CCLIV

By Domenico di Giovanni

Se le caverne fossen bene accorte,

Farebbono esca a torvis'insalata,

Che mai di lor se venderia derrata

Senza miglioramento di lor corte.

Sicché poi il sugo delle gambe torte

Avrebbe spaccio sì dalla brigata,

Perché da quello arèn si gran sitata,

Ch'ognun se metteria fino alla morte.

E per istar costante alla ragione

Si volle fiammeggiar tutta la Corsa,

Ed ogni Ninfa fuor della pregione.

E per non mi trovar dinari in borsa

Non fui menato per altrui cagione

Dove la coscienza me rimorsa;

E dieci volte l'orsa

Vidi apparir colle compagne in Cielo,

Avendo innanzi uno scaccato velo.