CCCIX
D'uno invisibil fulmine amoroso,
là nel più bel sereno
e nel più bel tranquillo almo gioioso,
tocca l'alma mia cadde, e venne meno:
e mille eccone in seno
e mille d'angoscioso
duol nembi e rivi: né però favilla
rallenta il fero ardor che mi distilla.