CCIII

By Francesco Beccuti

È questo il re di gloria, è questo il verbo

di Dio fatt'uomo, il verbo unico eterno

ch'oggi, per salvar noi, morto discerno

sul duro legno? Ah fèro caso acerbo!

Per chi sì umile è Dio? perché superbo

tant'è del cuor uman l'affetto interno?

perché, s'ei d'amor arde, orrido verno

e freddo, aspro stridor nel petto io serbo?

Apri gli occhi, alma mia, contempla il duolo

de le sue piaghe, attendi 'l fianco e 'l petto

per le tue colpe scelerate e prave;

e s'ei per te la vita e 'l sangue ha offerto,

spargere a' piedi suoi non ti sia grave

una lacrima breve, un sospir solo.