CCIV

By Berardino Rota

La tela ch’io tessea d’altro che d’oro,

imagin viva de’ be’ lumi spenti,

hor che pende interrotta a piogge, a’ venti

ch’escon del cor, sì ne sospiro e ploro,

Celio, cantor del ciel, di Phebo al choro

nova armonia, che fai, ché non ritenti

di fornir tu? Soggetto ed argomenti

haver non puoi di più pregiato alloro.

Già credea con madonna alto levarmi

felice e ricco; ed hor tristo e mendico

son d’ogni ben, né basto a consolarmi.

Ella di Dio si pasce, ed io nutrico

l’alma di morte. Or che potea più farmi

fiera vendetta di destin nemico?