

delle fedeli tortole del Greccio.

Dal campo, dal verzier, dalla foresta

scesero a lui gli uccelli, ai piedi, ai fianchi,

in grembo, sulle braccia, sulla testa.

Vennero a lui le quaglie coi lor branchi

di piccolini, a lui vennero a schiera

sull'acque azzurre i grandi cigni bianchi.

E sminuiva, e già di lui non c'era,

sui monti, che cinque stelline d'oro.

E, come bruscinar di primavera,

rimase un trito becchettìo sonoro.