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By Giusto de' Conti

Qual chi mai cose insolite et stupende

Sospeso guarda et poi si maraviglia,

Et spia, cerca, dimanda, et s'assottiglia,

Finché del suo disio parte comprende,

Questo m'avviene ognora che si stende

Mia vista in l'ombra delle vaghe ciglia,

Onde il cor di lassarmi si consiglia,

Et verso loro il cammin ratto prende.

Poi si ritien, perché non è ancor fido

Di là benignamente essere accolto

Ché vede usarsi al mondo di nuov'arte.

Così dubbio di sé, legato, et sciolto

Torna pien di vergogna al primo nido,

Dove non sta volentier, né si parte.