CCCXXVIII

By Domenico di Giovanni

Sappi, ch'io sono, amico, concio in modo,

Che non ne mangerebbon le Cornacchie;

Mogliema, ch'è peggior delle Mulacchie,

Risponde al mughiar mio, ch'io pago il frodo.

E quando vede ben, ch'io più mi rodo,

Dice chiam'or le vecchie, e le poltracchie,

Vedi che pur si scuopron vostre macchie

De' vostri inganni? o domine vi lodo.

Grattandomi mi vai la masserizia,

Che qual tu debbi credere era in punto,

E dissi, ecco 'l ristor di mia tristizia;

Ma ella: va, che i cani t'han pur giunto;

Perch'io risposi: al tempo di dovizia

Tu ne portasti l'olio, il grasso, e l'unto:

Ella: ed altri t'ha munto:

Or questionam, si possa far per legge,

Se olio non ho, pagarla di correggie.