CCCII

By Domenico di Giovanni

Io vidi un dì nel Serpilongo un fosso

Cosa non forse mai più vista a Roma,

E vidi gente con bardella, e soma

Gir per la terra a vender legna addosso:

Il fascio vale tre Sesini, e un Grosso,

Del qual si tosa in due fiate la chioma,

Così la mala povertà gli doma,

Di verno scalzi, e pochi panni addosso:

Pan di Saggina, di Miglio, e di Vecce,

Son le vivande della Pecorella,

Vin d'Aquilea, e coltrice di Secce:

Veste di Capra, milze, ossa, e budella,

Corpo in cappuccio, e radici in corteccie

Condite nel morchion della padella:

E pur con le mantella

S'acciacca il corpo, e conciansi le cuoia

Per far vagine di vetro di troia;

Dìasili, benché muoia,

Gridavan, lance, sacca, e mezzi soldi,

Bugliando l'uno all'altro de' ser coldi.