CCLIII

By Franco Sacchetti

Che puo' tu fare più ora, iniquo mondo,

e qual signor volgera' tu, Fortuna,

da poi ch'ambizione con voi ad una

un buon che c'era avete messo al fondo?

Lasso, ch'io son colui che mi confondo,

veggendo quanti mali sotto la luna

questa Italia misera raguna,

a disfar ciaschedun ch'è più giocondo.

E quand'io penso chi si vuol far degno

e soprastare nel colmo della rota,

d'ira mi mordo ed ardo di disdegno.

Gentillezza e virtù son nella mota,

ciascun villano di signoria vuol segno,

e così il cerchio umano del ben si vòta.