CCII

By Guittone d'Arezzo

O carissimi miei, qual è cagione

per che sì forte Dio disubidimo?

È ch'el sia reo, o che 'l non giusto 'npone?

Ché s'è ciò, certo non mal, se 'l fugimo.

Veggiamo donque d'esso onni offensione.

È lo bon sommo, e di bon tutto è primo,

ed impon noi che cor, fatt'e sermone

abbiàn lungi d'onni dilaido limo.

Discreto, retto, agente ordin orrato

vol costum'ogni nostro, e a be sia,

e che l'un aggia all'altro in catun fato

amore, bonitate e cortesia;

e regno in pregio dar, s'è ciò servato:

ecco rea di lui tutto e villania.