CCCII
Come pensoso in su un prato standomi,
e nelle bianche procession specchiandomi,
compuosi e scrissi in grosso stil poetico,
in picciol'ora, questo mio dir metrico,
così con tutti i sensi di concordia
chiamo, Madre del ciel, misericordia,
ché peccator son stato in ogni vizio,
mai non pensando all'etternale ospizio,
seguendo ogni peccato volontario
come uom d'inteligenza forte svario.
Con questo giunto son presso al cubiculo
di morte, ov'io, pensando ciò, formiculo,
come 'l dì passa e lo tempo abrevia,
e del tornare speranza non m'alevia;
e quand'io penso a li dì preteriti
e' non mi pare che mai nessun ben meriti,
se picciol tempo io non faccia valido
a satisfar de' mali quand'era calido.
Adunque, alta Regina d'ogni grazia,
socorrimi, ch'io sono in contumazia;
ed io ricorro a te, sì che adoveri
che l'alma mia alquanto si ricoveri
nella brieve stagion ch'io deggio vivere,
e che mi vaglia alquanto questo scrivere
che io ho fatto col tuo aiutorio,
nel qual de' Bianchi fedelmente storio;
e per l'orazion c'ho fatta in genere,
donami grazia, anzi ch'io torni in cenere!
Vergine sposa, fal per tua clemenzia,
sì ch'io mi disponga a penitenzia,
avocata per me al Padre e Filio,
acciò che 'l cielo non m'abbia in essilio,
riconoscendo il mio Signore altissimo,
e come stato son peccator pessimo,
con confessione, contrizio e satisfazio,
con pianto tale che mi torni in sollazio.
Aiutami ancora per quello ostacolo
c'ho fatto tredici anni al tabernacolo,
che passa di bellezza, s'io ben recolo,
tutti gli altri che son dentro dal secolo.
Con grandissima fede ogni tua storia
s'è fatta là per dimostrar la gloria,
li miracoli tuoi disporre e pingere
dintorno a te: chi vuol, ne puote atingere;
e nelli vetri ancora si dimostrano
che tanto chiaro quel tuo loco adornano.
Dietro a santa Anna fu pinto il misterio
della passion, com'a tutti è plenerio,
e scritto quella orazion, visibile,
che tra li Bianchi è così sensibile;
e di là molti strani già preson copia,
e forse alcun la ne portò in Iscozia.
Molti ad orare in quel loco concorrono
e là con divozione la mente pognono.
De' santi tuoi ancora i più notabili
vi son dintorno, degni e venerabili;
e nella vòlta di sopra stellifera,
atorniata, con stormenti e citera
son pinti li tuo' angeli che suonano,
e ne' pilastri ancora, che t'adorano.
Li due Giovanni e Giovacchino riseggono
nella vòlta con Dio, come si veggono.
Intorno a l'altra è l'angelico numero
de' nove cori, come spesso anumero.
Dipinta se' là sù, Virgo santissima,
con la tua madre Anna sì dignissima;
e Magdalena, del tuo figlio appostola,
con Caterina sposa vi s'acostola:
e tutto è fatto per la salutevole
legge di grazia, tanto a noi valevole.
Nella prima di quelle che secondano,
màrtiri e sacerdoti intorno abondano;
nell'arco da traverso son pontefici,
Piero ed altri, e son sei men che sedici.
Moisès è nel cielo con le tavole
e 'l re Davìd, che non compuose favole,
e Iosuè e Maccabeo, che furono
sì valorosi, con lor si quadrorono
in questa legge scritta sul suo titolo.
Così nell'altra vòlta ragomitolo
datorno confessori, dottori e vergini,
l'ordine seguitando nelle margini.
Maria di Moisè tiene il salterio
su nella vòlta, e non sanza misterio;
Iudith, Ester e Ruth l'acompagnano:
per gran virtù quel loco si guadagnano.
Le terze vòlte e prime, su lo introito,
di legge di natura fia racolito:
là fia Adamo in una vòlta, pristino,
ed Abraàm ed altri, s'io ben dìstino.
Eva e Sara ed altre due isplendide
in quella sesta vòlta fian ostendide.
Negli archi atorno l'ordine, mostrandolo,
degli altri santi fia, seguitandolo.
Ne' due archi maggiori, s'io ben concipio,
serà d'Adam e d'Eva il lor principio,
le grate e l'accenditoio de' lùmini,
perché 'l tuo loco più degno s'alumini.
Diece di marmo trovai tuoi appostoli,
e 'n gran bruttura stavano nascostoli;
li due in altra parte murati erano
per due profeti, e scritte in man teneano:
con gran fatica e pena pur riebbonsi,
e tutti intorno a te di fuor muroronsi.
E questo tutto ho così disposito,
perché ciascun che fia, sappia il composito;
e altre cose assai, come discernere
si può per ciaschedun che vuol ben cernere,
con ogni mio ingegno ed astuzia
ho fatto fare, avendo in te fiduzia.
Come di tutto tu se' stata orrigine,
così mi leva da ogni caligine
ch'oscurata ha la mente e fatta torbida,
sì che sia chiara e d'ogni vizio fòrbida;
chiamando te mia guida, conducendomi
al tuo Figliuolo, a cui in colpa rendomi,
quand'io mostrerò l'ultima lagrima
del corpo, che si partirà da l'anima:
la qual poss'esser col tuo santo nomine,
dicendo sempre: - In manus tuas, Domine. -
Finito è 'l dir de' Bianchi e l'orazioni,
però 'l Signore e la sua Madre priego
che' mie' peccati al fine mi perdoni.