CCIII

By Domenico di Giovanni

Dimmi Albizotto, doppo la salute,

Per che cagion, come 'l Mellon è nato

Si volge indietro; e poi per qual peccato,

Le zucche grosse nascono scrignute?

Ancor mi di'; per ché cagion ci pute

L'acqua del Mare, send'egli insalato?

Che veramente s'io non sono errato,

Natura manca qui di sua virtute.

E più l'animo mio forte sospetta,

Ond'han tanta arroganza i pipistrelli,

D'andar la notte fuor senza bulletta?

E s'a mezzo Gennaio i fegatelli

Volessino ire al bagno alla Porretta,

Si disdirrebbe andandovi in guarnelli?

E perché i Giubberelli

Han pieno il petto, e son vote le reni,

E i granchi in quintadecima son pieni?

E per i dì sereni

L'Anitra non pazzeggi; e sol favelli

Pappagal, Pica, e Storno fra gli Uccelli?

Il tuo Antonio Martelli

M'ha comandato questo; ed io ti priego,

Che di risposta non mi facci niego.