CCIII

By Berardino Rota

Siate a voi stesso voi conforto e vita,

di bel giuditio e d’alto ingegno armato

Carrafa mio, cui duro acerbo fato

preme il cor d’empia e di mortal ferita.

Alma non è da duol tanto impedita

che, per virtù del dir saggio ed ornato,

tosto il tristo cangiando in lieto stato,

per voi non s’alzi al ciel col vero unita.

De l’acque uscendo in nobil fiamma accese

le nimphe incontro al giovenetto ferse,

tutte ad amarlo e reverirlo intese,

quando Aufido geloso in tutto aperse

lo speco a l’onde, e col signor cortese

valore e leggiadria spense e sommerse.