CCCXXVI

By Domenico di Giovanni

Se 'l mal vissuto, viziato, e lascivo,

Le cui virtù condusse a far morillo,

E lo 'nfamare 'l Bicci rimedillo

Come ben seppe ordinare il cattivo;

Avessi un pien San Giovanni inter vivo

D'oro coniato, e del Guelfo sigillo,

Non me ne mostrerebbe un tristo frillo,

La gola sel godrebbe, i dadi, e 'l pivo.

Se del padre a Niccola io son sì scosso

Costì gli persi, quando fui distrutto

Dagli Amicozzi di quel viso rosso.

Se poi si regna in me il vizio brutto,

Come tu scrivi, e di', che io non posso

Servir ad altri, e 'l voler loro in tutto;

Il mondo oggi è costrutto

Di quel, che fe' già 'l Re sopra i Cantori,

E di brache del sangue de' Tintori.